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Verde di tutti o di nessuno?

Ormai da molto tempo cerco di mantenermi quanto più distinto e distante possibile dalle questioni relative al mondo politico ed associazionistico sull’isola d’Ischia, consapevole della consolidata necessità personale di evitare il cosiddetto “tuòsseco” che, alla mia età, comincia a dare più fastidio del solito. Eppure, sono in tanti a sottopormi, spesso e volentieri, alla somministrazione involontaria di fatti e fattacci utili a dimostrarmi il perdurare di quella fase involutiva di cui la nostra terra è ormai preda inerme ed inerte sotto il profilo della civiltà, della socialità e finanche della mera logica.

E adesso, veniamo all’argomento del giorno, di cui tale premessa è figlia! Vi è capitato, ultimamente, di entrare nel Bosco della Maddalena, a Casamicciola Terme? A me sì, perché talvolta accompagno mio figlio Simone ai suoi allenamenti di calcio presso la struttura in località “Preta ‘e voia”. Nei mesi scorsi, dopo il puntuale imbattersi a prima vista in quel che resta di uno dei più clamorosi e impuniti “abusi di stato” (di cui leggerete tra poche righe), era particolarmente facile notare la frenetica attività di improvvisati boscaioli i quali, pare d’accordo con l’Amministrazione Comunale e di certo armati, indisturbati, di potenti motoseghe, si davano un gran daffare nel tagliare i pini ormai secchi presenti in zona, lasciando in loco solo la base del tronco e portando via il resto per utilizzo personale.

Dando per scontato che quanto mi è stato riferito sia vero, cioè l’esistenza di un accordo bonario tra detti “boscaioli” e il Comune, è altrettanto certo che a monte di tale iniziativa dovrebbe esserci una strategia che abbia contemplato sia l’aspetto squisitamente legale-amministrativo sia quello ambientale. Per il primo, mi riferisco agli adempimenti burocratici che prendano atto del problema e disciplinino in modo corretto e trasparente le modalità di taglio dei pini e del prelievo della legna derivante; ma soprattutto, per il secondo, avrei auspicato la concretezza di un’agenda politica che si rispetti e che abbia preso atto della necessità di rigenerare subito e concretamente quel prezioso polmone verde tanto caro a Giovanni Gussone e ai Borbone.

Ecco, poi, la domanda che sorge spontanea: ma l’Associazione Difesa Pini Ischia, in questa vicenda, che parte ha recitato? Ho sempre ritenuto lodevole la presenza di questo sodalizio sul territorio, non avendo essa alcun potere o fondi da gestire e dovendosi dedicare esclusivamente alla “rogna” di fare da pungolo alle sei Amministrazioni Comunali, agli Enti sovracomunali e al territorio nell’affrontare seriamente, nei propri provvedimenti, i rischi corsi dal nostro patrimonio boschivo a causa di vari generi di cocciniglia. E’ altrettanto vero che da tempo non sento più parlare dell’Assopini, ma ho dato per scontato che la sua attività, seppure in modo silente com’è nello stile del suo Presidente e mio amico, Dario Della Vecchia, sia comunque proseguita senza soluzione di continuità, anche per quel che riguarda la giusta interlocuzione con il Comune di Casamicciola Terme per la questione appena citata.

E invece, ecco la sorpresa! Ho interpellato personalmente Dario, il quale mi ha confermato di non sapere assolutamente nulla di tutto ciò, di non essere passato in epoche recenti per il Bosco della Maddalena (e quindi di non aver contezza delle attività dei “boscaioli” in questione), dichiarando candidamente che l’Assopini (di cui è Presidente sine titulo da quattro anni, essendo scaduto il suo mandato) è ormai inesistente. Dario mi ha però inviato copia di una sua PEC di pochi giorni fa, indirizzata a vari organi della Regione e della Città Metropolitana (omettendo però i Comuni ischitani interessati tra i destinatari) in cui ricorda che “attesa l’imminenza dell’estate, con il consueto innalzamento delle temperature, la vicinanza di complessi residenziali, hotels e abitazioni private a diverse delle aree colpite dall’infestazione da toumeyella parvicornis, si invitano gli Enti in indirizzo ad attuare ogni azione volta alla tutela della sicurezza della cittadinanza isolana nonché dei numerosi turisti che frequentano la isola, attesa la circostanza che diversi esemplari risultano essere prospicienti le pubbliche vie nonché piazze e che il loro indebolimento potrebbe determinarne il collasso con grave danno per persone e cose, che le zone più colpite, come il detto Bosco della Maddalena, rischiano di incorrere in eventi dannosi quali incendi dolosi che già in passato hanno causato un inestimabile danno al patrimonio ambientale della isola di Ischia, accentuando il dissesto idrogeologico che si rivela in tutta la sua gravità in occasione dei sempre più frequenti violenti eventi meteorici.

Quel che però mi ha lasciato basito è la conferma, da parte dello stesso Presidente Assopini, dell’esito di un verbale del 20 febbraio scorso in cui il Direttivo, preso atto dell’assoluzione in primo grado di tutti gli imputati nel processo contro lo scempio della “mancata caserma” della Forestale in quel del Bosco della Maddalena, abbia deliberato di non proseguire la propria costituzione nel processo d’appello, “ritenendo superflua qualsiasi ulteriore azione penale” in virtù di tale assoluzione. Una decisione che, oltre a confermare di trovarci al cospetto di un sodalizio ormai in frantumi, lascia più di un ragionevole dubbio su certi legami di ordine personale con alcuni degli imputati e con le correnti elezioni europee, alle porte già all’epoca della seduta del direttivo; e questo, senza dimenticare che la dichiarata impossibilità di svolgere appieno anche le minime funzioni dell’Associazione, confermatami candidamente dal suo Presidente nella telefonata intercorsa, cozza pienamente con l’intento, manifestato nel medesimo verbale del direttivo, di “impegnarsi per tentare di arginare la grave situazione di degrado del patrimonio floro-botanico del territorio boschivo dell’Isola d’Ischia”. Come dire, mettiamoci almeno un buon proposito, altrimenti non c’è neppure un fine che giustifichi i mezzi. Chi non demorde, invece, è Luigi Pisani, proprietario di un cespite strettamente confinante con tale “abuso di stato” e regolarmente costituitosi con un ricorso in Corte d’Appello, articolato dall’Avv. Bruno Molinaro su rilievi tutt’altro che peregrini mossi alla sentenza di primo grado.

Se quindi l’occasione mi è propizia per porre in evidenza la latitanza di tutti i livelli istituzionali su un problema che, per quanto importante, si presterebbe a una soluzione più che alla portata della Giunta Regionale della Campania, non posso che rinnovare il mio sdegno crescente per il sempre peggior degrado in cui il contesto sociale dell’isola d’Ischia, compresa la stragrande maggioranza del cosiddetto “terzo settore”, versa irrimediabilmente. E, come disse Cicerone, “o tempora, o mores”.

Direttore Di Meglio, che ne dici di rendere il nostro Quotidiano portavoce efficace di una campagna a tutela del “verde di tutti” (che visto il disinteresse generale, sembra essere invece “di nessuno”), pretendendo a gran voce anche ogni legittima certezza sul ripristino “post-scempio” di quel maledetto, impunito “abuso di stato” che continua a fare “bella mostra” di sé in pieno bosco?

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  • Purtroppo sull’isola non c’è il concetto del “di tutti” ma solo la propensione ad accaparrarsi pezzi di boschi o di piazze o di spiagge per la propria tribù.