primopiano

Troppa paura di Giosi, Arnaldo si prepara. Casamicciola al voto e le trame di Abramo

Ida Trofa | In vista della prossima tornata elettorale per il rinnovo delle cariche pubbliche a Casamicciola, Luigi Mennella, secondo voci da bar, sarebbe il vero candidato dei grillini mentre Arnaldo Ferrandino, persosi chissà dove tra una consulta fallita e un incontro vuoto a perdere, è combattuto tra l’appoggio a Peppe Silvitelli, Domenico De Siano e il ritiro.
A ben vedere, però, Arnaldo potrebbe annunciare la sua candidatura a sindaco per tentare di radunare nuovamente i suoi che, nel frattempo, si sono persi dietro le follie tipiche di chi vuole imporre i “nuovi” senza tenere in considerazione accordi e gruppi consolidati. La politica è altra cosa e lo si sapeva da tempo che non è l’arte congeniale al commercialista di La Rita. Dopo cinque anni di pessima opposizione, un terremoto in cui tra intercettazioni, arnaldiane fissazioni e figuracce istituzionali, in sedici mesi l’unico risultato ottenuto è stato quello di tenere aperte le attività di famiglia, giusto fuori la linea della zona rossa, a dispetto di altri anzi finiti nel tritacarne di chi aveva preso il terremoto per un palcoscenico e ora se ne sta in vacanza grazie ai fondi del CAS e, al rientro, dorme a casa sua. Ma questo è tipico di chi predica bene e razzola male. Della serie “fate quello che dico ma non quello che faccio!”. Purtroppo per Casamicciola le brutte notizie non finiscono mai.
E senza vergogna, neppure per loro stessi, proseguono i passaggi e le trattative per annunciare sempre le solite candidature. Se Sparta piange Atene non ride. A “Sant’Antuono”, nel municipio temporaneo del Capricho, Giovan Battista Castagna, Giuseppe Silvitelli, Ignazio Barbieri e Vincenzo D’Ambrosio se le sono dette di tutti i colori. Un vero giovedì 17 da brivido! Peppe Silvitelli non vuole sapere ragioni: è lui il candidato sindaco. Ignazio non risparmia fiato e da sfogo alle ugole: ora scrive un messaggio a Giosi, anzi lo chiama ed organizza la messa in scena. In realtà rumors e indiscrezioni darebbero già pronto l’eurodeputato Giosi a scendere in campo, i preparativi a via Quercia muovono sotto traccia tra un volo e l’altro tra Roma e Bruxelles. Ma chi è il vero avversario di GiBi? L’ennesima discesa in campo di Arnaldo Ferrandino, Luigi Mennella e dello stesso Giovan Battista Castagna o addirittura Giuseppe Silvitelli? E se anche fosse di Giosi Ferrandino? Siamo davanti ad una buona notizia solo per loro, ma è mediocre per il paese. Per questi politici, mai sviluppatisi, è una buona notizia perché testimonia la vitalità di gente che, nonostante tutto, ha ancora voglia di sopportare lo stress di una campagna elettorale e le incognite di una scena politica che non è certo quella di 17 mesi fa. Quella prima del terremoto. Ma, a quanto pare, a 4 mesi dalle urne il finale è già scritto. Allora, chi è, davvero, avversario di Castagna Giovan Battista?
Di certo la sete di potere di quelli che, fino a ieri, erano i suoi alleati è tanta e oggi sono costretti ancora a stare insieme. È un episodio minore, ma emblematico dello Stato dei rapporti nella maggioranza quello registratosi giovedì scorso al Capricho dove le urla si sono udite fin fuori la Piazza. Il buon senso farebbe propendere per un riappropriarsi dei rapporti in terni alla compagine di GiBì per volare dritti verso la vittoria finale. Per ora non ci sono avversari all’orizzonte. E se l’opposizione non trova la quadra, bocciando ogni ipotesi di accordo, facendo abortire sul nascere l’assurda trovata della commissione trattante di Abramo De Siano per Arnaldo (mai riunitasi) anche la maggioranza è presa dalle tensioni interne e dai mancati accordi. Il triunvirato Castagna-Silvitelli-Barbieri, sulla carta inespugnabile, si divide: Silvitelli vuole fare il sindaco a costo di allearsi con Arnaldo Ferrandino. La conferma di Castagna a candidato sindaco, caldeggiata da Ignazio che minaccia, altrimenti, di accordarsi con Giosi, non passa. È plausibile che l’incidente sarà ricomposto. Abramo tesse la tela e prova il colpo De Siano. Ignazio e Giosi si inviano messaggini, Arnaldo e Silvitelli tubano. Luigi frinisce. E probabilmente che alla fine tutti siano persuasi a ricompattarsi sulle proprie posizioni. Maggioranza con maggioranza, opposizione con opposizione. Quel che inorridisce, invece, sono le trame e la mancanza di coerenza di taluni personaggi che pubblicamente poi vestono la camicetta bianca dei verginielli. Dopo l’ultimo messaggino tra Ignazio e Giosi, Abramo e Arnaldo sarebbero corsi da Domenico De Siano, alla corte di Don Mimi da Lacco Ameno, per professare la propria fedeltà alla candidatura, udite udite, di Giovan Battista Castagna come sindaco salvo poi, poter pensare, sul finale, a sfruttare qualche altro nome: “siamo pronti a sostenere Castagna se poi uscisse qualche altro nome allora magari…” Questo avrebbero detto al senatore nelle solite stanze del Reginella. Voce di popolo, voce di Dio. Già lo si sapeva da prima, che l’accordo trasversale, l’accordo politico con l’uomo a cui hai detto di tutto, quello che ti ha detto, quando ti ha mandato a casa, “se lo faccio io, è una misura per garantire un governo di salute pubblica. Se lo fai tu, è un vergognoso cedimento al potere, al voto di scambio all’interesse personale” Già lo si sapeva da prima perché la politica è nella sua fase pavloviana, o meglio sta ancora ferma alle trame di Abramo, se si candida Silvitelli, manche GiBi, i miei amici, applaudo. Se arriva Giosi, il mio unico nemico, fischio. Ogni gesto e ogni parola sono il riflesso meccanico del gesto e della parola che l’hanno preceduto. Tutto è leggibile in anticipo, prima ancora che le cose vengano dette, ed è per questo che le parole sembrano così vuote, così poco interessanti. Come la vuota politica di Casamicciola.

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