primopiano

Si scrive Casteldaccia, si legge Monte Vezzi

Gaetano Di Meglio | La tragedia siciliana di Casteldaccia, dove hanno perso la vita troppe persone, non può non farci fermare un attimo e riflettere su quello che è accaduto.
Non faremo ragionamenti troppo articolati, signori, ci troviamo davanti ad un altro Monte Vezzi. In Sicilia non c’è un monte che frana. Ad Ischia non c’è un fiume che esonda. Ma ad Ischia e in Sicilia ci sono delle vittime. Vittime che ci lasciano con la bocca chiusa e la mente che si chiede perché? In entrambi i casi, però, a Ischia e Casteldaccia, c’è una casa abusiva, c’è un’istanza di demolizione ferma al Tar (ovvero una demolizione ordinata dal comune). Una storia che conosciamo fin troppo bene. La lunga pagina dell’abusivismo edilizio si arricchisce di altri, assurde morti. Siamo sicuri che non dobbiamo legare i due fattori: meteo e abusivismo? Siamo sicuri, su, serio, che le colpe sono individuate in uno e non in un altro? Vogliamo ancora proteggerci dietro, il fin troppo facile separè, della “necessità”? Non scenderò nel dettaglio del costruito, ma una riflessione, pacata e serena, la dobbiamo fare. Era pericoloso costruire in quel posto? Era rischioso? C’è differenza tra i nostri alvei e il letto del fiume?
Qualche risposta, senza tifo, ce la dovremo pure dare per due motivi: il primo perché dobbiamo capire fin dove – e come – è possibile costruire. Il secondo perché, vuoi o non vuoi, il mondo ci lega a questi fenomeni.
Terra che frana, morti e costruzioni abusivi fanno parte, ormai, della nostra carta d’identità. E abbiamo una sola occasione per ribaltare questa circostanza: diventare l’isola più sicura del mondo. E per farlo ci vuole impegno, visione futura e strumenti. Quelli che, purtroppo, abbiamo ancora chiusi nei “pacchi” e abbiamo qualche difficoltà nello scartocciarli.

LA BAGARRE NAZIONALE
Salvini: “Ambientalismo da salotto”. Liberi e Uguali: “ambientalismo da condono”
Matteo Salvini addita la variegata pattuglia di organizzazioni verdi come concausa dello smottamento che sta travolgendo l’Italia che annega sotto le piogge torrenziali. Un attacco che non basta a neutralizzare l’indignazione di chi, in testa il Pd, gli rinfacciano i condoni votati. Come l’ultimissimo, quello inserito nel dl Genova sulle case abusive di Ischia. “Troppi anni di incuria e malinteso ambientalismo da salotto che non ti fanno toccare l’albero nell’alveo ecco che l’alberello ti presenta il conto. Il bosco vive e deve essere curato e il greto del torrente dragato. L’inerzia, l’assenza e l’ignoranza a volte sono alla base di questi fatti” si lamenta il vicepremier dopo aver sorvolato, insieme al governatore veneto Luca Zaia, le zone colpite dall’eccezionale maltempo dei giorni scorsi.
“Chi ha votato pochi giorni fa l’ultimo scandaloso condono edilizio anziché parlare di ambientalismo da salotto dovrebbe tacere. Davanti all’emergenza si lavori per aiutare chi è colpito e basta” replica il segretario uscente del Pd Maurizio Martina. Non è il solo ad indignarsi. “Mai tanta ignoranza e tanto cinismo erano andati al potere” replica, usando gli stessi torni di Salvini, anche l’esponente dei verdi Angelo Bonelli. Legambiente ricorda che “il consumo di suolo continua ad essere un problema irrisolto” e i Verdi gli portano il conto: la Lega è “responsabile della cementificazione del nord che ha portato la Lombardia e il Veneto, a conduzione Lega, ad essere le regioni con il più alto consumo di suolo d’Italia secondo i dati Ispra”.
“Basta con incuria, abusivismo, condoni. Subito” protesta anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. “Anche di fronte alle tragedie, come quelle causate dal maltempo, Salvini si rivela inadeguato. Se la prende con un presunto ambientalismo da salotto, forse perchè vorrebbe promuovere il suo ambientalismo da condono” dice la segretaria di Possibile Beatrice Brignone che del decreto Genova ricorda anche l’innalzamento della soglia di idrocarburi per lo smaltimento dei fanghi. Fuori dalle polemiche arriva invece la mano tesa che capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio. “L’Italia è un paese fragile, necessita di azioni costanti di prevenzione, lotta allo sfruttamento del territorio e agli abusi. Al Governo chiediamo rapidi provvedimenti che siamo pronti a sostenere in parlamento”.

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