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Villa Mercede, licenziamenti all’orizzonte. Ancora niente soldi ai lavoratori

«pertanto, l’ASL Napoli 2 Nord volesse effettivamente procedere ad attuare la “nuova”  formula contrattuale,  dovrebbe indicare quali figure professionali allontanare dal servizio e, quindi, licenziare».

La vicenda di Villa Orizzonte si fa, ogni giorno, sempre più difficile. L’entusiasmo dei grillini e di chi ha strumentalizzato il dramma dei 42 operatori della RSA dell’ASL Napoli 2 Nord si è scontrato con la dura realtà delle cose, della burocrazia e delle normative.

Mentre i soldi ai lavoratori della struttura per anziani di Serrara Fontana ancora non sono arrivati, nonostante siano trascorsi ben 10 giorni da quando si era raggiunto l’accordo in prefettura all’incontro sollecitato dai sindaci e dai sindacati e non dai politici regionali, il braccio di ferro tra l’ASL e il consorzio Nestore e le cooperative che gestiscono il servizio diventa sempre più cruento. E’ inutile chiedersi che fine abbiano fatto Gennaro Saiello e il Movimento 5Stelle, loro arrivano solo quando devono tirarsi un selfie o danzare sul cadavere già ucciso della preda.

Dopo il tavolo tecnico presso la Prefettura di Napoli, con una nota ufficiale, l’ASL Napoli 2 Nord ha rappresentato che avrebbe “motu proprio proceduto ad effettuare una decurtazione economica delle pregresse prestazione rese fatturale e, a tutt’oggi non pagate, nonché ha invitato l’istante a ridurre gli importi da fatturare e ciò  sulla base dell’effettiva occupazione dei posti letto”

Un cambiamento inopportuno e, al limite della legge che ha raffreddato, nuovamente, il tavolo della trattativa e, in questo caso, ha allertato, ancor di più i sindacati.

L’ASL ha fatto sapere  che avrebbe decurtato «somme già fatturate secondo la precedente formazione contrattuale e per la quale Nestore ha salvaguardato il livello occupazionale di tutto il personale impiegato nella RSA Villa Mercede a prescindere dal numero di occupanti in struttura».

Una rivoluzione nel servizio della gestione della RSA che mostra quanto questa ASL non sia coerente e quanto  sia spregiudicata nell’approcciare a certi iter amministrativi. La doppia e sonora bocciatura degli atti al TAR avrebbe dovuto insegnare qualcosa e, invece, si va avanti sulla strada sbagliata.

Ma Nestore non si scompone più tanto, forte della giurisprudenza (in maniera alcuna possono essere decurtate le somme già fatturate secondo la precedente formulazione contrattuale) e sottolinea: «pertanto, l’ASL Napoli 2 Nord volesse effettivamente procedere ad attuare la “nuova”  formula contrattuale,  dovrebbe indicare quali figure professionali allontanare dal servizio e, quindi, licenziare».

Più chiaro di così non si poteva essere. Ora, per Villa Mercede  si apre un nuovo capitolo, quello che parla di licenziamenti e di tagli. Tagli dovuti a scelte “motu proprio” dell’ASL e, forse, legate all’esigenza di riformulare il nuovo bando per l’affidamento del servizio già sbagliato due volte e due volte bocciato dal TAR Campania.

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