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Sollo: “Salvi perché siamo stati sempre sereni. In futuro mi vedo ancora qui”

Il Real Forio ha raggiunto la salvezza e lo ha fatto soprattutto grazie alla forza del suo gruppo, capace di compattarsi – sotto l’egida di mister Franco Impagliazzo – nel momento più duro e delicato di tutta la stagione. Chi è riuscito ad inserirsi al meglio nello spogliatoio biancoverde, anche se arrivato quando le acque avevano iniziato ad agitarsi non poco, è stato Francesco Sollo, portiere trasferitosi dal Casalnuovo. L’estremo difensore classe 1994, al suo secondo anno in Eccellenza, è giunto all’ombra del Torrione forte del suo importante curriculum: Sollo, infatti, vanta presenze con Giulianova (serie D), Arzanese (serie D e C2), Torre del Greco (serie D), Neapolis (serie C2). Il calciatore, con cui abbiamo fatto una bella chiacchierata sulla stagione, soprattutto sulla sua seconda parte, è entrato nel cuore della dirigenza foriana, tanto che qualche giorno fa lo stesso avvocato Giuseppe Di Maio ebbe a dire che “è di gran lunga superiore a questa categoria”. Ecco le parole del portiere foriano.

 

Salve Sollo, le è arrivato al Real Forio in un momento di trasformazione della rosa. Era ancora il girone di andata, chiuso non benissimo, poi in quello di ritorno siete riusciti ad ottenere con ampio anticipo la salvezza. Cosa mi dice in merito?

“La salvezza era l’obiettivo fissato dalla società fin dall’inizio della stagione. Probabilmente, nel mese di dicembre c’era stato qualche intoppo, per questo il Real Forio era ricorso al mercato. Posso dire che abbiamo vissuto questo girone di ritorno con la massima tranquillità e la massima leggerezza, affrontando una partita alla volta. La nostra fortuna è stata quella di essere riusciti a vincere sempre gli scontri diretti. Questo ha fatto si che potessimo emergere praticamente subito dalla zona retrocessione. Basti pensare alle sfide contro Pimonte e Mondragone, squadre che erano nei bassifondi della classifica. Siamo andati sui loro campi a fare risultato, quantomeno a pareggiare. Casa che, invece, non è successa contro le squadre di vertice. Ed è stato questo il motivo del nostri distacco dalla prime sei della classifica. Il discorso lo si può fare per quanto riguarda le ultime sei della graduatoria. Ed è per questo che siamo riusciti a salvarci con la massima tranquillità”.

 

Quando dal Casalnuovo è passato al Real Forio è iniziato il dicembre nero della squadra, ovviamente non per colpa sua. Durante la sosta natalizia, la squadra temeva di essere coinvolta direttamente nella lotta per non retrocedere?

“No, mai. Eravamo convintissimi di riuscire a raggiungere la salvezza. Anche perché sapevamo che il calendario era dalla nostra parte. Avevamo subito qualche partita che poteva consentirci di rimetterci subito in gioco. E così è stato. Il peccato è stato proprio perdere qualche punto nelle ultime partite del girone di andata a dicembre. Perdere a Torre Annunziata contro il Savoia per 1-0 dopo aver fallito tante palle gol, una delle quali addirittura a porta vuota col difensore di casa che salvò la palla sulla linea, ha lascito un grande rammarico. Però sapevamo i nostri limiti e quindi andava bene così. Per risalire aspettavamo gli scontri diretti che sarebbero arrivati di li a poco”.

 

Dicevamo che lei ha iniziato la stagione al Casalnuovo, dove era al secondo anno, poi è passato a Forio. Che differenze ha trovato fra i due ambienti?

“Quello di Forio è un ambiente molto molto più sano. Ho trovato dei bravissimi ragazzi e la società, nel suo piccolo, è comunque riuscita a dare sempre tutto a noi giocatori. Abbiamo visto in prima persona i sacrifici che hanno dovuto fare dirigenza e presidenti per stare a passo con noi. Quindi l’ambiente foriano mi è piaciuto fin dal primo momento. Ho incontrato persone sane a Forio ed è stato un vero piacere conoscerle”.

 

Questo è il suo secondo campionato di Eccellenza, dopo quello scorso a Casalnuovo. Quale è il livello del campionato di quest’anno, secondo lei? Magari facendo un paragone con quello scorso…

“Il campionato scorso fu un po’ più combattuto rispetto a quello di quest’anno per quanto riguarda la lotta in coda alla classifica. C’erano molte più squadre che lottavano per la zona centrale della graduatoria. In questa stagione, invece, basta pensare a quello che ha fatto il Barano nel girone di ritorno. La squadra bianconera più perdeva e più era salva, quindi ci sono quelle tre o quattro squadre in fondo che sono davvero non all’altezza delle altre. Anche per questo tante altre squadre hanno avuto la possibilità di salvarsi senza trovare molte difficoltà. Quindi potrei dire che, in questa stagione, la classifica è divisa in due tronconi. Nel primo, ci sono squadre che potrebbero ben figurare anche nel campionato di Serie D, mentre nella parte bassa ci sono squadre che avrebbero difficoltà a salvarsi anche in Promozione”.

 

Guardando al futuro prossimo, troviamo la vostra trasferta di sabato pomeriggio sul campo del Portici Primo in classifica. La squadra di Borrelli dovrà vincere assolutamente, mentre voi siete già salvi. Cosa dobbiamo aspettarci, realisticamente, dal Real Forio?

“Sicuramente ci si dovrà aspettare una prestazione d’onore. Anche se conosciamo i nostri limiti a cui vanno aggiunte le tante squalifiche che abbiamo in vista della trasferta. In pratica, fra somma di ammonizioni e altro, il Giudice Sportivo ha appiedato la nostra difesa nella sua interezza. Comunque, come abbiamo fatto in ogni partita, cercheremo di fare una prestazione onorevole per portare in altro i colori della nostra maglia. Vedremo cosa succederà. Anche se sarà un match duro, sicuramente non mancherà l’impegno”.

 

Lei ha affrontato un po’ tutte le concorrenti al primato nel girone A. Prima di chiudere sfidando il Portici capolista, crede che la classifica attuale – con l’Afragolese seconda ed il Savoia terzo – rispecchi i reali valori esistenti?

“Direi che, per quanto riguarda il gioco espresso, il Portici non mi ha tanto convinto nella prima parte di campionato. Quella porticese non aveva un gioco bello da vedere e pareva essere la meno preparata da quel punti di vista, ma era sicuramente la più scorbutica da affrontare, la più forte fisicamente e quella più preparata sulle palle inattive. Invece, ho visto molta più organizzazione nel Savoia di Fabiano. Ho visto poche partite del Savoia di Cimmino. Però, il Savoia è una squadra capace di vincere con chiunque e di perdere con chiunque. Comunque, alla fine contano i punti ed i gol. Il Portici, quindi, si è dimostrata la squadra più completa, quella con la parabola più continua dall’inizio alla fine del campionato. Mentre l’Afragolese è sembrata Carotenuto-dipendente. In assenza del suo leader ha fatto fatica a vincere anche contro le ultime della classe. Il Portici è la squadra più compatta di quelle che occupano il vertice”.

 

Parliamo del futuro di Francesco Sollo. Mi diceva che si è trovato bene in questi mesi al Real Forio, non solo per i risultati. A questo punto, crede che la sua esperienza in biancoverde possa prolungarsi ulteriormente? Magari ne ha già parlato con la società, forse vi siete espressi delle volontà…

“La società mi aveva accennato già qualcosa. Da parte mia, c’è comunque piacere a restare al Real Forio se la società riuscirà a darci una buona organizzazione e si riuscirà a dare una continuazione a quanto fatto in questa stagione. Credo che ci siano buone possibilità che io possa rimanere”.

 

Forse lei alla società chiede continuità tecnica, ovvero la conferma di mister Impagliazzo e che la squadra non venga smantellata…

“Si, intendo questo. Vorrei che le cose, come in questa stagione, continuino ad essere fatte con un certo grado di serietà. In modo da poterci divertire anche nella prossima stagione, senza dover soffrire nella prima parte di campionato. Se si dovesse fare questo sarei il primo a rimanere. Poi, bisogna vedere anche quali sono le intenzioni della società. Se ha intenzione di cambiare o altro. Però, la mia intenzione è quella di restare al Real Forio perché mi sono trovato bene. A me non piace girare tanto per le squadre. Quando trovo una squadra seria in cui mi trovo bene non mi piace cambiare. Questo lo dice anche la mia storia, la mia carriera, visto che sono rimasto almeno due anni di seguito nella stessa squadra. Poi, per un motivo o per un altro, scelte o cambiamenti, sono stato costretto ad andare via. Da parte mia, quindi, c’è la massima disponibilità a restare poi sarà la società a decidere il da farsi. Certe scelte vanno fatte in due”.

[foto di noto morgera]

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Redazione Extra

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