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Pontile Aragonese, fermate la Soprintendenza e le pietre vesuviane! E’ una scelta imposta al comune di Ischia

Le pietre dozzinali che si stanno installando ad Ischia Ponte sono delle pietre vesuviane e seguono le precise prescrizioni imposte dalla Soprintendenza. Il progetto esecutivo del comune, invece, aveva previsto l'installazione di una pietra lavica etnea. Il sindaco e il comune di Ischia, invece, sono responsabili di non aver saputo conservare il bene negli anni e di non aver predisposto un progetto ad hoc per il Pontile Aragonese che, a differenza del lungomare, è un bene monumentale! Ci volevano altri progetti e altri fondi!!!!!

Abbiamo provato a capire cosa stesse succedendo al Pontile Aragonese. Lo abbiamo fatto perché la facile protesta sulla pietra “vecchia” o “nuova” non ci ha mai appassionato. In ballo c’è uno degli elementi principali del nostro turismo: il Pontile Aragonese, il tratto di strada che collega Ischia Ponte al Castello Aragonese.

Un tratto di strada abbandonato a se stesso e tenuto in considerazione come se fosse una periferia qualsiasi. Nel silenzio tombale dell’opposizione consiliare che è venuta meno ad ogni anelito di dignità politica, proviamo a fare maggiore chiarezza e a dividere le responsabilità di questo scempio. Da una parte la Soprintendenza di Napoli, dall’altro il comune di Ischia.

Partiamo da quello più evidente, quello che indigna residenti e turisti.

Le pietre dozzinali che si stanno installando ad Ischia Ponte sono delle pietre etenee e seguono le precise prescrizioni imposte dalla Soprintendenza. Alte 10 centimetri e reperite presso le cave autorizzate. Il progetto esecutivo del comune, invece, aveva previsto l’installazione di una pietra lavica vesuviana. Una pietra decisamente più simile a quelle esistenti, di colorazione e struttura meno impattante rispetto a questa.

Questa scelta, però, va compresa, per quanto possibile. Il pontile Aragonese, nel tempo è stato oggetto di numerosi interventi di manutenzione che lo hanno trasformato nella sua essenza. Pietre di diverse, dal taglio alla forma ai materiali, applicazioni con malte assurde e bianche ne hanno trasformato l’aspetto originale. E oggi? Oggi l’ente di Via Iasolino sta seguendo, purtroppo e non ci sono alternative, le prescrizioni ricevute dalla Soprintendenza che è titolare del vincolo sul bene.

E l’altra colpa? E’ quella del comune! Da via Iasolino, infatti, non solo hanno dimostrato la solita sciatteria amministrativa, ma anni non si sono preoccupati del Pontile, e non hanno saputo cogliere l’importanza dell’intervento tanto da accoppiarlo con quello che si stra realizzando presso lo Stradone. La vicinanza tra i due luoghi avrebbe imposto una coordinazione anche se, va detto con chiarezza, il Pontile meritava un’attenzione particolare.

Fermate la Sopritendenza, FATE PRESTO!

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3 Comments

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  • Ma cosa significa che la soprintendenza è titolare del vincolo sul bene? Allora se la soprintendenza dice di mettere dei basoli rossi il sindaco sta zitto senza protestare?
    Fossi stato al posto del sindaco mi sarei incatenato sotto alla soprintendenza e avrei chiamato tutti i giornali d’Italia, ma questi non hanno le palle

  • La questione non è che non si hanno le palle, anche perchè ora ce le hanno tutte ma è, usarle bene. Tutto quello che succede nel mondo oramai la Protesta è inutile, non serve a nulla.Anzi più protesti e peggio è.Con questo non voglio dire che si deve calare sempre la testa ma vivere solo di speranza non si può.