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Pillole di 4WARD (il freddo si avvicina)

Il vero, nuovo condono edilizio lo ha approvato già Renzi – Il Decreto Genova sta per passare anche al Senato. L’atteggiamento di assoluto ostracismo solitamente manifestato dagli ambientalisti sinistrorsi sembra, in virtù della rassegnazione al decisionismo del Governo gialloverde, essersi tramutato in semplici attacchi a mezzo del giornalismo compiacente, provando ad insistere sul nuovo condono (che non esiste) e sul beneficio per 27000 pratiche giacenti nei sei Comuni dell’isola d’Ischia (che, com’è noto, non passeranno –almeno nell’immediato- per gli effetti di tale decreto, che è limitato alle abitazioni oggetto d’istanza di sanatoria ricadenti nei soli tre Comuni colpiti dal sisma).

Il PD è di fatto l’unico partito che si oppone con tutte le sue forze a quel decreto e che continua a condannare il caso Ischia come emblematico di un momento clientelare-elettoralistico senza precedenti. Una vergogna –a loro dire- specie in un momento in cui, in Sicilia, un’intera famiglia è stata inghiottita dall’acqua nell’ormai famosa villetta di Casteldaccia. Renzi e compagni sbraitano, il loro referente ischitano Giosi Ferrandino tace in attesa che tutto passi quanto prima e non se ne parli più (anche perché difendere Ischia, nel caso di specie, lo porrebbe in totale contrapposizione al suo partito e in primavera c’è campagna elettorale), ma quasi tutti ignorano un boomerang fondamentale: proprio l’ultimo Governo Renzi, come ha ricordato spesso l’Avvocato Bruno Molinaro ma pochi giornalisti “di partito” lo hanno riportato, ha stravolto la logica del silenzio rifiuto in materia di condoni, trasformandola in silenzio assenso. Questo significa (come ha spiegato lo stesso Molinaro a “Panorama”, che, “se con la legge n.47/85, il cosiddetto condono Craxi/Nicolazzi, dopo 180 giorni dall’invio della domanda di condono la soprintendenza non rispondeva la domanda doveva essere considerata rifiutata, oggi la logica è stata ribaltata dalla cosiddetta Legge Madia e, quindi,i il condono senza risposta dopo 45 giorni va considerato approvato con tutte le conseguenze legali che questo comporta e comporterà in futuro“. Da parte mia, sono convinto che tra i pochissimi provvedimenti degni di nota dell’esecutivo PD, le svariate semplificazioni in materia edilizia e urbanistica che, come nel caso di specie, tendono a sburocratizzare procedure che non necessiterebbero di troppa attenzione e, soprattutto, a svuotare timidamente di potere queste Soprintendenze e i loro vincoli ormai fuori dal tempo, non possono che essere gradite ed apprezzate. Ma, signori del Pd, è il caso di continuare a fare quel gioco delle parti che non porta a nulla e che ha ragione d’esistere solo grazie alla distrazione e all’impreparazione del vostro interlocutore medio? Questa sì che è una facilitazione ai condoni ed è “targata” da chi, oggi, sbraita in aula contro i fantomatici condoni mascherati che servono a Ischia, la patria degli abusivi per eccellenza! E se nessuno ne parla, è perché ci troviamo ad avere a che fare con una stragrande maggioranza di ignoranti che non hanno ben capito quante siano le pratiche (spesso discutibili) che passano de plano senza alcuna istruttoria, o perché effettivamente la questione è squisitamente politica e non è il caso di andare oltre? La domanda l’ho posta, ora provate a darVi una risposta, amici Lettori!

Le terme d’inverno – Quanto spesso ci è capitato di pensare: “Viene gente da tutto il mondo per curarsi con le nostre acque termali e noialtri che abbiamo la possibilità di farlo a un passo da casa ne ignoriamo le potenzialità”? Quest’anno, dopo le tante volte in cui mi ero riproposto invano di farlo, ho deciso di sottopormi a un ciclo di fangoterapia alle Terme di Ischia. Non che io abbia particolari problemi articolari o reumatici, ma superata la soglia della mezz’età sono convintissimo che non potrà che farmi bene. Ho cominciato ieri mattina e il tutto durerà per dodici sedute complessive. L’occasione è stata propizia per vivere un po’ più da vicino i ritmi decisamente serrati di uno stabilimento termale che si rispetti, laddove gli addetti ai lavori sono impegnatissimi da una cabina all’altra affinché la pur rituale pratica di applicazione e rimozione del fango non comporti il minimo ritardo che, accumulandosi su decine di applicazioni consecutive, può diventare oltremodo consistente e pregiudizievole per i tempi e la qualità del servizio. Così come scrissi all’atto dell’inaugurazione, va riconosciuto ancora una volta che la “cura Fimiani” ha fatto bene alle Terme di Ischia, che si presentano decisamente pulite e ben curate e, con mia grande soddisfazione da ischitano autoctono, finora ho incontrato esclusivamente personale serio, disponibile ed estremamente cortese e professionale. A cominciare dal check-in della storica Marta Lauro e dalla visita medica del vecchio cestista Dott. Luca Ielasi, per poi giungere dall’amico Rosario Curci, che mi ha accompagnato e curato nella prima applicazione in cabina, spiegandomi in modo chiaro e dettagliato ogni passaggio; ma va ricordato anche il personale di accoglienza alla piscina interna, prodigo di consigli ed indicazioni sin dal mio arrivo, un cui componente mi ha finanche raggiunto al termine dell’immersione, nel vedermi uscire dall’acqua, porgendomi con sorprendente prontezza un telo aperto per farmi asciugare. Sarò pure un inguaribile nostalgico del “servizio di qualità”, ma questi sono i momenti in cui provo a pensare che qui ad Ischia ci possa essere ancora una base solida su cui poter lavorare in termini di accoglienza d’eccellenza. Basta poco, è vero, ma purtroppo va sfatato il falso mito secondo cui quel poco rappresenti ormai una rarità fin troppo difficile da diffondere in modo omogeneo nel comparto turistico di casa nostra. Una stagione è ormai alle spalle, la quasi totalità degli alberghi (eccetto i soliti coraggiosi o forse più capaci degli altri) è ormai chiusa e bisognerebbe già pensare a quel “qualcosa in più” da offrire il prossimo anno, di anno in anno. E invece, quasi tutti stanno a guardare, il Paese aspetta, la cinghia continua a stringersi e Ischia soffre. Troppo. Ingiustamente. Perché?

 

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