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Vito Iacono scrive a Conte: “Presidente, dichiari l’isola Zona Disagiata”

Vito Iacono, presidente de Le Strade del Vino ed ex consigliere comunale di Forio, ha inviato una lettera al Premier Conte a margine della sua visita sulla nostra isola, facendo richieste ben precise: l’inserimento del riconoscimento di Zona Disagata per l’isola nel Decreto Ischia in via di definizione.
Leggiamo.
“Gentile Presidente – scrive Vito Iacono – La ringrazio per la Sua visita sulla nostra Isola e per il messaggio di speranza che ha voluto lasciare in ordine alla possibilità di azioni concrete per favorire la ricostruzione ed il ritorno alla normalità. Se posso permettermi di chiederLe di verificare la possibilità di inserire nell’annunciato provvedimento anche misure che favoriscano una migliore qualità dei servizi ed in materia di sviluppo ed occupazione con particolare riferimento al riconoscimento dell’isola d’Ischia quale zona disagiata per permettere misure virtuose che consentano un migliore funzionamento del sistema sanitario e degli altri servizi, tra i quali la scuola prevedendo la introduzione di riconoscimenti che rendano la nostra Isola più accessibile per gli operatori anche in termini motivazionali, come accade in tante altre isole minori del nostro Paese. Altrettanto si può fare per il trasporto marittimo, l’agricoltura e la pesca in materia sia fiscale che, soprattutto, di applicazione dei regolamenti comunitari riferendomi alle tante deroghe di cui godono tantissime isole degli altri Stati Membri.

Confidando in un Suo positivo riscontro, nel rinnovare a Lei ed al Suo governo i sentiti ringraziamenti per le attenzioni riservate alla nostra terra ed auspicando che quanto prima si sostanzino in azioni positive, La saluto cordialmente

Vito IACONO – già Capogruppo Consiliare del Comune di Forio e Presidente delle “Strade del vino dell’Isola d’Ischia”

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5 Comments

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  • Qualcuno propose di attribuire ad Ischia il titolo di “cittá”.
    Ora qualche altro propone di dichiarare l’isola “zona disagiata”.
    Poi ci meravigliamo che molti giovani si demoralizzano ed abbandonano l’isola…

  • Signor Luigi, mi scuso se sono stato frainteso, tanto è che la missiva non aveva una natura di “promozione” turistica. La richiesta di riconoscimento dell’isola d’Ischia quale “zona disagiata” ha solo un valore normativo, al pari delle più belle isole e siti della Comunità Europea ed è solo la condizione necessaria per favorire deroghe in materia di offerta dei servizi sanitari prescindendo dal numero di abitanti, prevedere incentivi, altri benefici e misure motivazionali per gli operatori sanitari e scolastici, per garantire delle premialità relativamente alla finanza agevolata per enti pubblici e privati, forme di fiscalità favorevole, per le attività produttive in materia di quote di produzioni agricole e della pesca, degli allevamenti e di trasformazione degli stessi. “Purtroppo” la dicitura riferibile alla normativa nazionale e comunitaria recita così “zona disagiata” anche per favorire servizi di eccellenza per residenti e turisti e rendere i territori più fruibili ed a costi più accessibili, vale anche per la fiscalità sui trasporti marittimi. La stessa normativa non prevede che sulla cartellonisitca riporti la scritta “isola d’Ischia zona disagiata”. Anche perché il disagio riferito alla legge è quello relativo ai diversi costi ed alle diverse criticità dovuta allo status di Isola o di area montana e non perché la stessa provoca disagio a chi la visita.
    Vale per tutti gli arcipelaghi e le comunità montane d’Europa che godono di questo status e sono meta di milioni di turisti.

    • Dimenticavo, il riconoscimento di “zona disagiata” serve proprio per favorire condizioni ottimali affinché i nostri giovani non abbandonino l’isola per trovare nella loro terra le occasioni per vedere soddisfatti i loro sogni, le loro speranze, i loro diritti!

  • Chiamiamola “città disagiata” e non se ne parla più..

    al di là delle battute, apprezzo lo sforzo di Vito e auspico che venga riconosciuta la disagiatezza specie per quanto riguarda la sanità e i trasporti marittimi.