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Pillole di 4WARD: il gatto grillino, la Siena e le dimissioni

Il gatto grillino e il lardo del potere – “Il potere logora chi non ce l’ha”, recitava il più famoso aforisma del grande Giulio Andreotti. Ma oggi è di estrema attualità lo “sporcarsi le mani”, ovvero l’impatto con il potere che, secondo molti, porta inevitabilmente a diventare disonesti, perché “la politica è sporca”. Non mi esimerò certo dal ricordare ancora una volta Benedetto Croce e il suo “il vero politico onesto è il politico capace”, anche se mi rendo conto che di questi tempi non tutti riescano a comprendere, in preda alla ricorrente antipolitica, il vero significato di tale affermazione.

So solo –e anche questo l’ho scritto altre volte- che così come è ingrato e ingiusto generalizzare (in questo come in tanti altri casi), l’onestà è un valore che va poco predicato, molto praticato e, soprattutto, non ha etichette o bandiere. L’arresto dell’esponente cinquestelle nell’ambito dell’inchiesta relativa alla costruzione del nuovo stadio di Roma, al di là di ogni forma di garantismo propria di chi è solito rispettare il prossimo, è la dimostrazione palese di quanto sia riduttivo e qualunquistico parlare, di questi tempi, di una forza politica immune dal rischio in premessa, al pari di fare di tutt’erba un fascio. I corrotti e i disonesti, in qualsiasi forma manifestino questo loro modus operandi, si annidano ovunque e, con tutta probabilità, lo sono oggi in politica al pari di quanto, magari, lo siano già stati nel loro privato. Speriamo solo che, un giorno, la giustizia riesca finalmente, in Italia, a regalarci un metro di valutazione equo ed unanime, sia in fase preliminare che dibattimentale.

La Siena – Il livello dell’acqua nel “pantano del Pontano” è aumentato ancora! La scorsa settimana, in tarda serata, un automezzo di dimensioni enormi, in manovra “for ‘u ‘ptaff” (l’area compresa tra l’ufficio postale, l’Hotel Noris di un sempre più sbigottito Vincenzo Buono e il Supermarket Da Francesco), nonostante il disagio al traffico e il rumore oltremodo fastidioso per tutti, aveva fatto ben sperare su una ripresa seria dei lavori e su uno sblocco concreto della situazione. Ma a quanto pare, ancora oggi nulla di buono s’intravede all’orizzonte. E con un Sindaco dimissionario (ne parlerò tra poco), le speranze di un richiamo all’ordine (o quanto meno alla chiarezza) della proprietà e degli esecutori dell’opera diventa sempre più una chimera. Lo smacco del parcheggio quasi pronto all’angolo di San Ciro è sotto gli occhi di tutti: un’opera in ultimazione dopo meno di un anno, per quanto diversa nella consistenza, ma che comunque non ha subito più di tanto ritardo nonostante la sospensione per le note quanto inutili azioni giudiziarie da parte dei ricorrenti. Lo so bene che mi attirerò gli strali di tanti diretti interessati di varia natura, ma “nun me ne po ‘ffregà ‘dde meno”: è ora di vederci chiaro, riconoscendo e ponendo rimedio, se necessario, agli errori di valutazione ed esecuzione eventualmente commessi e fornendo tempi certi a tutta la nostra Comunità. L’intero territorio, non solo Ischia Ponte, non merita l’ulteriore prolungamento di questo autentico stillicidio nell’assistere, inerme, all’impossibilità di concludere un’opera che –l’ho sempre sostenuto- è di fondamentale importanza per lo sviluppo della sempre più dimenticata (negli ultimi undici anni) zona di Ischia Ponte. Non ci serve un insettario! Ce n’è già uno nella Pineta degli Atleti. Quel che serve è il parcheggio. Finito e fruibile.

Le dimissioni di Enzo – Sarebbe troppo facile speculare sull’epilogo scontato della maggioranza che, appena un anno fa, elesse Enzo Ferrandino Sindaco d’Ischia e che oggi ha dimostrato tutti i limiti che avevo avuto modo di annunciare prima, durante e dopo la campagna elettorale. Tuttavia non mi va di infilare il dito nella piaga, anche perché a poco servirebbe. Ci sono delle constatazioni di fatto, però, che non possono essere trascurate: 1) Enzo ha fatto ricorso alla minoranza per dribblare il gruppo di Giosi Ferrandino, tentando di emarginarlo. Ma alla luce di una giunta comunale già nominata per cinque sesti e degli appetiti dei suoi nel cosiddetto “sottogoverno”, riuscirà a mantenere gli impegni che lo hanno portato, nell’ultimo consiglio comunale, ad aprire la crisi con le sue dimissioni cercando nuove convergenze che lo mantengano in sella e guadagnandosi l’astensione della minoranza consiliare? 2) La stessa minoranza, consistente in due gruppi politici, è realmente coesa al suo interno? C’è chi dice che l’apertura al Sindaco dimissionario sia avvenuta solo per arginare le fughe in avanti di Antonio Mazzella e Antonello Sorrentino. E se così fosse, chi potrebbe garantire un’unità d’intenti nel “trattare” con la maggioranza in carica il più classico dei governi di “salute pubblica”? 3) Se è vero, per quanto ne so, che Giosi Ferrandino, attraverso le ormai riunite correnti interne al PD campano facenti capo a Mario Casillo e Lello Topo, si sarebbe garantito una campagna elettorale 2019 di grande serenità locale, impegnandosi a mandare a casa Enzo Ferrandino in febbraio e ad appoggiare la candidatura a Sindaco di Gianluca Trani, quale ulteriore stravolgimento futuro del già troppo confuso quadro politico locale favorirebbe tali scenari? Una cosa è certa: siamo alla metà di giugno! E se solitamente nel periodo estivo la politica sembra andare in vacanza, quest’anno almeno il mese di luglio ci riserverà tanto a cui assistere e di cui scrivere.

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5 Comments

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  • Con il PD che naviga al 10% e un collegio che ingloba anche Puglia e Calabria piuttosto che Topi saranno protagonisti i sorci verdi…..
    La politica locale invece assomiglia al cinese nano che attende lo sviluppo davanti il negozio del fotografo….

  • Mi chiedo caro David e spero che tu mi risponda Ischia ci sono decine di associazioni ambientaliste i dottori del asl e i nas ormai stanno di casa trovano il capello nel insalata e cartucce negli scogli e non vedono quello skifo che sta alla Siena e che e stato scaricato in mare insieme a altri scarichi comunali e non ora mi chiedo non vedono davvero e poco ci credo oppure a ischia ce più marcio di quello che immaginiam. ora x il sindaco Enzo e una brava persona se messo in u avventura piu grande di lui non so chi ce lo ha fatto fare ma se si dimette si salva Ischia e troppo marcia x governare e uno magna magna e favoritismo

  • Purtroppo nella nostra isola solo un sindaco come Putin oppure erdogan può governare ce troppo di losco dovrebbero cacciare dal portinaio al padrone di casa e tutte le forze del ordine tutto nuovo solo così si va avanti a barano poi non ne parliamo proprio il vigile va in pensione oppure il tecnico i figli oppure parenti ereditano posto lavoro

  • Lasciamo riposare il pensiero di Croce, che oggi avrebbe bisogno di una “interpretazione autentica” piuttosto che di una citazione per autopresentarsi o per giustificare comportamenti. Ogni testo va letto nel suo contesto.