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Piazza degli Eroi, Pontile Aragonese, Mandra troppi abusi e illegalità ma chi paga?

Un sindaco dovrebbe far rispettare la legalità, se non è in grado di farlo, si decida

Gianni Vuoso | Ad Ischia un cittadino è autorizzato a chiamare i vigili per bloccare lavori pubblici che potrebbero essere anche abusivi. E’ autorizzato  a ritenere che siano abusivi i lavori in Piazza degli Eroi, che siano altrettanto abusivi i lavori che alcuni operai stanno eseguendo alla Mandra presso il canalone che con poche gocce d’acqua, allaga l’intera zona, e infine che siano completamente abusivi i lavori degli operai che hanno distrutto i basoli sul Pontile Aragonese ad Ischia Ponte. Parliamo di cittadini coscienti e solerti come non appaiono i vigili che non ci risulta abbiano segnalato in Comune i cosiddetti “abusi” di cui stiamo parlando. Ci riferiamo all’assenza di ogni elementare indicazione sul tipo di lavoro, sulla eventuale autorizzazione, sulla presenza di un direttore dei lavori, di un tecnico, sulla spesa prevista, sui tempi di esecuzione. Non c’è una tabella né ad Ischia Ponte né alla Mandra, dove si sta provvedendo, come affermano gli operai, alla installazione di una pompa che dovrebbe spingere l’acqua a mare ma non si sa come e con quali conseguenza, né si conosce lo scienziato che ha deciso un intervento del genere, che sta avvenendo nel generale scetticismo di pescatori e abitanti del luogo e di chi conosce il problema da decenni. Un intervento discutibile e di cui non si conosce neppure la spesa pubblica, visto che nessuno comunica niente.

In Piazza degli Eroi invece, mezza tabella c’è ma la metà sottostante è stata strappata, forse su indicazione di qualcuno perché non si conosca il progetto originario e non si conoscano eventuali variazioni che, come sostengono voci da marciapiedi, avrebbero già creato problemi seri all’amministrazione. Insomma, siamo di fronte ad un comportamento arrogante, prepotente e illegale sul quale qualcuno dovrebbe intervenire e indagare. Infatti non conosciamo leggi, decreti, articoli e norme che autorizzano l’amministrazione comunale e suoi rappresentanti (uno per tutti il sindaco) a non rispettare quelle regole che i cittadini mortali devono invece rispettare.

Fra questi comportamenti estremamente discutibili emerge con forza, quanto sta accadendo sul Pontile Aragonese. Non è possibile che un bel giorno un tipo si svegli e decida di distruggere un patrimonio prezioso come gli antichi basoli che rivestivano il muretto di cinta del pontile. A questa stregua, possiamo ipotizzare che qualcuno potrebbe, un bel giorno, comportarsi come Totò nel suo celebre film nel quale, spacciandoci per ingegnere comunale, minacciava di piazzare i vespasiani dinanzi a bar e ristoranti, pronto però a cambiare posizione, a fronte di tangente.  

Chi ha deciso di distruggere gran parte di quel patrimonio? Chi ha autorizzato il lavoro? Chi pagherà l’abuso?

Solo grazie all’intervento di Nicola Mattera, s’è fatta viva la Sovrintendenza e i lavori sono stati sospesi. Ma allora la Sovrintendenza non ne sapeva nulla? E se sapeva ha autorizzato il misfatto? Si è fatto sentire anche il neonato Comitato “Salviamo Ischia Ponte”.

Questo non basta. Occorrono nomi e cognomi ed è necessario che i responsabili paghino, in termini economici e magari, se è il caso, in termini penali. Non si può parlare di superficialità, di errore, non si può assistere ad uno scaricabarile ai danni della comunità e del territorio.

Ora basta. Nella gestione di un Comune è sufficiente la presenza di un sindaco che dovrebbe tutelare il rispetto della legalità. Se non è in grado di farlo, decida di conseguenza e non faccia altri danni.

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