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Suolo pubblico gate. Roberta “denuncia” Enzo

L’assessore al suolo pubblico attacca l’ufficio. L’ufficio “se ne fotte” del suo ruolo e rilascia autorizzazione come gli pare e piace. Paletta rossa per il Gran Caffè Vittoria: solo pubblico non rinnovabile. E il bar del Sindaco? La concessesione è scaduta il 31 dicembre. E' stata rinnovata? Ha pagato?

Gaetano Di Meglio | Sono trascorsi 7 mesi e, alla fine, quello che avevamo scritto si è trasformato in verità. Come al solito, ecco la bella informazione ad Ischia.
Sette mesi fa, con precisione, avevamo scritto : “Come da più parti, evidenziato, è ora opportuno andare a verificare se l’azienda di famiglia del primo cittadino rispetta tutte le regole in quanto ad occupazione del suolo pubblico. La Riva Destra è solo l’inizio. Ora ci si sposti su Corso Vittoria Colonna e si controllino i marciapiedi. Si controllino le varie occupazioni. Da quella ex amico di Papà Luigi in Piazzetta, quelle col simbolo della Vittoria, e quelle più care al primo cittadino. Facciamo in modo che il suolo pubblico sia una dolce sosta valida per tutti!”
Dopo sette mesi si arriva al redde rationem e Luigi Boccanufso serve il piattino gelato all’ex amico Cesare Di Scala. Un servizio coi fiocchi. All’inizio erano le fioriere sul Corso Vittoria Colonna. La loro eliminazione, infatti, aveva fatto intendere che la porzione di Corso Vittoria Colonna, tra il bar del vicesindaco (Enzo) e quello del sindaco (Giosi) per antonomasia, sarebbe stato motivo di rivoluzione e ci siamo arrivati.
Con il supporto di una severa relazione (tenuta nascosta nei mesi scorsi, ma datata 28 luglio 2018 protocollo 22669) del Comando di Polizia Municipale, oggi l’ufficio “suolo pubblico”, quello che viene gestito da Salvatore Marino si trova con una bella gatta da pelare. C’è l’istanza di rinnovo del suolo pubblico del Bar Gran Caffè Vittoria che non può essere rinnovata secondo quanto ha stabilito il comando vigili e ha evidenziato l’assessore Roberta Boccanfuso.
Gli incidenti causati dall’esistenza dell’installazione sui marciapiedi all’ingresso del Bar di Piazzetta San Girolamo ad angolo con via Edgardo Cortese, violerebbe il codice della Strada.
Sono due le note di Roberta Boccanfuso che mettono spalle al muro Salvatore Marino. La prima è datata 11 novembre 2018 e i toni sembrano completamente disattesi dagli uffici. Una circostanza che dovrebbe essere portata all’evidenza del Nucleo di Valutazione per capire come Marino gestisce l’ufficio e, in alcuni casi, anche a qualche ufficio inquirente per comprendere quale sia il modus operandi soprattutto dopo le chiare accuse mosse dal membro della giunta Ferrandino.
L’assessore Boccanfuso scrive «al dirigente SUAP del Comune d’Ischia e al comandante della Polizia Locale di Ischia».
«La politica del rilascio indiscriminato di autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico – attacca duro Roberta -, come avvenuta sino ad oggi, spesso in violazione del vigente regolamento, finisce per determinare una notevole situazione di degrado territoriale e talvolta anche pericoli all’incolumità pubblica, come accertato anche dai vertici della Polizia Locale. Per la stagione turistica 2019 è pertanto auspicabile una maggiore e migliore concertazione con la scrivente che avverte la necessità di assumere iniziative e decisioni utili alla riqualificazione di tutto il centro storico per antonomasia. Pertanto anche al fine di poter esercitare le funzioni di indirizzo e di controllo strettamente legate al ruolo istituzionale ricoperto dalla scrivente, tutte le istanze di richiesta di occupazione di suolo pubblico per l’anno 2019, sia a carattere permanente che temporaneo, che verranno inoltrate e/o indirizzate all’ufficio della S.V. per gli adempimenti di competenza, dovranno essere sottoposte preventivamente all’esame della scrivente sia che trattasi di rinnovo sia di richieste ex novo».
Nota puntualmente disattesa come nel caso del chiosco della commara di nozze di Massimo Trofa. E’ di pochi giorni fa, infatti, il forte scontro tra l’assessore con delega al commercio e suolo pubblico del comune di Ischia con il sindaco e con il funzionario dell’ufficio.
Nessuno, infatti, aveva informato Roberta Boccanfuso della richiesta approvata da parte degli uffici. Enzo e Tottino si sono difesi dietro la “gonnella” della Soprintendenza. Secondo sindaco e dirigente SUAP, infatti, la proposta approvata dal comune di Ischia sarebbe stata, poi, rigettata dalla Soprintendenza di Napoli. E, a questo punto, è lecito chiedersi perché concedere il parere positivo e perché consentire che la pratica passasse all’attenzione della Commissione per il Paesaggio.
Ma l’attacco di Roberta Boccanfuso è senza sconti e, rileggendo bene gli atti, viene da arrossire.
Sapere che per l’assessore delegato «La politica del rilascio indiscriminato di autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico è spesso in violazione del vigente regolamento» lascia capire l’andazzo che sostiene Enzo Ferrandino e la politica clientelare che si muove dietro le quinte di questo ufficio. Un ufficio che viene accusato dal suo stesso titolare di “violare il vigente regolamento” dovrebbe far accendere più di un riflettore.
Ma l’attacco di Roberta continua senza sosta e, in una valutazione più ampia del malfunzionamento dell’ufficio SUAP, arriva una nuova nota indirizzata sempre al Dirigente Suap del Come di Ischia sig. Salvatore Marino e al comandante della Polizia Locale di Ischia sig.ra Chiara Boccanfuso
«La scrivente – mette nero su bianco Roberta Boccanfuso – con nota protocollo numero 36176 del 29/11/2018 ha rappresentato alle S.V. la necessità di rivisitare le dinamiche di rilascio delle autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico al fine di porre fine ad alcuni abusi ed al fine di assicurare il puntuale rispetto del relativo regolamento. Ora alla scrivente risulta che stanno pervenendo varie richieste di rinnovo, tra cui quella relativa al Bar Gran Caffè Vittoria in merito alla quale la scrivente segnala che in data 28 luglio 2018 protocollo 22669 è stato redatta e sottoscritta da parte dei vertici della Polizia Locale, la relazione che si allega alla presente formandone parte integrante e sostanziale. In tale relazione viene evidenziato che “l’insediamento del suolo pubblico sul marciapiedi laterali all’ingresso del bar Vittoria, costituisce grave nocumento per la circolazione stradale e pedonale”. Pertanto è evidente e conseguenziale che per la stagione 2019 la richiesta del Bar Gran Caffè Vittoria non può essere evasa almeno limitatamente alla superficie dei due marciapiedi laterali all’ingresso della struttura medesima che in ossequio a quanto evidenziato nella richiamata relazione della Polizia Locale, devono restare liberi da qualsiasi tipo di ingombro in quanto diversamente si viene a creare una situazione di pericolo all’incolumità di persone e cose, riducendosi e/o precludendosi la visuale ai veicoli che provengono da via Edgardo Cortese. È evidente che l’eventuale accoglimento dell’istanza con rilascio dei relativi pareri e/o visti di competenza da parte delle S.V. configurerebbe una grave violazione di legge e assunzione di gravi responsabilità in caso di sinistri stradali a persone e cose. La presente nota ha valore di indirizzo e di controllo ed è strettamente organica alle deleghe specifiche attribuite alla scrivente: “suolo pubblico e difesa isole pedonali».
Ma il problema Gran Caffè Vittoria, nonostante il piccolo siparietto politico che può favorire, è solo uno degli aspetti di questa vicenda poco corretta.
E’ impossibile non pensare al modello di gestione del suolo pubblico comunale e non pensare agli atti che sono serviti al sindaco per sistemare la questione di famiglia lo scorso anno. Una corsa per mettersi al sicuro ma che ora, torna d’attualità più che mai.
Era agosto quando abbiamo appreso che l’azienda di famiglia del sindaco ha dovuto rateizzare una cifra blu di tasse non pagate e che sempre Salvatore Marino aveva provveduto a rinnovare l’autorizzazione ad Antonio Ferrandino con modalità lampo e, tra l’altro, aveva stabilito che «lo stato dei luoghi non potrà essere in alcun modo alterato con installazioni fisse di alcun genere, che la zona interessata in concessione deve essere delimitata con candelieri e cime, non fisse ma occupato solo con attrezzature facilmente smontabili ed asportabili, previa autorizzazione; che il Concessionario provveda a munirsi di ogni e/o ulteriore autorizzazione e norma di legge, necessaria per la occupazione dell’area per i fini di che trattasi; che la concessione permanente ha durata di anni uno a partire dal 1° gennaio 2018 con scadenza al 31 dicembre 2018».
E allora, è giusto chiedere se è stata rinnova la concessione del Bar Dolce Sosta per il 2019? O ci troviamo, ancora un volta, come è successo lo scorso anno che con la concessione scaduta il 31 dicembre 2017, la stessa è stata rinnovata con ben 8 mesi di ritardo? E’ la stessa cosa? Come agisce l’ufficio del suolo pubblico a Ischia? Al Bar la Dolce Sosta è stata rinnovata l’occupazione del suolo pubblico o, come lo scorso anno, se ne parlerà ad Agosto?
Il Bar La Dolce Sosta, anche per il 2019, a differenza degli altri normali cittadini del comune di Ischia, pagherà la tassa per l’occupazione con comode rate ad agosto e settembre o la somma di euro 14.663,51 (questa è quella del 2018) è stata versata prima del rilascio dell’autorizzazione come viene chiesto agli altri commercianti?
Siamo al 13 febbraio e chiedere trasparenza al sindaco di Ischia sulle tasse e le autorizzazioni di famiglia è un obbligo che lo stesso sindaco dovrebbe ottemperare senza essere sollecitato. Magari fa un altro post facebook con i versamenti, i bonifici e le autorizzazioni firmate.

www.ildispari.it

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  • Sono passato, dopo tanto tempo, un sabato sera per la Piazzetta. Deserta. Morta. Vuota. Finita. Quello che era il punto di incontro dei nostri giovani nei giorni festivi. Ho fatto un paio di riflessioni. Innanzitutto l’orrore architettonico tutto giosiano, in secondo luogo il fatto che d’inverno il bar di Cesare e d’estate i bar di Cesare e Pasquale, hanno di fatto, privatizzato la ex piazzetta. La striscia destinata ai bambini ormai è poca e povera cosa. Diciamo la verità: il dehor di Cesare , in quel posto, è un pugno nell’occhio. Troppo grande, troppo ingombrante, troppo…. Però, che dobbiamo fare? Dobbiamo sottostare.

  • Quando Ischia aveva successo, e la Piazzetta aveva successo, non c’era tutta questa “occupazione” che c’è ora.
    Manca l’aria, scendi da via Edgardo Cortese e ti trovi di fronte i dehor di Cesare.. che specie d’inverno, quando sono chiusi da plastiche semitrasparenti, sembrano degli acquari coi pesci dentro. Ma anche il marciapiedi occupato dalla Dolce Sosta è un cazzotto nell’occhio.
    Ci vorrebbe un nuovo liprone che denunci a tutto spiano, e poi abbattere tutto come avvenne anni fa per gli obbrobri che c’erano sulla rive droite.
    Da “occupy Ischia” a “free Ischia”: è tutto troppo “ncugnato”, c’è bisogno di respirare.

  • Ha ragione Geppy sulla Piazzetta. Ci hanno espropriato un bene pubblico e noi cittadini non possiamo fare niente perchè sono poteri troppo forti.

  • Un articolo per attaccare Enzo Ferrandino ma non per dire una cosa, che giustamente hanno sottolineato gli altri commentatori: la Piazzetta, luogo tanto amato dagli ischitani, è stata letteralmente devastata. Ormai è andata, non esiste piú, è solo dehor di Cesare. E non un solo articolo che evidenzi questo fatto, non una sola forza politica che voglia restituire agli ischitani quanto è stato tolto, ma solo una discussione di bande di potere: se Cesare fa questo, la Dolce Sosta fa quest’ altro. Al bene pubblico pensa mai nessuno? Voi, ad Dispari, ci pensate? Avete mai provato a scrivere un articolo sulla Piazzetta senza strumentalizzarla per prendere una parte politica? Rivogliamo la Piazzetta. A me, di Cesare, di Giosy, di Sciarappa, di Enzo, non me ne frega niente. Voglio che la Piazzetta sia per i miei figli quello che è stata per me.

  • Vedo che l’argomento appassiona. Sono ormai 10 anni che la Piazzetta è stata stravolta. Doveva essere , a detta di Giosi , l’agorà cittadino ma è soltanto un mostro architettonico, di cosa pubblica è rimasto un fazzolettino . Difficile fare qualcosa di più brutto, Cesare ha fatto il resto. In 10 anni la Piazzetta da cuore del centro è diventata periferia, andate a vedere quanti locali sfitti in trenta metri quadrati ci sono. Un declino economico e paesistico senza precedenti. Se però si dovesse aprire un dibattito si risolverebbe a guerra politica, come è stato fatto notare: se Enzo ha fatto questo, allora può farlo anche Cesare e così via. In questo senso i giornali non aiutano, parteggiando per l’uno o l’altro ma non per il cittadino che ha perso la Piazzetta. Io spero che nelle pinete non verranno installati chioschetti vari , a botte di sconfinamenti vari, di dehors e solette, ci vediamo scippate anche le pinete.

  • Chioschi nelle pinete, un chiosco al lido per la commara di Massimotrofa, un chiosco pizzeria a piazza degli eroi: Enzo pensa di risolvere i problemi di Ischia con lo slogan “più chioschi per tutti”?