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Whatsapp e gruppo classe: attacco porno alla bimba

L’allarme e la denuncia alla Polizia di Stato. Vittima una bimba di 10 anni del comune di Ischia. Informato il sindaco, la preside e la scuola: è’ allarme sicurezza

La prima volta il telefonino ha squillato alle 6 del mattino. La bimba si sveglia, ma non risponde. La bimba, una scolara di 10 anni, allerta la mamma: “Mamma, un’altra volta questo numero che non conosco”. La mamma fa finta di nulla e si prende il cellullare per approfondire con calma.

Alle 7, un’altra notifica, un altro messaggio. Questa volta il cellullare è tra le mani della mamma. Basta un click e l’uomo che si masturba è a pieno schermo.

E’ questa la storia che ha visto protagonista, una minore in tenera età frequentante un plesso scolastico di Ischia, raggiunta sulla chat di whatsapp da un numero sconosciuto e molestata con video, chiamate e materiale pornografico.

La reazione del genitore è da “manuale”. Nasconde tutto alla bimba, l’accompagna e scuola e poi subito dalla Polizia di Stato.

Una denuncia, come diverse, ahinoi, ma che ci mette in allarme e non poco. L’istinto di protezione a tutela della sicurezza dei nostri figli, facili prede dei delinquenti della rete, i cosiddetti criminali informatici è alto. L’allarme non può e non deve passare sotto silenzio.

E’ vero, come tra poco vedremo anche con il nostro esperto, siamo davanti a diversi pericoli. Dal più semplice “virus” fino ad arrivare a veri e propri criminali che potrebbero far male ai nostri figli.

Nell’epoca degli smathphone, ai quali affidiamo tutte le nostre informazioni, ci riscopriamo sempre più indifesi e, spesso, incapaci di reagire davanti a tale vergognosa eventualità, vera e propria piaga sociale.

Dopo la denuncia, però, l’evento diventa, nuovamente, argomento della discussione del gruppo classe e una nuova conversazione verità, fa emergere l’allarme.

Non ci troviamo davanti allo pungo rifilato da un docente ad un bimbo, come è successo al Marconi, ma ad un attacco, forse, più pericoloso.

“Buongiorno a tutti – scrive questa mamma -, stamattina F. ha ricevuto su Whatsapp una videochiamata da parte di un numero sconosciuto, ha avuto paura e non ha risposto, dopo circa un ora ha richiamato, ho preso il telefono e ho aperto, era un pedofilo che si masturbava. Ho esposto denuncia alla polizia, in mattinata andrò a scuola perché è importante avvisare tutti i ragazzi e fate attenzione ai vostri ragazzi perché potrebbe essere entrato nella chat che hanno in comune»

Più tardi, la conversazione si arricchisce di altri dettagli: “Sto a scuola per chiedere un incontro con la Polizia per informare i ragazzi. Prefisso telefonico Emirati Arabi Uniti: +971. Avvisato anche il sindaco Enzo Ferrandino in qualità di genitore e di primo cittadino del Comune»

Poco dopo:  «Sono stata in presidenza, la preside ha fotocopiato la denuncia, avviserà tutti i professori e chiamerà la Polizia che è già al corrente della situazione e chiederà un incontro divulgativo per i ragazzi esteso a tutta l’isola»

Quando è il pugno del docente o il litigio con l’amico di banco il problema potrebbe sembrare facilmente superabile quando, invece, l’attacco ai nostri figli arriva attraverso gli smartphone, allora il pericolo è maggiore.

E’ ancora una volta la scuola sotto attacco. Sì, perché quando si tratta dei nostri figli, si tratta della scuola.

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3 Comments

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  • togliere o almeno controllare in parte il cellulare della bambina (la piccola ha il cellulare con sè , lo usa e lo tiene acceso alle 6 del mattino, pare quasi una barzelletta) potrebbe essere un modo per iniziare a risolvere (e forse ad evitare) certi problemi, senza partire sempre dagli altri….

    • Bravo, infatti ormai le persone accusano subito gli altri invece di guardarsi nello specchio e di porsi delle domande. Ognuno deve assumere le proprie responsabilità! Non si lascia il web tra le mani di una bambina. Punto e basta!!

  • sono il padre di una bimba che ha la stessa età, oggi giorno lo smartphone fa parte della vita quotidiana di tutti quanti, ma basta ad esempio impostare lo smartphone con determinate restrizioni ed gia si limita il danno. per esempio ho notato che mia figlia ovviamente scarica i soliti giochini da play store e ovviamente spulcia su google tutti i modi possibili per i trucchetti di super mario emoticon’s gratis per whatsapp è li che ci si espone maggiormente a sti pericoli… basta solo istallare un buon antivirus e applicare i filtri famiglia dove qualsiasi contenuto dannoso per eta inferiore ai 12 anni viene bloccato istantaneamente… ovviamente è un deterrente ma cio non toglie che il controllo diretto di noi genitore non fa mai male anche in maniera assidua.