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Ordinanza numero 50, Enzo SPEGNE la musica

Il cuore dell’ordinanza 50, infatti, è questo: “per i pubblici esercizi di nuova apertura il divieto di svolgere trattenimento pubblico, di cui all'art. 69 del T.U.L.P.S., in locali che sfruttano dehors o altre strutture amovibili concesse su suolo pubblico, ancorchè insonorizzate, per cui eventuali SCIA di trattenimento pubblico musicale e danzante presentate dalla data di pubblicazione della presente ordinanza saranno rigettate

Gateano Di Meglio | I Pooh cantavano “chi fermerà la musica”. Enzo Ferrandino, il sindaco di Ischia, invece con l’ordinanza numero 50, ha scritto “chi spegnerà la musica”.
Un’ordinanza di quelle che non leggeremo su Repubblica, tra cuoricini e mi piace, ma che, invece, significherà la morte per molte aziende sul comune di Ischia. Dopo i panni stesi, dopo il divieto del limoncello e dopo tutte le “scemenze” che questa amministrazione (e non solo) ha collezionato in questi lunghi anni di sciagura politica per il Comune di Ischia, ora arriva l’ordinanza che spegne la musica.
Un’ordinanza che rappresenta un danno per l’economia. Perché? Perché quest’amministrazione non riesce a mettere in campo nessuna azione di controllo seria sul territorio. Un’ordinanza che blocca ogni altra, possibili attività turistica. Ogni altra possibile azione che vada incontro all’impresa e allo sviluppo economico. Sempre di più destinati a morire. Sempre di più destinati a restare fermi.
Dal 23 aprile, infatti, non sarà più possibile, pensare di poter attrarre maggiori ospiti, offrire servizi di intrattenimento migliore. Niente più.
Il cuore dell’ordinanza 50, infatti, è questo: “per i pubblici esercizi di nuova apertura il divieto di svolgere trattenimento pubblico, di cui all’art. 69 del T.U.L.P.S., in locali che sfruttano dehors o altre strutture amovibili concesse su suolo pubblico, ancorchè insonorizzate, per cui eventuali SCIA di trattenimento pubblico musicale e danzante presentate dalla data di pubblicazione della presente ordinanza saranno rigettate»
L’omicidio delle nuove imprese è servito. Se una azienda ha investo nel comune di Ischia e non ha fatto in tempo a presentare la SCIA, dovrà restare muta. Dalla Dolce Sosta in poi, invece, chi ci è riuscito potrà “suonare”. E il comune di Ischia diventa un posto ancora più triste.
Un’ordinanza contro la Riva Destra? Possibile ma non solo. In realtà, l’ordinanza numero 50 è contro lo sviluppo e il progresso. E’ contro la libera impresa e contro la visione di un paese che si rinnova e che innova.
Le motivazioni, che tra poco leggeremo, sono il giusto corollario a questa decisione da “mortorio” e, per di più, un mix di motivazioni senza logica.
Non si comprende, infatti, che legame ci sia tra gli “atti di vandalismo all’uscita ed in prossimità di locali frequentati da giovani avventori con danneggiamenti di arredi urbani, con conseguenti riflessi negativi sull’immagine turistica dell’isola e grave disturbo alla quiete pubblica dei residenti e dei turisti ospiti” e la possibilità di presentare una SCIA per regalare un po’ di musica ai clienti in esercizio commerciale?
Motivazioni ad personam, ricattucci tra le righe e una totale assenza di visione del paese: è questa l’ordinanza numero 50 che trasforma il comune di Ischia in un vero e proprio “cimitero”.
Si blocca la crescita del paese e la possibilità di sviluppo perché, è evidente, non si riesce a trovare soluzioni efficaci a problemi, che volendo, possono essere reali.
L’ordinanza, alla fine, oltre a reiterare il rispetto di altre ordinanze che, di fatto, vanno fatte rispettare a prescindere, non fa altro che negare la possibilità di sviluppare impresa e di crescere. Un atto, volendo discriminatorio, che tarpa le ali al mondo imprenditoriale ischitano. Nessuna impresa, che non abbia già avuto le sue autorizzazioni potrà pensare di svilupparsi nel comune di Ischia. Neanche a Campagnano, neanche a mezzogiorno e non solo di sera. Neanche di pomeriggio e neanche nel posto più “sperduto” del comune. Nulla, Enzo ha spento la musica e basta.

L’ORDINANZA
Il sindaco, viste l’ordinanza n.350 del 25.06.1998, l’ordinanza n. 51 del 02.08.2002, l’ordinanza n.125 dell’11.06.2010, l’ordinanza n.160 del 14.07.10 nonché l’ordinanza n.161 del 14.07.10; preso atto delle numerose segnalazioni relative agli inconvenienti derivanti dall’inquinamento acustico ed al disturbo della quiete e del riposo delle persone, provenienti, in particolare, dagli intrattenimenti musicali e/o danzanti svolti dai pubblici esercizi siti nel comune di Ischia, che si accentuano maggiormente durante la stagione estiva; considerato che occorre favorire la contemperanza tra interessi divergenti creando un accordo tra portatori di interessi talvolta confliggenti e garantendo sia la tutela dei diritti alla vivibilità e al riposo che l’esercizio dell’attività economica e Io svago notturno; ritenuto che nel Comune di Ischia si è verificato un incremento delle attività di intrattenimento musicale e danzante; che l’aumento del numero di pubblici esercizi svolgenti l’attività di intrattenimento musicale e danzante e il prolungamento di tali attività nelle ore notturne sia all’esterno che all’ interno di tali esercizi, incide negativamente sulle condizioni di vivibilità, determinando sovente fenomeni di disturbo della quiete pubblica, intralcio alla viabilità e danneggiamenti; che in particolare, come riportato dalle forze preposte al controllo, si sono verificati e tuttora si verificano atti di vandalismo all’uscita ed in prossimità di locali frequentati da giovani avventori con danneggiamenti di arredi urbani, con conseguenti riflessi negativi sull’immagine turistica dell’isola e grave disturbo alla quiete pubblica dei residenti e dei turisti ospiti; dato atto che si è ravvisata la necessità di adottare un’ordinanza contingibile e urgente al fine di prevenire e comunque regolamentare l’inquinamento acustico, intervenendo, nello specifico, unicamente per le attività musicali e danzanti al fine di tutelare l’integrità psicofisica della popolazione e, quindi, la tutela della salute pubblica contemperando le esigenze dei residenti nelle zone interessate e dell’imprenditoria di settore, in riferimento al diritto al riposo e al diritto allo svago quali interessi in alcuni casi contrapposti ed entrambi meritevoli di tutela;
per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale”;
ORDINA
per i pubblici esercizi di nuova apertura il divieto di svolgere trattenimento pubblico, di cui all’art. 69 del T.U.L.P.S., in locali che sfruttano dehors o altre strutture amovibili concesse su suolo pubblico, ancorchè insonorizzate, per cui eventuali SCIA di trattenimento pubblico musicale e danzante presentate dalla data di pubblicazione della presente ordinanza saranno rigettate;
per i pubblici esercizi già in essere. che sfruttano dehors o altre strutture amovibili concesse sul suolo pubblico, ancorchè insonorizzate, di adeguarsi agli orari di cessazione dell’attività musicale e danzante stabiliti dalle ordinanze n.160 del 14.07.2010 e n.161 del 14.07.2010.
Le violazioni al presente provvedimento saranno punite con le modalità previste dal vigente “Regolamento comunale delle sanzioni amministrative per le violazioni ai regolamenti e alle ordinanze sindacali”.
Se le violazioni degli obblighi e dei divieti previsti nella seguente ordinanza sono reiterate e determinano grave pericolo per la sicurezza urbana o per l’igiene pubblica ovvero causano notevoli alterazioni della circolazione stradale. può essere disposta, con provvedimento sindacale, l’immediata sospensione dell’attività per un periodo da 10 a 20 giorni.
Se la violazione si verifica per attività che si svolgono su suoli o spazi pubblici dati in concessione, la concessione può essere revocata.
Le ordinanze n. 350 del 25.06.1998, n.51 del 02.08.2002, n.125 del 11.06.2010. n.160 del 14.07.10 n.161 del 14.07 restano in vigore nella parte non contrastante con la vigente ordinanza.

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4 Comments

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  • Questa isola e destinata a fallire. E brutto dirlo ma tanti la pensano così.
    Zorro vattene a vivere dove vuoi tu ma non rimanere sull’isola. Grazie

  • Questa è la prima cosa buona di questa amministrazione, il bordello continuo non è il massimo della vita