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Scuole chiuse, il fallimento dei sindaci

Non c’era nessuna emergenza da affrontare. Bisognava solo essere buoni amministratori, capaci gestori della cosa pubblica e comprendere che la chiusura di un istituto scolastico non si può decidere alle 8 del mattino! Non lo si può fare perché c’è chi è già in viaggio, chi non risiede sull’isola e perché, non è precauzionale nei confronti dei propri cittadini.

Dopo due week end di allerta meteo e dopo che, ampiamente, l’Italia si è interrogata sul modo di gestire questi fenomeni, il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, manda in tilt mezza isola ed è costretto a cambiare, addirittura, il suo post facebook.

Un lunedì da dimenticare. Docenti in aula e bambini “chiusi fuori” dai vigili urbani. Presidi scavalcati dai bidelli, mamme in tilt, figli sui bus, gente in strada: una scena indegna per un paese civile.

Lunedì scorso Casamicciola rimase con le scuole chiuse e tutti gli altri aperti. Ieri mattina, Casamicciola e Lacco Ameno hanno svolto le loro lezioni, mentre gli altri comuni sono rimasti con le scuole chiuse. La decisione, come detto, è stata assunta alle 7.45! La Scotti ha comunicato la chiusura ai propri alunni alle 8.05. Altri plessi del comune di Ischia lo hanno comunicato alle 8.36.

Ieri pomeriggio, anche dopo una fitta protesta che è montata sui social network, finalmente, i sindaci dell’isola si sono decisi a chiudere tutte le scuole dell’isola. Di ogni ordine e grado! Finalmente l’intelligenza vince sull’approssimazione.

Prima di fare una riflessione di metodo e che dimostra l’assoluta incapacità dei nostri sindaci è opportuno analizzare il cuore dell’ordinanza che ha portato alla chiusura degli istituti scolastici.

L’ORDINANZA DEI SINDACI

«Il Decreto Legislativo nr. 1 del 02 gennaio 2018 “Codice della protezione civile”; IL Decreto Legislativo n.267/2000 “Testo unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”; La Legge Regionale 22 maggio 2017 n. 12 “Sistema della Protezione Civile in Campania”. Ritenuto in via urgente, di dover porre in essere ogni azione utile a prevenire e/o comunque intervenire al verificarsi di scenari che potrebbero costituire un rischio per la sicurezza e la incolumità della cittadinanza o per i loro beni. A causa dell’impetuoso vento che ha soffiato nel pomeriggio di oggi (29 ottobre) ed occasionali precipitazioni a carattere temporalesco che hanno provocato danni ingenti in tutta l’isola, con decine di alberi caduti o spezzati, sollevando strutture leggere e rovesciando sulle strade dell’intero territorio rami, fogliame, lamiere, cartoni, mentre le zone esposte al moto ondoso sono risultate allagate in più punti, occorre disporre la chiusura delle scuole nella giornata di domani 30 ottobre, per verificare lo stato degli edifici e delle strade e garantire la sicurezza degli studenti e di tutto il personale scolastico nonché dell’intera popolazione. Occorre procedere alla puntuale verifica delle condizioni di percorribilità di alcune strade del territorio comunale ed alla verifica delle condizioni di sicurezza di alcuni alberi ad alto fusto in prossimità di edifici pubblici e strade percorribili»

E’ questo il cuore dell’ordinanza che chiude le scuole: “procedere alla puntuale verifica delle condizioni di percorribilità di alcune strade” che, come detto in apertura, non riguarda nessuna emergenza e nessuna allerta meteo: bensì sopperisce alla incapacità dei nostri comuni anche di eliminare qualche ramo caduto, e qualche altro dettaglio.

IL PROBLEMA SCUOLA

Ma quel che viene fuori in maniera prepotente è quanto i nostri sindaci siano disattenti al mondo della scuola e l’assenza di un riconoscibile assessore alla scuola che sappia indirizzali è evidente.

Un sindaco, in special modo  Castagna e Ferrandino, che decidono di chiudere le scuole alle 7 del mattino (e che se ne fregano di comunicarlo in maniera ufficiale alle scuole) non hanno presente che oltre il70% dei docenti dei nostri istituti superiori vengono dalla terraferma. Un sindaco che pensa di poter annunciare che le scuole sono chiuse alle 7.45 del mattino, pensa che tutti abitino vicino casa come lui o si pone il problema di chi, invece, ha iniziato la sua “trasferta” per raggiungere la scuole almeno 4 ore prima?

A leggere gli eventi è evidente che né Castagna né Enzo Ferrandino si siano mai posti questo problema. Forse, per loro, la scuola è solo occasione di qualche foto o la necessità di raccomandare qualche ragazzino nella “A” invece che nella “B”. Sempre che, invece, non accada come è accaduto ad Ischia dove il sindaco ha fatto pressione per farsi spostare la professoressa da Forio a Ischia prendendo il palo.

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  • Continuo a pensarla a modo mio. La scuola deve essere il posto più sicuro al mondo perché ogni genitore affida Allo STATO i figli minori. Le carenze strutturali e la scarsa intelligenza di chi gestisce tali strutture le rende poco affidabili e vulnerabili a qualsiasi evento avverso.
    Pensiamo a risolvere il problema principale i ” cessi scuola “e non ai problemi che scaturiscono dal mancato avviso di chiusura ecc ecc altrimenti il vero problema passa in secondo piano. Fatto è che la situazione dell’ edilizia scolastica è drammatica.
    Tutte queste diatribe non dovrebbero nemmeno esistere in un paese civile.