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Rizzoli, la “verità” del Direttore D’Amore che si scontra contra con la realtà della nostra sanità

La narrazione del direttore D'Amore ha solo problema: la poca pulizia del Rizzoli... Da non credere!

La conferenza stampa di commiato del direttore generale dell’ASL Napoli 2 Nord, Antonio D’Amore.

Quaranta minuti per raccontare la verità dell’ASL rispetto alla sanità sull’isola per scoprire che l’unico problema che abbiamo è la “poca” pulizia dell’Ospedale. Non una parola su Villa Mercede, non una parola sulla faida interna all’ospedale che vede i vari primari contro, non solo tra di loro ma anche con il “vecchio” direttore sanitario.

Solito atteggiamento da bullo e solite minacce del direttore generale dell’ASL Napoli 2, che non ha perso l’occasione di mostrare i denti. Questa volta, però, non ha trovato nè i sindaci che tacciono, nè gli albergatori che poi hanno il rischio di essere vessati da un sistema di controlli che non sempre è stato lineare. Ma forse D’Amore doveva minacciarci pure per quello che abbiamo denunciato per quanto riguarda il calcio giovanile… Chissà?…

Pubblicato da Il Dispari su Venerdì 7 giugno 2019

Ma la narrazione delle pezze a colori del direttore si scontra con la realtà dei fatti. E’ inutile inviare 3200 telegrammi l’anno se poi i medici lo stesso non scelgono Ischia. E’ inutile vantarsi di aver dato il via a 12 procedure per ricercare medici specialisti ambulatoriali se poi non si trovano. E’ una pezza a colori raccontarci che dal 16 luglio arriva il nuovo cardiologo e un’altra, forse, a settembre. La narrazione del tutto va bene, cozza con la realtà di una sanità che, invece, non va bene. All’ortopedia, sono sempre 20 pazienti in fila dalle 6 del mattino. Se lasci un paziente in attesa per 4 ore al pronto socccorso è inutile vantarsi di aver attivato l’OBI. Raccontare che in tre anni si è riusciti ad avere un aumento della forza lavoro infermieristica solo el 5,5% non è un vanto. O che dobbiamo attendere altri mesi prima di avere una TAC nuova e, nel fattempo, dobbiamo ringraziare la Fondazione Leonessa per il nuovo mammografo. O vantarsi di aver attivato 9 procedure per il reclutamento di medici ad Ischia e in tre anni aver un valore positivo solo di 11 unità in più. E, nel frattempo, aver attivato una collaborazione con una dottoressa residente a Firenze… La realtà è sempre più dura delle narrazioni create a tavolino. Anche quelle condite con tanto di minaccia.

Ma in un sistema locale dove molti subiscono il fascino del potere e, al massimo, qualche favore preferenziale per aver la strada libera nell’erogazione di alcuni servizi sanitari, anche tramite l’Ambito, restare l’unica voce a rivendicare un servizio e un’attenzione diversa per la sanità ad Ischia e incassare la minaccia e lo sberleffo della querela del direttore è una medaglia che indossiamo con orgoglio.

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