gli editoriali del direttore primopiano rubriche

Terremoto, cose …da ridere!

Ci è mancata anche la volontà di dirci che ci siamo rialzati. Che abbiamo superato il problema, che non siamo un pratica da archiviare...

Gaetano Di Meglio  | Inizia Giacomo Pascale alle 15.00, continua Giovan Battista Castagna alle 16.30. Francesco Del Deo non se ne frega proprio, al pari di Enzo Ferrandino, Dionigi Gaudioso e Rosario Caruso.
Ci avviamo all’anniversario del 21 agosto e, come simbolo unico, ci resta la messa di Pietro Lagnese, alla Marina. L’isola d’Ischia così ha deciso di dover ricordare l’anniversario del terremoto: con niente. Niente di niente.
Due morti, un paese di sfollati, milioni di euro dell’emergenza bonificati sui conti correnti di molti ischitani non significano nulla. Nulla di nulla.
E un paese che si presenta così sfilacciato, ridicolo davanti alle istituzioni, separato, diviso, atomizzato in ogni decisione è un paese che non può pensare a nessun domani.
La “guida” per la ricorrenza del 21 agosto è questa. Alle 15.00 si riunisce il consiglio comunale di Lacco Ameno. Ma devono fare presto, gli interventi dovranno essere contingentati perché alle 16.30 a Casamicciola inizia quell’altro, quello che è stato convocato dal comune di Casamicciola.
E siamo sicuri che ad entrambi prenderanno parte Angelo Borrelli, Giuseppe Grimaldi e Carlo Schilardi: uno terzetto di semplici funzionari dello Stato che faranno le veci di chi, invece, avrebbe dovuto mettere la faccia e prendere impegni con le popolazioni locali colpite dal sisma.
Ma niente, Matteo Salvini giocherà sul web con la fidanzatina che stira chissà dove, Luigi Di Maio farà il “gradasso” passeggiando per Pomigliano e il premier Conte starà, invece, a contare i bonifici ricevuti dalle società con cui ha fatto consulenza ad Autostrade. Ischia diventa, così, un piccolo posto dove un anno fa non è successo nulla di grave.
Vincenzo De Luca? Luigi De Magistris? Grandi assenti. Ma perché l’Italia dovrebbe ricordarsi di un terremoto che ha colpito qualche casa abusiva in un paio di chilometri quadrati? E’ questa la considerazione di noi che lasciamo che gli altri abbiano. Ed è inutile sollevare rigurgiti di orgoglio: questo siamo. Abusi e dimenticati.
E nessuno si senta offeso. In zona rossa gli amici del bottone stanno fraucando alla grande, in via Vittorio Emanuele, l’assessore si è fatto l’ingresso alla villa decorato di bianco. Tizio e caio sta facendo affari immobiliari alla grande e il resto del paese muore.
Questa è l’estate del -50% e anche i mao mao non sono venuti. Abbiamo lasciato che il tempo scorresse, che un anno passasse e che tutto restasse fermo, così com’è. E non siamo stati capaci neanche di farci rispettare il 21 agosto.
Non li abbiamo voluti. Non abbiamo organizzato nulla di serio, di istituzionale, di vero, di comunale per dire che un anno fa abbiamo avuto il nostro “ground zero”. Perché siamo divisi, separati, attenti alle piccole erbette di casa nostra senza guardare che altrove, fuori, ci sono foreste e praterie.
Poteva essere una commemorazione seria, sobria, ma anche festaiola, sguaiata, carica di baldoria o di dolore, ma non c’è stato nulla. E nel nulla siamo destinati a restare.
Come il nulla dei decreti, dei mille proroghe e degli interventi che non hanno copertura finanziaria. Cittadini di serie B, abbandonati a noi stessi.
E non abbiamo neanche avuto la forza di dirci che ci siamo rialzati. Che abbiamo superato il problema, che non siamo un pratica da archiviare.
Ora che le attenzioni sono tutte per la città di Genova e dove la partita della politica nazionale si gioca su chi “ha fatto” e su chi “ha detto”, noi non possiamo far altro che restare a guardare come gli altri si fanno rispettare e come noi, invece, restiamo un popolo di Serie B.
Ma non perché gli altri ci trattano male, ma perché siamo fatti male. Perché siamo stupidi. E perché, scusateci, non siamo capaci neanche di metterci d’accordo per un consiglio comunale unico. Il 21 Agosto avremo un’ora di gloria di qua e un’ora di gloria di là.
Avremmo dovuto, invece, vivere questa occasione come momento di comunità. Ritrovarci attorno ad un sentimento comune di solidarietà.
Ma non era più opportuno per il Comune di Casamicciola investire i famosi 25mila euro destinati a qualche inutile serata sul molo di Casamicciola per amici, amichette e clientela varia, per ricordare, degnamente, questo 21 agosto?
Non c’è neanche da chiederselo. Chest’è, macerie politiche che dovremmo smaltire quanto prima!

p.s.: Pagliacci, perchè fate ridere!

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  • Sono tutti servi della politica!!!!! Questo trio non vada a parlare con i sindaci ma con i cittadini con la povera gente che ha subito e subisce ancora il terremoto … Quel terremoto che per molti di loro ci siamo quasi quasi inventato… Speriamo che almeno questo nuovo commissario porti qualcosa di buono..