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primopiano

Rizzoli, emergenza tagli e infermieri. Quando 480 euro a turno non bastano

 

Fino a quando le isole di Ischia e Procida non verranno riconosciute quali zona disagiata i disservizi nel mondo della sanità non verrà mai risolto. Perché, o si pensa ad una mobilità ad hoc ipotizzando di favorire un ipotetico rientro in sede solo ai “sanitari” di varia specializzazione ischitani che sono impegnati altrove o, l’unica chance che abbiamo è solo quella della zona disagiata!
Una richiesta che viene portata avanti da tempo e che è sbandierata a destra e a manca in ogni sede ma che, con orgoglio, il CUDAS continua a sostenere con una maestosa raccolta firma che continua giorno dopo giorno, senza sosta. Con dedizione, attenzione e la giusta sollecitudine. Il CUDAS Ischia non demorde.
Il grave danno del mancato riconoscimento quale zona disagiata è lampante. E, per fornire una chiave di lettura ulteriore, è necessario illustrare il “destino” dell’ultima emergenza.
Da tempo, infatti, al Rizzoli si garantiscono sono le operazioni di urgenza. Una crisi dovuta alla mancanza di anestesisti. Ebbene, è bene chiarirci le idee. All’attivazione del sistema di convenzionamento interno all’Azienda che si impegnava a garantire 7.216 ore per le attività, nessun professionista ha risposto. Il rimborso per tale impiego, infatti, si aggirava intorno ai 45 euro all’ora che tradotto a turno è un importo di circa 480 euro. Nessuno ha risposto. Ne lo hanno fatto gli anestesisti ne lo hanno fatto i vari ortopedici dell’Azienda Napoli 2 Nord. Troppo poco e, considerato il costo dei trasporti e delle difficoltà, la cifra destinata ai medici e professionisti non rientra nel budget necessario.
Così, mentre D’Amore e Capuano cercano di comprendere quale sia la strada migliore per poter sopperire a questa carenza cronica di medici specialistici che si aggiunge al vuoto prodotto dal conteggio mancante di 16 infermieri e di 9 OSS, i sindacati continuano a combattere e a tenere alta l’attenzione.
Le sigle sindacali UGIL UIL Cgil CISL, il 13 maggio 2017 hanno chiesto un incontro ad horas al direttore D’amore per discutere dei fondi contrattuali. L’azienda con nota scritta ha convocato il rappresentante dei lavori per il prossimo lunedì, 21 maggio alle ore 11.
Sul tavolo della trattativa sindacale, in ballo c’è un taglio di ben di 75 euro per tutti i dipendenti del comparto. Un ulteriore mazzata per il sistema sanità isolano. «Su questa tematica – ci ha chiarito senza battere ciglio Ciro Chietti della UIL – abbiamo scritto pure al prefetto dichiarando lo stato di agitazione. Questo ulteriore taglio di 75 euro per gli operatori di Ischia rappresenterebbe oltre al danno anche la beffa. E renderebbe il nostro lavoro ancora più drammatico essendo già penalizzati per le ragioni già esposte in tutte le salse».
«Vogliamo una risposta chiara sulla problematica Ischitana – continua Chietti – e chiediamo un tavolo tecnico dove si possano affrontare, con serietà, le varie problematiche e cercare le soluzioni. L’urgenza di riconoscere Ischia quale zona disagiata diventa sempre più prioritaria. La nostra sanità è un sistema complesso che si regge grazie al supporto di tutti. Sia da quella figure professionali più specialistiche come anestesisti e ortopedici, per restare nel tema dell’emergenza, ma anche grazie ai tanti infermieri, ai tanti oss, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia e amministrati che ogni giorno si impegnano. In tutto questo è necessario tener presente che noi pendolari della sanità subiamo disagi ogni giorno e che, non possiamo far fronte, da soli, – conclude Chietti – ai numerosi disagi quotidiani. Come UIL, non ci fermiamo!»
www.ildispari.it

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