primopiano

Per la morte di Micaela, chiamata in causa la compagnia di assicurazione

Paolo Mosè | Il giudice dell’udienza preliminare Marcopido ha autorizzato le parti civili a chiamare in causa il responsabile civile, ovverosia la compagnia di assicurazione che garantiva eventuali danni posti in essere da chi era alla guida dell’autovettura da essa assicurata. In questo caso c’è da “discutere” ovviamente del danno causato alla giovane che era al lato guida dell’auto guidata dall’attuale imputato Carlo De Benedictis. E nella stessa udienza di ieri la difesa, rappresentata dall’avv. Antonio De Girolamo, ha preannunciato che chiederà il rito abbreviato. Una scelta dettata dalla volontà di definire ciò che è accaduto, delineare le responsabilità dell’imputato ed in caso di condanna ottenere la riduzione della pena di un terzo. In considerazione delle aggravanti che sono state contestate dal pubblico ministero delle indagini, che nella richiesta di rinvio a giudizio ha evidenziato che il guidatore al momento del sinistro mortale era stato trovato positivo a sostanze alcoliche e stupefacenti. Una situazione molto difficile, che il legislatore ha voluto inasprire le pene in considerazione dell’elevato numero di sinistri stradali che si sono verificati negli anni a causa di automobilisti che incuranti del pericolo si sono messi a guidare le autovetture dopo aver ingerito alcolici o consumato sostanze stupefacenti. E’ una strategia che avrà una sua valenza, certamente, alla lettura del dispositivo della sentenza che verrà emessa per certo dal giudice dell’udienza preliminare.
Nel frattempo i difensori di parte civile, gli avvocati Ida De Maio e Claudia Trani, avranno tutto il tempo per notificare alla compagnia che assicurava il veicolo la chiamata in causa con la possibilità di poter essere presente all’udienza tramite un loro difensore, dovendo affrontare il danno causato. Questa stessa notifica dovrà essere fatta anche all’intestataria dell’autoveicolo, che è la madre dell’attuale imputato, e tutta una serie di adempimenti che devono essere notificati con un tempo abbastanza congruo rispetto alla nuova data fissata.

LE GRAVI ACCUSE
Tutto si poggia sulle contestazioni. La più grave certamente è l’accusa di omicidio colposo di cui deve rispondere il De Benedictis: «Perché, alla guida dell’autovettura Ford Fusion tg. DY 644 KS, per colpa consistita in negligenza, imperizia, imprudenza, nonché nell’inosservanza delle norme in materia di circolazione stradale, ed in particolare: – nella violazione degli obblighi posti dall’art. 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992 nr. 285 (in quanto l’indagato si poneva alla guida della autovettura di cui sopra in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti tipo cannabis); nella violazione degli obblighi posti dall’art 186, comma 2 lett. b) del decreto legislativo 30 aprile 1992 nr. 285 (in quanto l’indagato si poneva alla guida della predetta autovettura in stato di ebbrezza alcolica, con un tasso alcolemico con valore compreso tra 0,96 e 1,20 grammi per litro); nella violazione degli obblighi posti dall’art. 141, commi 1 – 4 del decreto legislativo 30 aprile 1992 nr. 285, che impongono di regolare – specialmente nelle ore notturne, nell’attraversamento dei centri abitati e comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici – la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato e al carico dello stesso, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e di conservare sempre il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo; nella violazione del limite di velocità ex art. 142 del decreto legislativo 30 aprile 1992 nr. 285 (essendo stato accertato che l’indagato procedeva ad una velocità di circa 80 km/h); nella violazione dell’art. 148 del decreto legislativo 30 aprile 1992 nr. 285 (avendo l’indagato effettuato un sorpasso in presenza di apposita segnaletica orizzontale – linea continua – che lo vietava; effettuando una serie di pericolosi sorpassi lungo la via Castiglione, nonostante a terra vi fosse la linea continua e presenza di dossi, e perdendo in tal modo il controllo del veicolo (che andava ad impattare violentemente prima contro un palo della luce ed una serie di alberi che costeggiavano la carreggiata lato dx, poi contro il marciapiede lato sx ed infine arrestava la sua corsa nella corsia dx originariamente percorsa) cagionava a Mykhaiela Burlaka (la quale si trovava a bordo del veicolo condotto dal De Benedictis, lato passeggero anteriore) lesioni gravissime (emorragia massiva dei vasi encefalici) che successivamente ne determinavano la morte».
In secondo luogo deve rispondere di essersi posto alla guida in stato di ebbrezza: «Perché guidava l’autoveicolo di cui al capo A) in stato di ebbrezza alcolica, con tasso alcoolemico accertato con valore compreso tra 0,96 e 1,20 grammi per litro. Con le aggravanti di aver provocato l’incidente stradale descritto al capo A) e di aver commesso il fatto tra le ore 22 e le ore 7».
C’è un ultimo capo d’imputazione, il terzo per la precisione, che riguarda questa volta per essere stato trovato positivo a sostanze psicotrope: «Perché guidava l’autovettura di cui al capo A) in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope (THC). Con le aggravanti di aver provocato l’incidente stradale descritto al capo A) e di aver commesso il fatto tra le ore 22 e le ore 7».

L’INCIDENTE MORTALE
Una brutta storia che si è consumata il 13 marzo scorso mentre il De Benedictis era alla guida di un’autovettura Ford Fusion e percorreva la via Castiglione nel comune di Casamicciola ad una velocità stabilita dal consulente intorno agli 80 chilometri orari. E si trovava in un preciso tratto di strada molto pericoloso, dove tra l’altro nel passato si sono consumati altri sinistri gravi. Secondo una prima ricostruzione, dopo aver sorpassato un altro veicolo, nel rientrare nella carreggiata per la forte velocità e per il manto stradale non perfettamente agevole avrebbe perso il controllo, finendo contro un albero arrestando la corsa e quell’impatto si sarebbe dimostrato fatale creando un contraccolpo di tale forza da espellere il corpo della giovane straniera che si trovava affianco al guidatore. Finendo per impattare il marciapiede. Un colpo tremendo che si è dimostrato, alla luce degli accertamenti autoptici, la causa determinante per il decesso. E nell’occasione il De Benedictis tentò i primi soccorsi, chiedendo aiuto. Accorgendosi da subito che la giovane era già in uno stato di estrema difficoltà a causa di una massiva emorragia soprattutto al capo, che ne ha causato il decesso. Sono stati vani i tentativi dei rianimatori di salvare la giovane. Tutto inutile. Forse, se avesse allacciato la cintura di sicurezza, a quest’ora tutto sarebbe cambiato. Come tutto sarebbe cambiato se il De Benedictis non avesse pigiato oltre il consentito l’acceleratore o se avesse evitato di porsi alla guida in stato di ebbrezza o per aver consumato sostanze proibite. Una situazione che ha provocato dolore per i familiari della vittima e certamente preoccupazione anche dei genitori dell’imputato, per come si sono svolti i fatti. Anche perché un anno prima lo stesso De Benedictis era stato fermato da una pattuglia e trovato positivo all’alcoltest con il ritiro della patente come prescrive la legge. E una volta riacquistata dopo un percorso che la stessa legge disciplina, si è ritrovato nella medesima situazione, ma con danni provocati molto più gravi.
L’udienza preliminare è prevista per febbraio prossimo. Un termine abbastanza ampio proprio in relazione a ciò che prescrive la legge allorquando si chiama in causa il responsabile civile, che ha tutto il diritto di informarsi e di stabilire una difesa durante l’udienza preliminare, a fronte anche della volontà della difesa dell’imputato di valutare la situazione nel chiuso della camera di consiglio e per ottenere la riduzione di un terzo della pena in caso di dichiarazione di penale responsabilità. Una scelta che molto probabilmente è dettata da una strategia che tende quantomeno a smontare, se non del tutto ma comunque parzialmente, le responsabilità che gli vengono contestate dal magistrato inquirente che ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio. Come si ricorderà, il De Benedictis venne tratto in arresto in flagranza di reato e il gip della convalida dispose l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte al giorno per tutti i giorni della settimana. Con il ricorso al tribunale del riesame venne ridotto l’obbligo di presentarsi, una sola volta al giorno per tre giorni alla settimana. Escludendo anche i fine settimana.

Tags

Add Comment

Click here to post a comment