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Più che le scuse, chiedete perdono al signore

Luciano Castaldi | Un giorno, spero lontanissimo, anch’io dovrò presentarmi davanti al Creatore. L’elenco sarà lungo. Ma, tra le mie infinite miserie, c’è un peccato di cui sicuramente non dovrò accusarmi: quello di aver amato “Famiglia Cristiana”.
Io non sono mai stato complice di un covo di eretici protestanti che, con la scusa dell’amore e della solidarietà, hanno diffuso a iosa errori ed orrori nel mondo cattolico più ingenuo e sprovveduto. E ne vado fiero! Chissà che non sia proprio questa mia avversione a questo giornalaccio a salvarmi dall’inferno? Famiglia Cristiana è oramai da decenni un giornale acattolico. Un giornale che ha tradito il fondatore dei paolini. Un giornale che ha tradito la Chiesa. Un giornale che ha tradito Cristo. Un giornale che è abusivo perché ha usurpato il nome “cristiano”. La mia non è satira. Li invito a togliere il nome “cristiano” dalla testata. È abusivo come sono abusivi i sui redattori. Sono abusivi perché la loro satira non fa riflettere, non fa ridere, non fa sorridere, non fa neppure cacare. Sono abusivi perché di cristiano non hanno più nulla. E, infatti, arrivano a parlare bene di tutte le altre religioni, tranne che della propria. E se, qualche volta, propongono qualcosa che si avvicina al cattolicesimo è solo per mistificare meglio. Per mimetizzare meglio la loro strategia. Sono abusivi, perché predicano il dialogo, ma sempre con chi sta dall’altra parte, coi lontani, gli atei, i miscredenti, i bestemmiatori di turno. Sono abusivi perché cianciano di amore per il prossimo, ma il loro prossimo è FUFFA ideologica. Non è fatto di umanità concreta. Li vorrei vedere alle prese con i problemi concreti della mancanza di un alloggio, dell’impossibilità di prendere un mezzo pubblico, o di vivere tra la gente. Sono abusivi perché si preoccupano di finti naufraghi, falsi profughi, veri rom, strane diversità…, ma mai delle persone fatte in carne ed ossa come gli “abusivi” di Ischia. Questi ultimi no, non sono “prossimo”. Non meritano nessuna parola di pietà, di incoraggiamento, di comprensione, di speranza. Nessuna solidarietà va dagli abusivi di “Famiglia cristiana” agli “abusivi di Ischia”. Non li commuove neppure la sciagura del terremoto, conseguenza di quel “peccato originale” di cui hanno forse perso persino la memoria. Famiglia cristiana è abusiva come è abusivo il nome cristiano che porta sulla testata perché per anni ha turlupinato milioni di cattolici, grazie anche alla complicità di sacerdoti cretini che non si sono mai preoccupati di vedere all’interno cosa proponeva quella rivista. Per questo mi auguro che in tanti finalmente capiscano che questo giornale con la vera chiesa non ha nulla a che spartire. È solo un prodotto editoriale come tanti altri. L’equivoco spero ora che sia chiaro a tutti. Perché è anche a causa delle gocce settimanali di veleno instillate nelle vene e nell’anima dei cattolici più ingenui e sprovveduti da questo periodico, se i primi a non sapere nulla di fede, dottrina, scrittura sono proprio quelli che vanno a messa la domenica. Sì, certo, come no! Io sono un rigido integralista preconciliare. Non solo. Forse sono addirittura fascista. E vorrei esserlo veramente per trattarvi come meritate. Come merita di essere trattato il vostro è pornogiornalismo pseudoreligioso e falsamente spiritualista. Ma poi, come Don Camillo, anche nella rabbia, mi ricordo di Gesù. Mi vengono in mente il Suo insegnamento e le Sue parole. No. Non abbiamo bisogno delle vostre scuse. Non mi interessa del vostro giudizio. Io, che, a differenza vostra, abusivi di Fanghiglia disumana, posso affermare in tutta coscienza di non aver mai gettato neppure una pietra di abusivo…
Ma, bando alle inutili chiacchiere. È davanti al Signore che dobbiamo tornare ad inginocchiarci. Per implorare perdono. Per aprire gli occhi e il cuore davanti alle necessità dei fratelli. Anche a quelli che abitano accanto a noi. Per “saper ridere con chi ride e piangere con chi piange”. Ma voi, abusivi di “Fanghiglia disumana”, neppure dinanzi all’indignazione di un popolo ferito e ancora in lacrime, avete ceduto al vostro molto “milanese” stile redazionale. Nessun gesto di fratellanza. Nessun cenno alla preghiera. Nessun appello alla conversione. Nessuna apertura al trascendente. Nessun riferimento ai “cieli nuovi e terre nuove”. Tutto molto, troppo umano. Tutto orizzontale, piatto, mondano.
Ecco: abbiamo (io per primo) bisogno di preghiera e conversione. Questo chiederò al Signore, subito dopo aver chiuso questo mio ennesimo sfogo. Fatto con il cuore. Ma senza calcoli. Piccolo, insignificante servizio alla Verità. Che, ancora una volta, unendovi al coro della “folla”, avete messo in Croce.

4 Comments

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  • Finalmente, un cristiano vero che scrive col cuore!! Un bacio da una vecchia nonna ancora ribelle alla stupidità e all’ipocrisia…Continua, Luciano, non ti arrendere mai!!!

  • Lucia’…magnifico! Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire quello che pensa. Davvero complimenti.

  • L’appartenenza religiosa non è garanzia di eticità. Basta che vi guardate un po intorno. Ci sono molti non credenti che fanno del bene e troppi credenti che predicano e razzolano male…