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“Ricatto” monnezza NU, Barano resta a terra. Giuseppe Di Meglio: lo “spezza consorzio”

Il consorzio richiede il pagamento anticipato: rischio paralisi rifiuti a Barano. I sindaci sempre più assenti. Giuseppe Di Meglio mediatore di un ATI tra Balga, Ischia Ambiente, Ambrosino, Eco Gea e Lombardi e Barano Multiservizi: tariffe migliori o un traghetto dedicato!

Gateano Di Meglio | Questa è una storia di “violenza” pubblica. Di un “ricatto” a tutti i cittadini di Barano. E’ vero, la gestione del trasporto della nettezza urbana a Ischia è una questione da “poteri forti”, o meglio, da chi riesce a denunciare di più e fare pressione psicologica di più. Il vuoto della politica, la posizione supina degli uomini che gestiscono il potere pubblico e l’altissimo livello di possibile corruzione tra le parti, sta mietendo le prime vittime. E, in questo caso, sotto ricatto ci sono i contribuenti di Barano e la Barano Multiservizi. Una questione privata di casa Traspemar che, con lo scudo del consorzio, cerca di ottenere un pagamento contestato dalla presidente di Barano Multiservizi, Roberta Di Costanzo. Una voce diversa dal coro che inizia a voler vederci chiaro. Si, lo sappiamo, Roberta è la moglie di Umberto Buono della Medmar, ma ciò non toglie che sta conducendo una battaglia condivisibile, di trasparenza, di legalità e che mette al centro gli interessi della collettività al posto di quelli dei privati.

La vicenda. Stando agli ultimi eventi, in scia ad un contenzioso tra la Traspemar e la Barano Multiservizi, il “nuovo” consorzio ha bollato come “cattivo pagatore” la municipalizzata baranese e ha bloccato l’imbarco del mezzo lasciando a terra i rifiuti baranesi.
Motivo della paletta rossa? La mancata prenotazione. Ma può bastare la mancata prenotazione all’unico vettore disponibile e creare un potenziale problema di salute pubblica?
La storia, però, diventa al limite del paradossale se pensiamo che il consorzio, che per la camera di commercio, al netto di ogni errore, risulta “inattivo” e con un capitale di soli 10 euro, impone che il pagamento della pubblica amministrazione sia effettuato in modalità anticipata: contanti, assegno o bonifico. Una formula che, anche se si volesse eseguire, risulterebbe impraticabile perché non esiste nessuna biglietteria alla quale rivolgersi. I mezzi, infatti, vengono imbarcati, appunto, secondo una “prenotazione”. Un sistema che andrebbe verificato. E’, vero, prima del blocco qualcuno da Barano si era addormentato e non aveva prenotato, ma la pratica operativa del consorzio andrebbe contestata in considerazione del servizio pubblico espletato dal alcuni dei suoi “pochi” clienti.
Tariffa “capestro”? Nel frattempo emerge che i nostri sindaci comprano secondo una “tariffa” di andata e ritorno. Una tariffa che oggi potrebbe risultare “regolare” ma che nel recente passato ha significato per gli enti pagare il viaggio di ritorno sia alla Traspemar anche quando non si è effettuato il passaggio marittimo ma si è dovuti ricorrere ad altro vettore. Pagando ovviamente.
Una situazione che merita l’attenzione del Prefetto di Napoli perché, se guardiamo solo all’aspetto pubblico della vicenda, siamo dinanzi ad un chiaro intralcio al “servizio pubblico”. Bloccare il trasporto dei rifiuti dovrebbe essere una decisione molto più seria e ponderata rispetto a quelle che possono essere le dinamiche societarie di questo o di quell’altro armatore!
Nel frattempo, però, lo scorso 4 ottobre presso la sede della Balga S.r.l., previa convocazione via pec, si sono riuniti Balga, Barano Multiservizi, Ischia Ambiente, Eco Gea, Ambrosino e un rappresentante della ATEC – Associazione Trasportatori e Commercio
I privati e le partecipata hanno unite le loro forza in virtù del “mutato quadro relativo ai servizi di trasporto marittimo da e per l’Isola d’Ischia delle merci speciali, infiammabili e rifiuti che da alcune settimane vede sussistere di fatto un monopolio a favore del consorzio COTRASIR”.
Nella fattispecie il consorzio è stato realizzato dalle società di navigazione che fino al 31 agosto gestivano i servizi marittimi in regime di concorrenza e ha portato fin da subito ad una variazione sia tariffaria che di modalità operative del tutto inidonee a soddisfare le esigenze del servizio trasporto speciale sull’isola.
Una battaglia di cui vi abbiamo raccontato ogni aspetto e che, nonostante le nostre sollecitazioni, sembra che non sia interessato ai primi cittadini. Forse attratti, soprattutto, dal fascino di qualche consigliere regionale.
I costituiti al tavolo (da sottolineare l’assenza di AMCa ed Super Eco anche se a Forio paga il Comune), leggendo cosa hanno sottoscritto e cosa hanno inoltrato ai rispettivi enti “sotto vari punti di vista alcuni addirittura palesemente illegittimi (es. obbligo di bigliettazione Andata/Ritorno)”.
La risposta, al ricatto del consorzio parte dal basso. E così, in un momento di confronto arriva la voglia di fondare un nuovo soggetto, soprattutto per evitare di sottostare ai “ricatti” come quelli avvenuti con la Multiservizi.
«I costituiti dichiarano – si legge nel verbale -, salvo alcuni approfondimenti doverosi per le società pubbliche costituite, di voler costituire una Associazione Temporanea di Imprese/Rete di imprese finalizzata a trattare le migliori condizioni di tariffe e di modalità di trasporto marittimo delle merci speciali, infiammabili e rifiuti. Le predette aziende, tutte operanti nei settori sopra citati intendono pertanto aprire le dovute interlocuzioni con i soggetti operanti nel trasporto marittimo al fine di addivenire alle migliori condizioni possibili per il trasporto in terraferma delle proprie merci. Per tutto quanto sopra i presenti, nelle more della costituzione dell’ATI/RI danno mandato al Dott. Giuseppe Di Meglio in qualità di consulente, di aprire le necessarie interlocuzioni, trattative e colloqui al fine di acquisire eventuali offerte economiche per il trasporto marittimo delle merci di che trattasi».

Una rete che vedrebbe Giuseppe Di Meglio quale punta di diamante dei privati.
L’ex Balga, e attuale Nitrodi e con forti influenze in Ischia Ambiente, è chiamato a strappare le migliori condizioni di traghettaggio per i trasporti speciali. Un’azione tardiva, forse, ma che speriamo, produca buoni frutti. Lo ripetiamo, si sarebbe potuto fare prima e su impulso delle pubbliche amministrazione, ma è inutile continuare a raccontarci i privilegi dei “se” e dei “ma”.
Un consorzio che fa solo biglietti? Siamo ancora in tempo per metterli ko!
Questa vicenda, che passa nel silenzio delle amministrazioni (l’azione minatoria di qualche armatore sembra essere più persuasiva dell’interesse pubblico!) ha ancora degli aspetti da chiarire. Il Co.Tra.S.I.R. è stato presentato ai “clienti” come la nuova società che gestisce il servizio di bigliettazione per sia per Traspemar sia per Medmar. Di fatti, le compagnie e le autorizzazioni sono quelle del regime di concorrenza. C’è, quindi, ancora la possibilità di mettere la lobby degli armatori ko. C’è, inoltre, da chiedersi e magari la corte di conti potrebbe far chiarezza, se questo servizio non debba essere affidato attraverso un gara pubblica o altro. Basta solo aver volontà di spezzare i poteri forti e di non sottostare ai ricatti di chi pensa di far paura o intimorire gli altri. Ischia, alziamo la testa, o facciamo la fine di Casamicciola. Per fortuna non siamo tutti cumparielli! Anzi, siamo tutt’altro!

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