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PMLI: Solo l’istituzione del comune unico può garantire la rinascita dell’isola

c.s.* | Il dopo-terremoto di Casamicciola, il continuo stato di emergenza iniziato decenni or sono e diventato ormai, un’assurda normalità, l’incapacità di programmare, di confrontarsi per unificare almeno servizi essenziali, di garantire la difesa del territorio, dell’ambiente, di realizzare opere di primaria importanza come i depuratori, di dare piani regolatori che avrebbero potuto regolamentare quello sviluppo urbanistico dell’isola che oggi è affidato solo ai principi del caos clientelare, sono gli aspetti più macroscopici del fallimento di un sistema politico capitalista e borghese che ha radici lontane e che si è retto e si regge sul fetido marcio di quelle insulse e squallide coalizioni di “centro-sinistra” e di “centro-destra” che oggi non dovrebbero avere più motivo di esistere.
L’Organizzazione isola d’Ischia del PMLI ritiene che solo una svolta rivoluzionaria che conduce ad un’Italia unita, rossa e socialista possa dare risposte serie e concrete ai problemi che assillano da decenni il Paese, abbandonato all’affarismo e al connubio fra certa politica e malavita.
L’isola d’Ischia non può più dipendere dagli umori dei diversi sindaci borghesi che si affannano a ricercare, attraverso inutili passerelle mediatiche, frasi ad effetto per ogni evento. Non è più possibile affidare le sorti di quest’isola all’incapacità politica di una inutile e inconcludente pletora di cosiddetti amministratori che, dal giorno della loro elezione, hanno un unico obiettivo da raggiungere o da consolidare: il proprio potere personale, i propri affari.
I marxisti-leninisti dell’isola d’Ischia prendono atto che da più parti sta emergendo l’esigenza di individuare “un’unica regia”, non solo per coordinare il da farsi in occasione dei guasti provocati dal terremoto, ma anche per “pensare” al tipo di sviluppo per quest’isola.
I marxisti-leninisti ritengono che lo strumento concreto per poter partire con serietà c’è: è il Comune Unico, invocato da più parti. La casa del fascio regionale del ducetto De Luca continua a far finta di niente, a rinviare, a nascondere le proprie responsabilità fra cavilli normativi nella visione pelosa di una politica che non riesce a dare nessuna indicazione seria e concreta, né per assicurare questa modifica istituzionale né per assicurare all’isola, la garanzia di una sanità che abbia le sue fondamenta nel riconoscimento dell’isola come “zona disagiata”.
Il recupero degli oltre 25 mila mq dello storico Pio Monte della Misericordia, a Casamicciola; la difesa degli arenili; un serio assetto idrogeologico del territorio isolano; una programmata politica di valorizzazione della sentieristica e il recupero delle risorse ambientali; una visione unitaria della viabilità che garantisca la massima vivibilità ad un’isola abbandonata al caos: sono questi, tra i primi obiettivi che solo un Comune Unico potrebbe cominciare a individuare. Mantenere in vita oltre 125 amministratori, 6 comuni, varie aziende di rifiuti, diverse regolamentazioni di polizia urbana con disagi per tutti, continuare nella frammentazione di ogni aspetto della vita civile, culturale e sociale dell’isola è solo un chiacchiericcio inutile e dannoso.

*Organizzazione isola d’Ischia del Pmli

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