Società

Teatro amatoriale. Gli Uomini di Mondo, i più bravi d’italia!

La FITA “incorona” Corrado Visone e Valerio Buono. Si conclude a Napoli la seconda edizione del Gran Premio del Teatro Amatoriale della FITA.
Al Teatro San Carluccio, alla presenza del Direttivo Nazionale, del Consiglio Federale e degli organizzatori delle sezioni regionali del Premio, l’ambito trofeo è stato consegnato alla compagnia Uomini di Mondo di Barano d’Ischia che ha concorso con la commedia “Sabato, domenica e un’alba” da E. De Filippo

 

Anna Lamonaca | E’ una bella mattina di gennaio, siamo diretti al porto d’Ischia per incontrare il regista ed attore teatrale Corrado Visone di ritorno dal Teatro San Carluccio di Napoli dove ieri si è tenuta la serata conclusiva del “Gran premio del teatro amatoriale” con consegna dei riconoscimenti alle compagnie in concorso. Visone e la sua compagnia gli “Uomini di mondo” sono risultati vincitori selezionati su 200 compagnie con la commedia “Sabato, domenica ed un’alba” in rappresentanza della Campania, una soddisfazione di non poco conto per i nostri bravissimi attori che si rivelano sempre più protagonisti del teatro nazionale ed internazionale. Il freddo contrasta con la gioia del momento, Corrado è molto felice ed entusiasta e ci racconta con un pizzico d’emozione quest’ultimo anno di lavoro a teatro, un anno impegnativo, ma anche ricco di soddisfazioni che fanno capire quanto l’amore per la recitazione premia il talento. Da sempre con serietà e professionalità, Corrado è impegnato in attività teatrali, studia e reinterpreta vari testi con passione, scrive commedie, organizza rassegne e stagioni teatrali insieme agli attori della sua compagnia, sotto la guida del regista Valerio Buono, quella dello staff del teatro Polifunzionale, Enzo Boffelli e l’Associazione Amici del teatro dimostrando che l’impegno e la tenacia sono molto importanti in questo campo, riuscendo a portare le sue opere e la sua squadra a raggiungere ottimi risultati. In questo caso specifico “Sabato, domenica ed un alba” di Eduardo De Filippo rivisitato e riadattato, prima si è aggiudicato la vittoria al concorso regionale Campania Felix successivamente anche il riconoscimento nazionale al “Gran premio del teatro amatoriale”…

Corrado, è stata una grande emozione vincere “il premio”, vuoi raccontarcela?
“Si, un’intensa emozione, non ci aspettavamo un tale risultato perché insieme a noi erano in concorso opere veramente belle tra cui anche “OH mio Dio” vincitore del premio Aenaria e “Virginia va alla guerra”ecc. Questo è sicuramente il più importante premio che abbiamo ricevuto dalla Federazione a livello nazionale, quest’anno abbiamo ritirato molti altri premi, ma essi erano comunque legati al territorio. Essere risultati i migliori su 200 spettacoli in concorso a livello nazionale onestamente è stata una gioia immensa”

Con chi condividi questo premio?
“La cerimonia di premiazione si è tenuta il 21 gennaio a ritirare il premio insieme a me erano presenti alcuni rappresentanti della compagnia tra cui Valentina Lucilla di Genio e Pierpaolo Mandel. Voglio condividere questo riconoscimento anche con gli altri attori del cast: Alessandra Crisquolo, Bruno Granito, Valerio Buono, Sara Migliaccio, Rossella Murolo, Dario Conte che ha realizzato le scenografie, insieme alle musiche di Nik Pantalone, gli assistenti di scena Rossella e Francesco Calise, Agnese Elia.”

Come mai avete scelto proprio questa commedia? E’ stato difficile riproporre questo testo?
“Io e Valerio abbiamo lavorato alla destrutturazione del testo di Eduardo svuotandolo di tutti i personaggi secondari, quelli che in qualche modo allargavano la famiglia, per concentrare l’azione sul rapporto conflittuale tra Rosa e Peppino e quindi sulle loro discussioni, abbiamo ridotto all’osso il testo ed anche il significato di famiglia all’essenzialità, costruendo una trappola per esseri umani. Moglie e marito, litigano, urlano, si punzecchiano e non parlano. E’ la vita di 2 persone che si amano, ma hanno smesso di dirselo.”

Per quanto tempo avete lavorato sul testo?
“Abbiamo preparato lo spettacolo per l’Ischia Teatro Festival, il lavoro è durato un paio di mesi, non è stato facile decidere quali parti togliere e quali modificare. E’ stato abbastanza complesso perché ridurre di un quarto il testo di un mostro sacro quale Eduardo è stato complicato, la nostra intenzione era quella di ricondurre al disfacimento dei rapporti umani, i figli assenti, la casa una prigione, scatole piene per sentirsi liberi di una libertà lontana, la vita è un ring, chi resta deve combattere che sia “Sabato, domenica o l’alba di un giorno qualunque.”

E’ un tema molto moderno vero?
“Sì e per questo abbiamo voluto dare poco spazio ai figli il cui rapporto con i genitori è basato sulla poca comunicazione. Ai tempi di De Filippo la famiglia era numerosa e patriarcale, un modello superato oggi. C’interessava proporre una struttura familiare vicina alla nostra realtà moderna e fare in modo che il nostro lavoro risultasse attuale.”

Perché a tuo avviso il teatro di Eduardo De Filippo è sempre attuale?
“Il teatro di Eduardo è sempre attuale perché egli sapeva guardare lontano ed i suoi testi sono un giacimento prezioso a cui noi ci siamo avvicinati, ma in punta di piedi. Il suo messaggio non si ferma solo al racconto in sé, ma si allarga ai rapporti familiari molti dei quali si rompono per motivi futili e all’intera società borghese del mondo i cui valori sono ancora estremamente veri. Il nostro lavoro è diverso dalle rappresentazioni a testo originale di Eduardo sia per il modo di recitare sia perché ci concentriamo su alcuni aspetti dello spettacolo che contengono significati nascosti, lontano da una comprensione a una prima lettura.”
Quest’anno avete avuto grande successo e tanti premi, questo è il riconoscimento più grande riassumiamoli …
“Sono contento perché questo premio è il coronamento di un anno molto intenso e difficile che si chiude con questo traguardo, ricco di soddisfazioni ricevute in tutte le varie regioni che abbiamo visitato con la nostra tournèe, con entrambi gli spettacoli sia “Sabato, Domenica e un alba” sia “Un posto fisso in paradiso” e questo ci rende orgogliosi di poter esaltare l’isola d’Ischia ed il nostro teatro in Italia in maniera così apprezzata. E’ una soddisfazione che voglio condividere oltre che con “Gli Uomini di mondo” con tutto il Teatro Polifunzionale che è la palestra da cui nascono e si sviluppano questi spettacoli, senza l’impegno di Enzo Boffelli e senza il teatro tutti questi successi non ci sarebbero mai stati.”

Qual è il collante che tiene uniti “gli Uomini, di mondo, “Gli amici del teatro” e tutto lo staff del Poli?
Io credo che sia proprio la volontà di produrre cose belle a tenerci uniti, credo anche che il teatro isolano stia avendo un periodo di grande soddisfazione, gli spettacoli che stanno andando in scena oggi, ma anche quelli del passato lo dimostrano”.

I temi che spesso trattate sono molto profondi, come quelli messi in scena durante il premio Aenaria…
“Il teatro d’Ischia è un baluardo del teatro contemporaneo dove si mettono in scena in maniera diversa argomenti importanti. Stiamo mostrando in questo modo il lato bello del teatro nazionale ed il confine tra il teatro amatoriale e quello professionale, oggi risulta molto più sottile perché ci sono sensibilità diverse che mettono in scena molte sfaccettature e temi della realtà”.

Dammi la tua definizione di “teatro”?
“Teatro è per me costruire sogni e visioni, delle immagini che ci possono restituire le nostre sensazioni interiori e dar vita alla nostra fantasia, lasciarsi affascinare da storie che poi vanno a colpire anche l’immaginazione del pubblico.”

“Succede Casamicciola è stato un tuo grande successo, vogliamo parlarne?
“Succede Casamicciola” è uno degli esempi della storia isolana di ciò che non abbiamo vissuto per la nostra età. Un argomento talmente attuale che io ho quasi avuto paura di metterlo in scena per non essere incolpato di sciacallaggio”.

Qual è il segreto del tuo successo?
“Non tutto diventa successo, credo di aver fatto anche errori di scelta, ma penso di aver acquisito un po’più d’esperienza in questo campo. Il segreto è sentire mie molte esperienze prima di proporle al pubblico”.

Parliamo dei prossimi progetti
“Per il Futuro vorremmo presentare“La strana coppia” in versione femminile e moderna, allegra, musicale, leggera e divertente al premio “Aenaria comix” il 18 e 19 febbraio. Questo 2017 però si prospetta pieno di lavoro e d’impegno. Ringrazio ancora tutti quelli che hanno lavorato ai nostri progetti, ma soprattutto la mia famiglia e Valentina che mi sostengono e mi sopportano 24 ore su 24, non è facile stare vicino ad una persona come me, ho una personalità molto piena e ricca d’idee”.

www.ildispari.it

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