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Scellerati messi al controllo del nostro territorio: mettete subito in rete le nuove stazioni!

 

Ida Trofa | Ieri un boato, l’ennesimo, ha fatto sobbalzare una parte del paese, una porzione di terra che da quel maledetto 21 agosto (prima ogni segnale era stato minimizzato, sottovalutato e nascosto) deve fare i conti con il suo anno zero.
Purtroppo, ancora una volta, una scellerata gestione, anche nel mondo scientifico che tace, della rete che dovrebbe monitorare il nostro territorio ci tiene all’oscuro di tutto.
Anche ieri zero dati e zero controlli. Solo la tenacia di pochi e la correttezza di qualcuno, anche all’interno della complessa struttura degli istituti che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) monitorare il paese ha permesso che venissero forniti almeno i pochi dati in possesso della pachidermica struttura dell’Osservatorio Vesuviano (e dell’INGV Nazionale). C’è quel segnale, piccolo piccolo, sullo screeshot del sito INGV che ha fatto il giro del web. Una piccola scossa, che alla stazione di Forio non si vede e a “CAI” non si vede per niente. “IMTC” non funziona. Non c’è stato un comunicato perché è sotto soglia (>1.5). Sigle a cui abbiamo fatto abitudine. Ieri l’INGV doveva emettere il comunicato al DPC, ma non l’hanno fatto. E lo avrebbe dovuto emettere al netto delle stazioni. Sarebbero bastate le nostre telefonate. Quelle di molti ischitani che si sono risvegliati col botto e hanno contattato la sala dell’Osservatorio Vesuviano.
La localizzazione è chiaramente sotto Casamicciola perché è l’unica stazione che l’ha registrato chiaramente (su FO9 c’è, ma si vede appena).
La profondità, gli esperti, che ora menano il can per l’aia, possono ricavarla anche da una sola stazione (dalla distanza tra le onde P e le onde S a IOCA), ma si può fare solo in sala amplificando opportunamente il segnale. Tra l’altro il 31 agosto, come si vede dalla relazione sul terremoto che c’è sul sito INGV, hanno installato diverse stazioni della rete mobile intorno a Casamicciola, idealmente proprio per registrare e localizzare le repliche molto piccole. Ma, evidentemente, hanno lasciato la registrazione in locale e quindi non hanno i segnali in sala (e devono prima andarli a prendere ad Ischia e poi possono visionarli).
La convenzione INGV-DPC specifica che i comunicati vanno emessi per eventi sopra soglia oppure comunque se avvertiti. Eppure nonostante il dramma, le tragedie e le paure, dopo tutto il casino, queste disposizioni continuano ad essere ottemperate.
A questo punto, visto che si gioca sulla pelle delle gente, sulla nostra e vengono investire risorse e soldi anche sottratti alle nostre esigenze , ci viene da chiedere come mai (avendo letto la relazione in cui ci dicono e scrivono che abbiamo installato tante belle stazioni, spiegando anche i dettagli tecnici con le foto) queste stazioni di nuova installazione poi non le usiamo?
Proprio l’INGV pubblicizza e diffonde i documenti che rivelano inequivocabilmente il modo scellerato in cui ci si ostina a non monitorare la nostra realtà.
Il primo è l’allegato (Allegato A) che specifica le operazioni che INGV deve fare in base alla convenzione con il DPC. Tra le prime pagine, la tabella 4 specifica quanto dovuto per la segnalazione in aree vulcaniche. Tra gli eventi che vanno segnalati, come c’è scritto: “Evento sismico avvertito di cui l’INGV ha notizia”. Noi lo abbiamo avvertito, glielo abbiamo detto (e come noi verosimilmente molti altri ischitani), e loro sono stati inadempienti.
L’altro allegato è il rapporto di sintesi sul terremoto di Ischia.
Alle pagine da 37 a 39 sono descritte le 4 stazioni della rete mobile che hanno installato il 31 agosto e che tutti gli scienziati sanno dovrebbero essere lì per monitorare. Ci sono anche le localizzazioni dei siti e le foto. Le hanno messe tra Casamicciola e Forio, proprio per localizzare, bene, piccoli eventi come questo, che in teoria potevano accadere in gran quantità (nelle sequenze appenniniche le piccole repliche sono moltissime).
Solo che, evidentemente, atteso che ieri mattina nulla o quasi è stato registrato, le hanno lasciate in acquisizione locale e non in trasmissione diretta in sala. Quindi sono assolutamente inutili, perchè devono prima recarsi ad Ischia a prendere i segnali, poi li portano in sala e possono analizzarli. Il personale dell’Osservatorio, a cui abbiamo telefonato per chiedere notizie, ci hanno risposto infatti ‘non possiamo analizzarlo e localizzarlo con precisione, ci sono troppo poche registrazioni’.
Sul rapporto c’è scritto che sono state installate 4 stazioni sismiche tra Casamicciola e Forio, proprio per localizzare le repliche anche di piccolissima magnitudo, che sono comuni dopo i forti terremoti. Come mai non le stanno usando?
E’ il momento che la nostra comunità si levi con forza per far presente questa gestione dissennata. E’ questa la realtà di un territorio fragile e fuori controllo.
Scellerati al governo del paese, scellerati al governo delle strutture che dovrebbero tenere sotto osservazione la nostra terra e garantirci sicurezza. Una realtà che non è più tollerabile oltre.
Dimissioni dei vertici dell’Osservatorio vesuviano per la pessima gestione del terremoto di Ischia, per il post terremoto e un impegno concreto a riaprire la sede di Casamicciola dell’Osservatorio devastata dalla mala gestione e da un appalto pilotato.

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4 Comments

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  • È questa sarebbe la gente che ci dovrebbe tutelare? Ma fatemi il piacere (detta alla toto’). In 3 mesi se si volesse si ricostruirebbe tutto. In Africa sn più efficienti e civili. In Italia solo minchiate e lassismo per riparare 4 case stanno facendo un dramma. Levatevi dalle pal…. che le case le ricostruiamo da a soli.

    • Il problema per loro non è ricostruire le case ma farle sembrare agibili per i intascarsi poi gli eventuali soldi che arriveranno quelle inagibili sono solo quelle di amici di chi parenti di che così il post terremoto gli fa fare anche una bella ristrutturazione ….