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Sei medici indagati per la morte di Mariangela Maiello

Ida Trofa | Sono 6 gli avvisi di garanzia formalizzati dalla Procura della Repubblica di Napoli a seguito della morte di Mariangela Maiello, 31 anni, deceduta al Rizzoli per cause ancora tutte da chiarire.
Indagati dai giudici, i 6 chirurghi dell’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. L’ipotesi, al vaglio degli inquirenti, è omicidio colposo. Il 18 Aprile è la data fissata per il conferimento dell’incarico all’esperto anatomopatologo che, per conto dei magistrati incaricati del caso, si occuperà di eseguire l’esame autoptico sul corpo della 31enne. La notifica degli avvisi di garanzia potrà consentire, in questo modo, agli indagati di poter presenziare alle operazioni peritali attraverso i propri consulenti di parte. L’autopsia resta un atto dovuto. Poche le aspettative da un esame che giunge dopo l’intervento chirurgico e un arresto cardiaco intervenuto mentre si ci accingeva, nuovamente, al tavolo operatorio.
Cosa non abbia funzionato nel ricovero e nelle cure prestate a Mariangela Maiello si chiarirà meglio dall’esame delle cartelle cliniche e dalla tempistica delle prestazioni ricevute. Intanto i magistrati hanno iscritto nel registro degli indagati 6 medici, coinvolgendo nell’inchiesta tutto lo staff del reparto di Chirurgia, i 6 medici chirurghi.
Sulla morte di Mariangela, la giovane mamma deceduta Domenico 8 aprile, mentre si accingeva al tavolo operatorio, dopo un’operazione avvenuta nei giorni precedenti che l’aveva portata alla degenza propedeutica allo stesso intervento. Non sono pochi i giorni trascorsi in reparto.
Potrebbe aver influito una sottovalutazione della gravità clinica della paziente arrivata in prima istanza al pronto soccorso con una diagnosi di ernia ombelicale e un ritardo sia nel fissare il secondo intervento risolutivo che nell’eseguire l’operazione chirurgica quando la situazione è precipitata e si è trasformata in emergenza estrema fino alla morte. Cosa è accaduto tra quel maledetto sabato e la domenica successiva?
La Procura potrebbe volersi concentrare anche sulle professionalità interne al Rizzoli e sul possesso delle adeguate competenze per sostituire in sala operatoria il primario e i medici che, soli, notoriamente vengono incaricati degli interventi anche d’urgenza. Ciò potrebbe significa che per gli interventi programmati non c’è alcun problema di copertura, ma sulle emergenze sorgono le difficoltà. E infatti, domenica 9 aprile, succede l’imprevisto.
Mariangela Maiello, il cui intervento non era stato fissato in elezione, ovvero, senza pericolo di vita si aggrava improvvisamente. Quando giunge in sala operatoria era ormai in fin di vita. Il paziente non finisce neppure sotto i ferri. Un altro elemento probante potrebbe essere la data della prima operazione in collegamento con il ricovero per ernia, l’operazione per la perforazione intestinale ed la successiva degenza post operatoria.
La morte di un giovane lascia sempre sconcertati, quella di una madre ancora nel fiore degli anni lascia frastornati ed increduli. Non ci sono parole, solo rimpianti per chi non c’è più, per chi resta, privato di una amore grande ed immenso costretto a sopravvivere con il peso di un assenza il cui vuoto è incolmabile.
Per ora poche le certezze, Mariangela Maiello, madre di due bambini in tenerissima età, era stata ricoverata in diverse fasi e in diversi periodi al Rizzoli di Lacco Ameno, prima per una sospetta ernia ombelicale e poi per i postumi di una perforazione intestinale.I familiari hanno sporto denuncia ai carabinieri, chiedendo di accertare le cause del decesso.La magistratura ha sequestrato la Cartella clinica e salma. Per la magistratura sono sei i soggetti indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. La prima ipotesi di morte è un arresto cardiocircolatorio causato da “Resezione Intestinale“, intervenuto mentre si apprestava ad un intervento chirurgico. Erano settimane che la 31enne combatteva con il suo stato di salute.
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