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Si infiamma la vicenda del cartello, indaga la Finanza

Ida Trofa  | Si infiamma la vicenda del cartello sui trasporti speciali sull’isola d’Ischia. Nasce Co.Tra.Sir e anche l’attenzione della Guardia di Finanza isolana ha ricevuto gli atti dal Comando Generale delle Fiamme Gialle, con l’ordine di indagare sul lavoro e sugli imbarchi della società che da qualche settimana opera sotto il vessillo della bandiera rossa. Ne avevamo parlato lo scorso 31 luglio e, passata l’estate, con il primo “lasciate gli ormeggi” dal porto di Casamicciola dove quotidianamente imbarcano e sbarcano i mezzi che trasportano le merci speciali e dove opera la Co.Tra.Sir, il super consorzio tra armatori che ha messo, nuovamente, l’isola in ginocchio e sotto la forzatura degli armatori. L’assoluta pochezza della politica ha permesso che una guerra tra privati passasse senza nessun vantaggio per l’isola d’Ischia. Avremmo potuto sfruttare l’occasione per mettere gli armatori ko. Avremmo avuto l’occasione di mettere gli armatori sotto la pressione di una gara. Avremmo potuto sfruttare la “loro” guerra e la “loro” concorrenza per il bene della comunità. L’ennesima occasione persa. Dopo lo scontro i giganti del mare si alleano e l’isola tutta resta nella morsa dei poteri economici forti.
Trova la quadratura lo scontro titanico sul monopolio del trasporto marittimo dei rifiuti.
Accanto alla Traspemar o Fuelmar di Marrazzo si è materializzata d’incanto la Medmar che da mesi tiene sotto scacco l’ex re della monnezza Angelo Marrazzo.
La compagnia delle navi bianche e blu è tornata, infatti, al trasporto dei rifiuti, attività che ha effettuato a intermittenza nel corso della sua storia, destinando a tale scopo la vituperata Agata.
Marrazzo, con la sua flotta, aveva intanto cominciato prima un flebile tentativo di spezzare il mercato dei trasporti cominciando con i collegamenti su Procida ed anche con qualche trasporto passeggeri e veicoli su Casamicciola. La finta guerra è finita in un armistizio che lascia un solo ferito: Ischia e la sua economia.
Dopo mesi di lotta armatoriale arriva l’accordo: un Consorzio battente bandiera “Rossa” che, stando alle prime indiscrezioni trapelate, porterebbe le linee attualmente in capo al Ministero dei Trasporti, a differenza dei collegamenti gestiti su base regionale, a consorziarsi in un unico elemento di cui faranno parte il gruppo Marrazzo, il Gruppo D’Abundo e Di Leva (leggi Lauro, ndr). Un nuovo soggetto consortile le cui navi risulterebbero noleggiate. Sebbene si tratti delle stesse navi che attualmente in esercizio come il don Angelo, i due Touirst e l’Aries Tide. Un’operazione che però non ha mancato di attirare l’attenzione delle autorità con le fiamme gialle impegnate in una intensa attività di inchiesta. Diversi gli accesi già registrati agli sbarchi ed agli imbarchi della Co.Tra.Sir. Questi primi esiti di un affare che porta all’ultimo colpo sui traffici marittimi nel golfo di Napoli ed in particolare quelli speciali quali Carburanti in entrata ed RSU in uscita.

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