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Stani: “Del Deo non ha il 50% dei voti validi”. La guerra sullo 0,55%

12 ore di spoglio per arrivare ad un punto morto. Le liste di Francesco Del Deo hanno superato il 50%? E questa la domanda a cui dobbiamo rispondere.

Sul sito del ministero dell’interno c’è un numero che ha fuorviato l’intera comunità foriana: una percentuale che cambia tutto. Secondo il tool ministeriale, infatti, la liste della coalizione con Francesco Del Deo candidato alla carica di sindaco hanno raggiunto con 4620 voti ovvero il 50,55%. Un dato, questo, che è riferito ai voti di lista che sono, sempre secondo lo stesso sito internet e i dati ufficiali del comune, 9.138.

Dal canto suo, con sentenze alla mano, Stani Verde rivendica la giusta applicazione della percentuale e, forte della pronuncia dei massimi giudici amministrativi ha già chiesto alla Commissione Mandamentale la verifica del dato.

Secondo Stani, infatti, il 50% deve essere calcolato sui 9.305 voti validi e non sui 9.138 voti di lista. Un calcolo che, come potete immaginare cambia tutto.

Se ha ragione Stani Verde, norma alla mano, chi tra i due candidati vince il turno di ballottaggio incassa il premio di maggioranza e, con esso, il 60% dei seggi in consiglio comunale (10 maggioranza e 6 minoranza più il sindaco). Se, invece, il dato resta valido così come proposto da Eligendo, la piattaforma ufficiale del Ministero dell’Interno, ci troviamo davanti ad una delle condizioni in cui si verrebbe a creare la cosiddetta “anatra zoppa”. Ovvero nel caso di vittoria, Stani Verde si troverebbe in consiglio comunale con soli 7 consiglieri comunali, 9 Francesco Del Deo e 1 Ignazio di Lustro. Una condizione che merita molta attenzione.

Quasi un déjà-vu per il candidato sindaco della coalizione “Insieme per Forio” che si trova a combattere una nuova battaglia amministrativa contro Francesco Del Deo dopo quelle del famoso quorum per l’approvazione del bilancio del comune di Forio. Un approccio alle regole e alla loro interpretazione che sembra una “condanna” per Stani.

A supporto della sua tesi, Stani ha la sentenza del Consiglio di Stato che sembra non prestarsi a nessun tipo di interpretazione: “Il Consiglio di Stato, con la sentenza 10 maggio 2017 n. 2174, ha ribadito che per il computo del c.d. premio di maggioranza, nelle elezioni del sindaco in comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, dovendosi effettuare un secondo turno, nella nozione di “voti validi” vanno calcolati anche i voti riportati dai candidati sindaci in tale turno e non solo quelli conseguiti dalle liste collegate al primo turno”

In un comunicato stampa, è lo stesso Stani Verde a chiarire i contorni di questa vicenda: “Operazione verità. C’è un errore sul sito del ministero – scrive il candidato – e la matematica non è un’opinione. L’altra coalizione non ha superato il 50% dei voti validi. Al ballottaggio ce la giocheremo ad armi pari. Abbiamo già predisposto tutti gli atti per chiedere alla commissione mandamentale di calcolare la percentuale delle liste dell’altra coalizione in base al numero dei voti validi e non dei voti di lista. Il consiglio di stato si è espresso da non lasciare più dubbi: “Il Consiglio di Stato, a tale proposito, spiega come, anche volendosi seguire un approccio letterale, non possa “sottacersi che questa stessa Sezione con la sentenza n. 822 del 14 maggio 2010 ha già avuto modo di sottolineare, con riferimento allo stesso substrato normativo, che laddove il legislatore ha inteso riferirsi ai soli voti di lista ha usato l’espressione “cifra elettorale” (art. 73, comma 5) e che quando ha inteso riferirsi, quale base di calcolo di una percentuale, alla totalità dei voti espressi, compresi quelli per l’elezione alla carica di sindaco, ha usato l’espressione “voti validi”». In pratica. I voti validi sono 9305 e i voti di lista dell’altra coalizione sono 4620. La matematica non è un’opinione, il 50% di 9.305 è 4.652.5».

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