gli editoriali del direttore rubriche

Sindaci, che famo co ‘sto traffico?

Partiamo dall’assunto che, come tutti sanno, io sono estremamente favorevole al Comune Unico. Ma se per un attimo volessi dimenticarlo, oggi esistono ad Ischia una serie di problematiche che, per noi residenti, dovrebbero rappresentare motivo di letterale subbuglio popolare, affinché chi ci amministra si prodigasse all’istante per la loro soluzione.

Senza entrare troppo nello specifico, anche al fine di non farmi accusare di facile demagogia dai soliti noti, ritengo che quello del traffico sia una piaga che va debellata subito, senza aspettare ulteriori fantomatiche scadenze amministrative. Le oltre settantamila autovetture censite sull’Isola qualche mese fa (pensate, più auto che abitanti) la dicono lunga sullo stato di assoluta saturazione delle nostre arterie principali, a cui nel periodo estivo contribuiscono anche le vetture dei nostri turisti. Il divieto di sbarco fa acqua da ogni parte, tra (falsi) invalidi, permessi e controlli tutt’altro che rigorosi. A ciò si aggiunge la pigrizia atavica di noi Ischitani nell’utilizzare le quattro ruote anche per i più piccoli spostamenti, oltre ad un sistema di servizio pubblico che vede circolare in pieno centro autobus antidiluviani, sproporzionati nelle dimensioni e pronti a fare “capa e capa” quando si incrociano in strade come Via Alfredo De Luca.

Proprio quest’ultima strada, a partire da Piazza degli Eroi, è diventata a dir poco invivibile, un’autentica disdetta per chi ha la sventura di capitarci. Anche circolando in scooter o in bicicletta ci si vede costretti ad incolonnarsi nel traffico caotico che assomiglia sempre più a quello di una grande città, altro che isola. E la situazione negli altri Comuni, in particolare Forio, non è certamente tanto migliore, mentre Serrara Fontana vivacchia grazie alla sua conformazione prevalentemente pedemontana, Barano risente solo del sovraffollamento estivo ai Maronti, mentre Casamicciola e Lacco (la prima salva grazie allo scorrimento veloce della carreggiata che fiancheggia il porto, la seconda grazie al centro prevalentemente chiuso al traffico in senso assoluto) diventano comunque un importante punto di transito per raggiungere l’altro capo dell’isola laddove, con la densità di circolazione globale di luglio e agosto, si arriva in ora di punta in non meno di quarantacinque minuti.

Devo dare atto a Giacomo Pascale di essere stato l’unico, a più riprese, ad aver lanciato un grido d’allarme forte e chiaro, affinché tutti i Comuni dell’Isola si siedano quanto prima per affrontare in maniera globale l’argomento-traffico. Va ricordato che proprio Serrara Fontana e Barano d’Ischia godono della più clamorosa delle deroghe amministrative al divieto di sbarco, attraverso l’escamotage della prenotazione alberghiera e dell’abitazione di proprietà. Ma il riferimento iniziale al Comune Unico puntava esattamente a questo genere di riflessione: pensare in grande, amministrativamente parlando, significa cominciare a farlo una volta e per tutte all’unisono e lontani dal campanilismo che spesso e volentieri annebbia la lucidità propria di un Amministratore pubblico che si rispetti. La situazione del traffico lungo il periplo della nostra Isola è giunta ad un punto di non ritorno, uno stato di cose che sa dell’incredibile per un paese civile laddove non esiste il benché minimo criterio di regolamentazione della viabilità e del sistema integrato dei trasporti.

Non mi soffermerò, pertanto, a parlare esclusivamente del Comune di Ischia, o di rivolgere un appello specifico al solo Enzo Ferrandino che, come tutti sanno, è affaccendato nelle ultime ore ad assicurarsi i numeri della maggioranza in Consiglio. Vorrei che per un attimo qualsiasi dei sei Sindaci si facesse promotore verso i suoi cinque colleghi di un’iniziativa che, almeno nell’immediato, provasse a porre rimedio a questo ormai intollerabile livello di invivibilità che ci tocca tutti da vicino e che rende sempre più difficile il compito di chi dovrebbe almeno provare a consolidare le presenze turistiche che ci danno da vivere, tutti, indistintamente, direttamente o indirettamente. Diamo uno schiaffo morale al clientelismo, al populismo, all’antipolitica che –a giusta ragione nel nostro caso- taccia di assoluta incapacità una classe dirigente che proprio non riesce a volare alto rendendosi, se necessario, impopolare. E soprattutto, dimostriamo a tutta l’Italia che la coscienza civile di Ischia è viva più che mai. Di punto in bianco, si mettessero d’accordo tutti e sei, lanciando –ad esempio- il provvedimento delle targhe alterne. Sarebbe un piccolo ma significativo passo per sedersi un attimo dopo allo stesso tavolo e programmare il futuro della nostra viabilità globale, stabilendo cosa farne dei maxi-taxi, dei maxi-bus della EAV e della circolazione dei mezzi pesanti (monnezzari e non) in pieno giorno e a tutte le ore.

Sarebbe un segnale d’autorità di cui l’Isola d’Ischia, parte integrante di quel meridione che già solo per un fattore storico-politico è ben abituato a farsi “comandare”, avrebbe indifferibile bisogno. Servirebbe, però, l’autorevolezza “moltiplicato sei” di chi è stato demandato dal popolo a compiere certe scelte. E allora, Sindaci, che famo co ‘sto traffico?

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  • Assolutamente condivisibile, stiamo arrivando a toccare record da Guinness dei primati per la circolazione automobilistica in piccoli territori. Inoltre in molte zone solo la mancanza di controlli antinquinamento permette ancora il traffico massivo. A Ischia le auto dovrebbero diventare un mezzo di trasporto secondario, utilizzato per alcune zone , il grosso della mobilita’ dovrebbe svolgersi su trasporto pubblico, trasporto collettivo privato ( taxi o bus) o mezzi privati non inquinanti ( e bikes, biciclette, motorini e auto elettriche). Oggi con gli smartphones e’ assolutamente possibile creare una rete di trasporto che abbia quasi la stessa flessibilità’ dell’auto privata. Da valutare anche qualche linea stagionale di trasporto marittimo costiero, tipo laghi o Venezia.