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Venerdì romano per sindaci e staff: si lavora al decreto…

Ida Trofa | Ricostruzione emergenza e altri impicci, a Roma si scrive il decreto a Ischia e si litiga sui dettagli. Ieri tutti a Roma per interloquire con il Governo attraverso i buoni auspici e il self control del Capo del dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli.
L’uomo a cui il premier Conte, nel corso della sua vista istituzionale ad Ischia ha affidato il lavoro di Carlo Schilardi ed il compito di consegnare entro Lunedi la bozza del decreto Ischia.
Un documento che sia condiviso da tutte le parti e dai soggetti attivi coinvolti della Ricostruzione di Ischia.
Partenza dal porto di Ischia alle 6.30, scrive Giacomo Pascale sulla sua pagina facebook con il suo solito fare ecumenico: “Si parte per Roma dove si continua ad interloquire tra istituzioni per avere il Nostro decreto come promesso!”
L’incontro a Roma si è svolto tra i primi cittadini isolani, il capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, Carlo Schilardi e Giuseppe Grimaldi, oltre che alcuni esponenti del governo.
Il dialogo si riapre a seguito della trasmissione all’Esecutivo degli atti approvati negli ultimi consigli comunali tenutosi il 21 agosto ed alla discussione apertasi la sera del 6 settembre sulla bozza di decreto inviata alle parti e trattata in una infuocata video conferenza tenutasi tra l’altro presso le stanze del sindaco al Palazzo Municipale di Santa Restituta.
Nel corso del collegamento video tenutosi giovedì 6 settembre nel “post Conte”, come abbiamo avuto modo di anticiparvi già dalle pagine del nostro quotidiano, oltre alla volontà dei sindaci di recarsi subito a Roma per parlare dal vivo è stato ancora il nodo-condoni a paralizzare la discussione.
I poteri da affidarsi alla struttura commissariale per la ricostruzione e, soprattutto chi, come e quanti vuole salire sul carro della ricostruzione ha fatto molto dibattere le parti.
Ancora i sindaci Castagna e Pascale hanno voluto richiedere il rinnovo di una serie di provvedimenti collegati alla proroga dello stato di emergenza come il caso dei fondi MIUR ottenuti da Lacco Ameno e sfumati per Casamicciola.
Acclarati e lapalissiani ormai i provvedimenti in materia fiscale che il Governo, di recente ha approvato per il Centro Italia e l’Emilia Romagna con l’ultimo Milleproroghe.
Per i sindaci la bozza di decreto non va niente bene!
Da qui l’esigenza di raggiungere subito Roma per sedersi tutti, in carne ed ossa, intorno ad un tavolo.
Discutere via video (il dottor Borrelli si è più volte con umiltà scusato per questo) su temi così delicati è sembrato a tratti impossibile oltre che inutile.
Il punto nodale resta la sostanziale assenza di una previsione circa la possibilità di abbattere e ricostruire gli immobili sottoposti a domanda di condono, visti i pesanti vincoli che gravano sull’isola.
I sindaci del cratere Giovan Battista Castagna e Giacomo Pascale, accompagnati dai loro rispettivi staff, immancabile l’apporto del vicesindaco Domenico Miragliuolo, dell’avvocato Lucrezia Galano e del consigliere comunale Michele De Siano e per Casamicciola Stanislao Senese, il capo dell’Urbanistica Agnese Cianciarelli e l’architetto Caterina Castagna si sono ritrovati a Roma per discutere con i due commissari e soprattutto con il Capo dipartimento Angelo Borrelli a cui Conte ha affidato il compito di sbrogliare la matassa e consegnare sul tavolo del governo entro lunedi il decreto Ischia.
Mancano poche ore alla data di consegna ma c’è ancora molto da lavorare. Una vicenda assurda ed intollerabile, cose cosi importanti fatte cosi tanto per e cosi la notte per il giorno. L’Italia dei commissari, dei sindaci autoreferenziali, ha fallito ed ha fallito da tempo.
Norme urgenti e indifferibili sulle quali non si riesce a trovare la quadratura del cerchio. Servono fondi e norme certe.
Una missione quasi impossibile e soprattutto un’utopia per un’Isola dove l’assenza di regole, cultura della civiltà e rispetto ha fatto della confusone e del caos l’unico vero dogma.
L’unico ambiente ove una certa politica sguazza e prolifera.
Regole complesse Ischia è Ischia, non è Amatrice o il centro Italia, ha delle particolarità anche vincolistiche complesse e sopratutto la problematica, fin qui irrisolvibile, dei tre condoni.
Per chi ha legittimamente proposto domanda di condono e non ha avuto risposta, certo non potrà patire le colpe della palese ed assurda inerzia della pubblica amministrazione.
Una casa abusiva, d’altro canto, resterà sempre abusiva e non si potrà pensare che possa essere il sisma a coprire tutto.
L’auspicio è che in queste ore, con o senza tavole rotonde, ci sia la previsione di norme chiare e che non si debbano interpretare.
Questo sarebbe già un grande passo avanti.
Sui fondi poi non vi è dubbio che la madre Patria Italia saprà reperirli e tirali fuori al momento giusto.
Questo paese ha sempre dimostrato di poterlo e saperlo fare.
Nei casi di necessità il sostegno economico non è mai venuto meno.
Sono le idee e le regole che mancano.
Nessuno si qui ha evidenziato che senza dubbio bisognerà partire dalla contezza del danno, dal fabbisogno reale per ricostruire ed indennizzare, bloccato a novembre e mai ripartito. 38 milioni di euro sono stanti stanziati tra Gentiloni e Conte per l’emergenza, 50 milioni di euro posti dal governo Gentiloni quale fondo della ricostruzione.
Nessuno, però, ha contezza del danno anche economico subito dai cittadini e delle cifre necessarie per gli eventuali indennizzi. Se il premier Conte, la politica, riusciranno a dare regole chiare ne beneficerà sicuramente la popolazione.
Lunedi la bozza, e sempre in settimana prossima in consiglio dei ministri per discutere la sua approvazione.

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