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Un film già visto? No, grazie!

La situazione politica che si profila verso le elezioni al Comune di Ischia, che con tutta probabilità saranno parte integrante dell’election day del prossimo 28 maggio, è più che mai in preda alla confusione. L’intero quadro politico, eccezion fatta per la compagine che, almeno in via presuntiva, dovrebbe sostenere la candidatura a Sindaco di Gianluca Trani, non sembra ancora in grado di offrire una soluzione logica e netta da proporre all’elettorato.

Se, infatti, dopo il recente comunicato a firma di Salvatore Mazzella e Abramo De Siano, che di fatto unisce le forze di entrambi i gruppi in un’unica prospettiva di candidatura condivisa, viene a crearsi un raggruppamento di cui dovrebbero far parte con discreta certezza anche le forze di centrodestra guidate nelle trattative da Domenico De Siano, dall’altra la maggioranza in carica al Comune di Ischia sembra essersi praticamente disgregata, in danno della nomination di Enzo Ferrandino. Sembra infatti che anche il gruppo facente capo a Ottorino Mattera, dalle ultime notizie pervenutemi, abbia posto il veto –al pari di Luca Montagna, Cristian Ferrandino & C.- alla designazione del “loro” vicesindaco per la prossima campagna elettorale. Di contro, fallito il tentativo di coinvolgere Carmine Barile da parte di Giosi Ferrandino con il gradimento di gran parte dell’alleanza del 2012, anche l’espressione di un candidato alternativo sembra un risultato veramente difficile da raggiungere ma che, gioco forza, molto presto vedrà la luce.

Sto osservando da spettatore questa “partita” (mi è piaciuta molto l’espressione dell’amico Luigi Telese il quale l’altroieri, fuori al Tribunale, mi ha chiesto testualmente: “Ma anche stavolta te la vedi ‘pe televisione ‘sta campagna elettorale?”). Tuttavia sono oltremodo preoccupato! La scelta di un candidato Sindaco per il Comune di Ischia, che da sempre è la guida essenziale e carismatica delle altre cinque realtà locali, non può essere un fenomeno residuale, bensì il risultato di un mutuo riconoscimento ad opera delle parti in causa, che vi giungono con il giusto anticipo e, soprattutto, con il fermo convincimento di aver identificato la figura giusta per redigere e realizzare nei fatti un programma degno di esser definito tale. Oggi, per chi legge, siamo al 17 marzo, cioè a settantasei giorni dalle elezioni e a poco più di quaranta dalla presentazione delle liste: il “giusto anticipo” di cui sopra, obtorto collo, è andato già a farsi benedire e il sopravvento, nei fatti, lo ha preso la smania di prevalere con linee d’indirizzo che riguardano esclusivamente il consenso e il potere, non certo ciò che conta per amministrare il Paese.

Sono compulsato continuamente da un mare di amici che mi chiede come andrà a finire, oltre ai tantissimi che vogliono sapere “tu che parte farai?”. E vi devo dire che mi trovo in estrema difficoltà a rispondere loro, con la schiettezza che mi contraddistingue, che mi è impossibile pronosticare come andrà a finire. Personalmente ero abituato all’idea che la candidatura di Domenico De Siano a Sindaco d’Ischia fosse la soluzione migliore per sgomberare il campo da una serie di ambizioni personali che, seppur legittime, oggi in sua assenza frazionerebbero ulteriormente il quadro politico locale, ad unico danno di chi ancora crede in un’alternativa che nulla abbia a che fare con l’amministrazione uscente. Tuttora sono convinto che solo il ritorno in campo di Domenico, ormai alquanto improbabile, potrebbe ricompattare l’ambiente e offrire quanto meno la credibilità di una persona forse criticabile sotto diversi aspetti, ma che andrebbe senz’altro apprezzata per la rinuncia ad un seggio parlamentare sicuro per i prossimi sei anni, in cambio di un mandato da Sindaco che oggi offre prevalentemente oneri e pochissimi onori.

Il destino di un Comune parte integrante di una realtà turistica così importante come l’isola d’Ischia non può essere oggetto di improvvisazione, al pari di un piccolo teatrino di quartiere: è di scena il futuro di tutti noi, la cui interpretazione dev’essere finalmente affidata a veri professionisti, un cast da standing ovation garantita. E anche se il tempo è poco, io credo che debbano tuttora essere resi preminenti quei presupposti indispensabili per guardare al prossimo quinquennio con quella dose di giustificato ottimismo che non guasta mai.

A tutti gli attori di questo spettacolo poco edificante sul piano istituzionale e politico, protagonisti o comparse che siano o si sentano, mi sento di chiedere di attrezzarsi subito ed offrire, da una parte e dall’altra, scelte supportate da una logica che abbia come unico fine la chiarezza e il rispetto nei confronti della gente. E all’altra faccia della medaglia (la gente, appunto) auguro di rendersi pronta ad apprezzare o biasimare senza pietà –ma scevra del più facile qualunquismo- l’offerta politica presentata da tali attori. Perché è ora di darci una regolata, tutti, indistintamente, affinché le cose migliorino una volta e per tutte, a rigor di logica. Perché non accada, anche stavolta, che poco dopo l’inizio dello spettacolo alla maggior parte di noi non venga voglia di alzarsi dal proprio posto, pensando affranti e delusi: “Questo film l’ho già visto!

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