primopiano

Un branco di lupi al Seminario. Arazzi e spese folli per la casa del Vescovo

L’ATTACCO AI COMUNI PER DISTRARRE DAI LAVORI. Dagli iniziali 800 mila euro si è arrivati a ben oltre il milione di euro tra domotica, videosorveglianza e altri lussi...

Gaetano Di Meglio |Qualche mese fa Padre Mario dovette chiedere in giro 20mila euro per completare i lavori della chiesa di S. Antonio ad Ischia Ponte. Don Emanuel a Forio è stato costretto dalle pressioni della società civile ad iniziare, alle soglie dell’estate i lavori alla chiesa del Soccorso e, nel frattempo, ci sono ancora tutte le chiese ammalorate dal Sisma che attendono di essere riconsegnate alla rispettive comunità. Una su tutte, e tra poco vedremo perchè, quella dello Scentone a Forio.
Nel frattempo, però, un corvo gola profonda della Curia di Ischia ci ha raccontato dell’unico pensiero, quasi fisso, di alcuni: i lavori al Seminario di Ischia. E sia chiaro, che ci sia quell’impalcatura rendere brutta Via Seminario e l’ingresso del centro storico, davvero, non interessa a nessuno. Ne a quelli della Chiesa, ne a quelli del comune.
Ma il dato che conta è il blocco dei finanziamenti, per due anni, ai lavori delle “altre” chiese. Da quel che raccontano i corvi, infatti, sembra che il preventivo inziale dei lavori al Seminario, di quasi 800mila euro, sia lievitato, con i SAL già liquidati, a ben oltre il milione di euro.
Tra lavori strutturali, arredi , arazzi e una mania per il controllo tra domotica in ogni stanza e un complicatissimo sistema di videosorveglianza, sembra che il nuovo seminario sia la casa definitiva per Lagnese.
La valutazione, un po’ diffusa, che gli scandali ripetuti in Diocesi, da Don Giovanni e don Nello, fino ai gemelli, passando per Gianfranco Del Neso abbiano pesato parecchio sulla reputazione vaticana di Pietro Lagnese che avrebbe visto svanire i sogni di gloria. Non quelli di una gloria celeste, avete sempre prima il purgatorio, ma quelli terreni che portano poltrone e potere di carne.
Se in tutto questo contesto, però, ci aggiungiamo anche le interferenze focolarine, quelle che da Loppiano hanno imparato a gestire la “santa” frauca delle chiese, allora è tutto più chiaro. I consiglieri focolarini di Lagnese, con la scusa e il pretesto «l’ha detto il Vescovo» hanno già fatto fare e rifare alcuni interventi 2 o 3 volte. C’è stato chi, pur di avere una “presa elettrica” sull’altra ha fatto squarciare e ripitturare un’intera parete. A lavoro finito ovvio.
Così, come, ad esempio, qualche corvo amico del Dispari si chiede quanti camini siano stati installati. Una curiosità perché, sempre al nostro amico corvo è parso di leggerne il costo. Eggià, se il camino non si aggira attorno ai 20mila euro, infatti, non viene preso in considerazione.
Ma quel che più incuriosisce gli amici che hanno già visto qualche opera, è il grande arazzo di Pietro Lagnese. Un triste dipinto che ritrae il Vescovo di Ischia, tutto porporato. Ma nel 2019, abbiamo ancora bisogno di queste spese medioevali. C’è qualcuno che ha bisogno di un quadro per curarsi un po’ l’autostima? Misteri della… fede.
I lavori sono stati progettati dagli architetti Vincenzo Rossetti e Luca Branco della Branco e Rossetti associati con sede a Via Pier delle Vigne, 20 a Capua. Gli stessi che hanno anche progettato il Nuovo Centro “Papa Francesco” al Polifunzionale di Ischia.
E’ scontato, se non superfluo, considerare che gli architetti e il nostro Vescovo abbiano la città di Capua quale comune denominatore. Una vicinanza, questa, che fa riflettere. Ma neanche più di tanto.
Per i lavori, inoltre, c’è spazio anche per qualche ischitano l’ing. Francesco Trani direttamente da “casa” EVI, il geometra Isidoro Amalfitano quale collaudatore in corso d’opera, il geometra Ciro Sasso per la sicurezza. I lavori e la direzione del cantiere, inoltre, sono affidati alla Stilla Costruzione, azienda sull’isola in possesso della delicata e complicata licenza per eseguire lavori di questi importi e di questa complessità.
Così, mentre il costo dei lavori alla “casa” del Vescovo lievita oltre misura, non vorremmo che la strategia di Lagnese sia studiata fin troppo nel dettaglio: distrarre l’attenzione da questo “affare” e proiettare gli interessi dei credenti e del clero su faccende che li riguardano più da vicino. Guardare a Forio e Casamicciola, infatti, allontana gli occhi dal Seminario. Sempre che non sia stato tutto progettato a tavolino, dobbiamo anche considerare che la protesta, facilmente prevedibile, è stata l’occasione per la diffusione di ben due comunicati della serie “W il Re”.
Furbo Lagnese. Il presbitero che fu ordinato il 1° maggio 1986 proprio dall’arcivescovo di Capua ha imparato, presto, a conoscere i suoi polli. Quelli della Diocesi Ischia.

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7 Comments

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  • Poi va cercando pecorelle smarrite nei vari gruppi allontanatisi proprio per lo schifo e le vergogne ormai note a tutti… Adda passa’ a nuttat…

    • Non è una novità: nel clero c è il peggio dell umanità in dose concentrata: pedofilia, egoismo, avarizia e avidità…….bleaaaaa

  • come i nostri ” onorevoli e senatori ” hanno allontanato gli italiani schifati dalla politica-con questo clero e questi prelati la FEDE diventa “optional” e le chiese sempre piu vuote —poi hanno il,coraggio di parlare di altre religioni–povero PAPA FRANCESCO – altro che pregare per lui -tra lusso sfrenato-pedofili-e preti che hanno “comare” o figli la FEDE si va a far benedire

  • il Papa predica la virtù della povertà, “La povertà è proprio al centro del Vangelo, tanto che, se noi togliessimo la povertà dal Vangelo, non si capirebbe niente del messaggio di Gesù” (Papa Francesco, meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae, 16 giugno 2015). ma ad Ischia non è arrivata la sua voce, nel ex seminario si potrebbero fare tante cose per aiutare tante persone ma si pensa solo alle velleità terrene di una: il vescovo.

  • Qui ci vorrebbe veramente l’intervento di Papa Francesco. Ma nessuno dei tanti preti dell’isola, che dice di professare la fede e che bisogna essere onesti e poveri, ha pensato di contattare Roma per far presente tutte queste sporche vicende che si susseguono sull’isola?

  • È in atto un chiaro, assurdo e fantasioso attacco al vescovo e alla diocesi tutta.
    Negli ultimi tempi su quasi tutti gli organi di stampa si parla solo ed esclusivamente di vicende legate alla chiesa e alla sua gestione, vicende che francamente non dovrebbero nemmeno interessare più di tanto.
    Qualcuno invece, si sta divertendo, ci sta ricamando su e sta inventando tante “belle” storielle,che diventano bocconi ghiotti per gli anti-chiesa, per gli imbecilli ma soprattutto per la stampa che ovviamente fa piatto ricco mi ci ficco. Questo qualcuno però,penso che si sta spingendo troppo oltre e sta alzando un inutile polverone che non porta a nulla, serve solo a far riempire le bocche anzi le GOLE PROFONDE tanto PROFONDE di inutili individui.
    Mi viene da chiedere:
    Cosa si nasconde realmente dietro tutti questi attacchi..?? Forse qualcuno ha qualche sassolino nella scarpa da togliersi per questioni personali, o per conto di terze persone..??Oppure sta tentando di creare scompiglio tra i fedeli..??

  • solo gli stolti continuano ad avere fede.
    da 2000 anni questi “uomini ” hanno solo raggirato gli altri in nome di qualcosa che non esiste.
    Forse oggi con l’istruzione la gente inizia a capire qualcosa.
    Mandate i vostri figli a scuola, fateli ragionare con la loro testa e sopratutto non fategli mai credere che la favoletta di gesu’ sia realta’.
    La religione e l’oppio dei poveri e la chiesa e’ una PIOVRA ASSASSINA.
    Pero’ da ischitano riconosco che data l’ignoranza dilagante, e’ un po difficile cambiare le cose………

    Il professore