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Pillole di 4WARD (due su tre ischitane)

Via Antonio De Luca – E’ detta “Casalauro”, parte dall’angolo dell’Hotel Noris, viene interrotta dall’intersezione con Via Nuova Cartaromana e continua in salita fino ad una zona residenziale in altura; e all’interno, tocca addirittura Via Leonardo Mazzella. Quest’accurata descrizione toponomastica è rivolta alla sordità e all’incapacità dei nostri pseudo-amministratori comunali i quali, orecchie da mercante e strafottenti fino all’inverosimile, continuano a ignorare le segnalazioni che ormai dal 2007 vengono rivolte da più persone, me compreso, per cercare di porre un argine ai tantissimi disservizi e alle disparità di trattamento che i residenti della zona sono costretti a subire.

Un netturbino o una squadra di operai per il diserbo sono una chimera subordinata alla benevolenza del responsabile di turno, sempre a meno che non arrivino ordini dall’alto al grido di “nun e dà rett, là sta ‘e cas David Cont”, come accadde per un tanto agognato manto d’asfalto fermatosi magicamente, dopo anni d’attesa, pochi metri prima dei nuovi uffici della Deltastudio.com, costretta a completare l’opera a sua cura e spese. I residenti patiscono, poi, il parcheggio selvaggio di ciclomotori e motocicli, i cui impuniti centauri diretti ad Ischia Ponte per i Venerdì del Borgo (ma anche per una semplice passeggiata al netto di eventi speciali) si rendono protagonisti di un assoluto intasamento in ogni ordine di posti, invadendo spesso le proprietà private e rendendo impossibile sia l’accesso ai varchi carrai dei residenti sia l’eventuale passaggio di un mezzo di soccorso. Eppure, con vigili stagionali e non, presenti un po’ ovunque (a proposito, chissà se sarà stato magicamente ristabilito, dopo i recenti passaggi in maggioranza, il solito presidio all’angolo tra la Chiesa di San Pietro, Via Battistessa e il Banco di Napoli disposto storicamente a favore di un noto commerciante della zona), un’occhiatina di tanto in tanto non guasterebbe. Per il momento, il coro è all’unisono: “Mettìteve scuorn!”

Cani abbandonati anche ad Ischia – Chi non ha un cane in casa o non l’ha mai avuto, probabilmente non può comprendere lo stupore e lo sdegno di chi, come me, si rende conto che esistono ancora in circolazione esseri “cosiddetti” umani pronti a disfarsi del proprio compagno a quattro zampe quando non ne gradiscono più la presenza o non sanno a chi affidarlo nel partire in vacanza. Di solito siamo attirati dagli appelli dei conduttori sui principali mezzi d’informazione nazionale, sapendo che questo genere di fenomeno appartiene perlopiù alle grandi città in terraferma. Ma quando –come la settimana scorsa- Facebook ci ha regalato per ben due volte la notizia dell’abbandono di un cane anche ad Ischia, invitando qualcuno all’adozione di questi tenerissimi quanto sfortunati amici a quattro zampe, ci rendiamo conto che la degenerazione sociale che sta ammantando inesorabilmente ormai da tempo la nostra Isola non conosce più limiti. Non voglio fare il moralista perché non mi riesce, ma credo che la scelta di avere un animale domestico meriti estremo rispetto, proprio perché si tratta di un gesto importante, di un vero e proprio allargamento della famiglia; e in quanto tale, non può essere oggetto di una specie di “soluzione finale” in stile nazista, laddove si scarica all’eventuale buon cuore di ignoti la propria responsabilità e il proprio impegno assunti verso un essere indifeso, pronto ad amare incondizionatamente e, soprattutto, perdonare finanche l’insensibilità di chi gli arreca un male del genere. Nell’educazione civica che, da anni, manca come l’aria nelle nostre scuole, dovrebbe rientrare anche un dettagliato insegnamento al rispetto degli animali da parte dei bambini, adulti di domani; non certo quello degli anticaccia o degli ambientalisti oltranzisti, ma un preciso programma studiato da illustri psicologi e pedagoghi, che riesca a far comprendere non solo il modo giusto di approcciare e condurre il rapporto con un cane o un gatto, ma anche e principalmente quanto la legislazione italiana abbia finalmente stabilito leggi severissime contro l’abbandono e il maltrattamento di animali. Tenendo conto, ovviamente, che tra questi ultimi e chi è pronto ad abbandonarli, i ruoli s’invertono agevolmente.

Cristiano Ronaldo alla Juve – Dopo Maradona al Napoli, CR7 ai bianconeri di Torino è senza dubbio l’incoming di mercato più prestigioso nella storia del calcio italiano. Va riconosciuta alla società degli Agnelli l’autorevolezza e la potenza economica per una crescita esponenziale a tutti i livelli, aiutini compresi, perché diversamente sarebbe impossibile anche solo concepire operazioni di tale calibro che, a quanto pare, potrebbero avere anche altro seguito, oltre alla ricaduta mediatica, finanziaria e di merchandising. Tuttavia, pensare che Cristiano Ronaldo si sia semplicemente innamorato dei “non colorati” dopo la standing ovation alla sua rovesciata implacabile in Champions League mi sembra offensivo per l’intelligenza di tutti noi; al pari di come non può e non dev’essere stato semplicemente il mega-galattico ingaggio da 30 milioni a stagione per quattro anni a convincerlo, perché erano in tanti pronti a pagarglielo, dall’Europa alla Cina. Ecco, quindi, che la rete arriva inesorabile a mettere la pulce nell’orecchio agli internauti: “Cristiano Ronaldo –si legge- ha patteggiato due anni di reclusione e 19 milioni di euro di multa per il reato di evasione commesso in Spagna. Il calciatore ha scelto, casualmente, di trasferirsi in una squadra italiana, cioè in un Paese che nel 2016, sotto il Governo Renzi, ha introdotto nel TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi) l’articolo 24bis che consente alle persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia di optare per l’assoggettamento a imposta sostitutiva dei redditi prodotti all’estero. Per effetto dell’esercizio di questa opzione, su tutti i redditi prodotti fuori dal Paese di residenza è dovuta un imposta sostitutiva IRPEF calcolata in via forfettaria, cioè a prescindere dall’importo del reddito prodotto, nella misura di 100.000 (centomila) euro per ciascun periodo di imposta. Tradotto in termini più semplici: tu straniero, che trasferisci anche solo temporaneamente la tua residenza in Italia, pagherai per tutti i redditi prodotti fuori dall’Italia (quindi sponsorizzazioni, diritti d’immagine, pubblicità, etc.) “solo” centomila euro all’anno e l’agevolazione è valida per 15 anni. Nel 2014, sempre casualmente, la Fiat è diventata FCA con sede legale in Olanda e sede fiscale in Gran Bretagna, per cui tutto ciò che il gruppo procaccerà a Ronaldo (tranne l’ingaggio) sconterà un’imposta sostitutiva di centomila euro. E’ evidente che il campione portoghese, prima uomo che sportivo, avvicinandosi ai 34 anni e avendo già stravinto praticamente tutto ciò che un calciatore può desiderare, ha anteposto la massimizzazione dei propri profitti nell’ultima parte della sua carriera ai risultati sportivi”. Ciò detto, ricordando che anche questo genere di operazioni richiede grandi capacità manageriali, sono convinto che la Juventus non sia il Real Madrid e che, per quanto eccellente, il trentatreenne Ronaldo non avrà vita facile nel nostro campionato, ricordando con simpatia che nonostante l’eliminazione, nel doppio scontro Champions con il Napoli, il poverino non ebbe modo di toccar palla, grazie a un certo Hysaj. In ogni caso, benvenuto CR7: per quanto mi riguarda, giocarmela contro i Gobbi avrà ancora molto ma molto più gusto.

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