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«Quasi unanimità». Preti contro il vescovo sui diritti di patronato

Non tutti i sacerdoti sono d’accordo con la monovra politica del Vescovo Lagnese di revocare i diritti di patronati di Forio e Casamicciola

Gaetano Di Meglio | Don Agostino Iovene è troppo politico. Troppo leader. Troppo uomo. E così, come solo i grandi uomini (anche non di chiesa) sanno fare, attira le attenzioni su di se, mette in minoranza i nemici e si schiera con il suo capo. Almeno è quello che si legge. Almeno è quello che appare. Ma come insegna bene la storia di Giuda, il “bacio” è sempre all’ordine del giorno. E non ci sarà nessuno che dirà, “Io Sono” e tutti cadranno a terra, ma ci saranno, forse, chissà dove, solo 30 denari.
E così, ieri mattina, con la “quasi unanimità” il Vicario generale della Diocesi di Ischia ha diffuso un comunicato che, tra il serio e il faceto, difendere il suo Vescovo.
Una presa di posizione questa dei sottoposti a favore del loro dominus che, però non è all’unanimità. O meglio, è quasi all’unanimità.
Ed è proprio questo segnale che merita attenzione. Don Agostino Iovene, grande maestro di trattative, di gestione del potere e di applicazione dello stesso, riesce a mettere ko tutti i colleghi che non la pensano come lui. Ed è in questo “quasi” che, questo giornale, trova la sua risposta.
Da mesi, stiamo dando spazio ad un serrato dibattito alla gestione “politica” della Diocesi. Un dibattito che, per motivi di sopravvivenza, è stato alimentato da diverse figure. Con me, da settimane, scrivono sia “Anonimo foriano” che fa parte di quei “quasi”, sia “N.N.”. Una educata, forbita e decisamente troppo cattolica Signora Foriana che chiede cose ben precise.
Ma Don Agostino Iovene merita il nostro rispetto. Ha saputo distogliere le attenzioni dai dissidenti e ha scaricato le colpe sui media. Maestro Agostino!
Ma Agostino Iovene ha dato un altro messaggio al popolo cattolico, ha detto che il Vescovo è sotto attacco e ha detto che la politica va contro la chiesa. Che Del Deo e Castagna non vogliono il bene della chiesa. E lo ha detto tra le righe. Lo ha detto accusando il terzo incomodo. Ma servirà?
Lo vedremo tra poco. Aspettiamo il primo aprile, quando Lagnese firmerà il decreto di revoca dei diritti di patronati di San Vito e della Parrocchia a Casamicciola.
Ma quello che non ha fatto Agostino Iovene, e qui esce fuori tutto il suo essere parroco e prete, non ha risposto alle tante domande che, da tempo, poniamo al Vescovo.
I Gemelli, Don Mariano Montuori, Don Giovanni, il fenomeno di Zaro, i corsi delle Cresime e, senza fare troppa demagogia, la parrocchia di San Vito e quella di Casamicciola che fine faranno?
Vogliamo fare chiarezza? Don Agostino, perché non vieni a dire sui tetti quello che ti viene suggerito alle orecchie (così, giusto per usare una pratica che ti dovrebbe essere nota)?
Ma la cosa più bella del comunicato di Don Agostino è la fine del primo paragrafo.
“rinnovando la loro promessa di filiale rispetto e obbedienza”. Per un attimo vorrei restare su questo argomento. Parliamo di questa promessa. Se avete promesso “filiale rispetto e obbedienza”, caro Agostino, mi spiegi la nomina di Don Gino Ballirano a Casamicciola?
Perché esiste questa “quasi unanimità”? C’è qualcuno a cui non piace la “promessa di filiale rispetto e obbedienza”?
Sono settimane che raccontiamo di questa crisi nella chiesa. Una crisi che viene confermata da Don Agostino Iovene.
“In merito alle recenti iniziative pastorali del Vescovo Pietro – scrive don Agostino – , riguardanti la cessazione dei diritti di presentazione per la nomina dei parroci, i sacerdoti rappresentati nel Consiglio Presbiterale, i parroci delle due parrocchie coinvolte e altri personalmente interpellati attestano che sono stati consultati dal Vescovo e hanno espresso nella – si legga bene – quasi unanimità il loro parere favorevole, ritenendo ormai superate certe forme di relazioni tra la Chiesa e la società civile alla luce delle indicazioni del Concilio Vaticano II”

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  • “Vivi e lascia vivere”… L’errore che commette questo vescovo è sempre lo stesso… Non ha ancora capito che Ischia non è Vitaluzio! Il carisma è un dono, l’antipatia la si “conquista”!