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Non chiamatelo lago della Siena: tutta la verità di Santaroni

Gianni Vuoso | La foto che abbiamo scattato ieri, al costruendo parcheggio della Siena, mostra che ormai Ischia Ponte ha un vero e proprio Lago della Siena, con tanto di uccelli in superficie, e dove manca solo qualche pescatore che dal muro di cinta lanci la sua canna per tentare di pescare piccole prede. Uno spettacolo che richiama la curiosità di tanti passanti, ovviamente ma che fa anche crescere l’esasperazione di chi si aspetta la fine dell’opera da un giorno all’altro.
Qualcuno cerca di muoversi per saperne di più.
I commercianti incontrano il sindaco che però, non riesce a dare che notizie frammentarie, imprecise che destano sospetti e irritano ulteriormente; una petizione con centinaia di firme è pronta per essere inviata allo stesso Sindaco, con la richiesta di notizie concrete; commentatori vari danno la colpa del fallimento economico di Ischia Ponte (dove sono decine le attività economiche chiuse e dove il lavoro diventa sempre più incerto) all’opera incompiuta della Siena che da cinque anni ormai, appare come la cosiddetta “frauca di San Pietro”, di cui tutti conoscono l’inizio ma nessuno riesce a prevederne l’ultimazione; c’è chi sta ipotizzando una manifestazione pubblica con un sit-in sulla strada, proprio dinanzi al parcheggio; non mancano le iniziative giudiziarie per sollecitare la magistratura a chiarire la causa delle lesioni in alcuni appartamenti del Palazzo Scalfati, forse collegate proprio agli scavi; e ancora, le perplessità del geologo Antonino Italiano per un’opera che ha alterato profondamente i luoghi danneggiandoli irrimediabilmente.
Noi per saperne di più, abbiamo sentito, come abbiamo già fatto negli anni scorsi, il diretto interessato, l’avv. Mario Santaroni.
“Innanzitutto va ricordato che stiamo parlando di un’impresa estremamente difficile. Detto questo, devo anche precisare che mentre tanti si lamentano e vanno a cercare altrove, le cause dei propri mali, qua, chi paga per gli imprevisti, le difficoltà, i tempi che si prolungano, il lavoro che si aggiunge a quello programmato, sono solo io.”
Certo, ma capisce che la mancata ultimazione di un’opera come quella di cui stiamo parlando, sta arrecando dei danni anche alla comunità, in particolare a quella di Ischia Ponte. O no?
“Guardi, glielo ripeto, il primo danneggiato sono io…Qui ognuno osserva, commenta, sentenzia ma sono io che sto realizzando un’opera che ad Ischia non è stata mai realizzata e che ha i suoi rischi, i suoi tempi e soprattutto, i suoi imprevisti che, ovviamente hanno dei costi”.
Stamattina, l’immagine che abbiamo ripreso è quella di un Lago della Siena altro che parcheggio. Ci può spiegare gentilmente cosa sta succedendo e soprattutto, quando vedremo l’opera finalmente realizzata?
“Volentieri. L’acqua che vede è acqua di mare che abbiamo immesso per sanare una situazione venutasi a creare d’improvviso. In pratica, durante l’esecuzione dei lavori abbiamo riscontrato un buco sul tappo di fondo che ha provocato il distacco di due colonne di cemento. Si può notare che le macchine sono state spostate sulla parte superiore. Ora bisogna passare alla riparazione, ma nel contempo, un altro imprevisto riguarda la macchina usata per le perforazione che ha subito la rottura di un pezzo…”
Onestamente, in merito ai lavori che stanno richiedendo tempi molto più lunghi di quelli programmati, non possiamo negare che, come succede in ogni situazione, privata o pubblica, si immaginano tempi, spese e impegni di una certa entità ma durante il cammino, le sorprese non mancano mai. Gli esempi sono tanti: le stazioni della metropolitana a Napoli non vengono ultimate per la scoperta di reperti storici non previsti, ad Ischia il depuratore non è stato realizzato anche per il ritrovamento di reperti che hanno bloccato i lavori e potremmo continuare con altri esempi che non servono certo, a giustificare la società “Miramare”, ma a capire che quando ci si imbarca per un’impresa davvero difficile, come quella di cui stiamo parlando, non è possibile prevedere tutti gli eventuali ostacoli. Compresi questi meccanismi, una domanda resta comunque legittima: quindi ci aspettano tempi lunghi per vedere conclusa l’opera?
“No no- assicura l’avvocato- fra lunedì e mercoledì, sarà ultimato il lavoro con iniezioni di cemento e a fine settimana sapremo e potremmo risentirci con piacere, per una ulteriore verifica dell’avanzamento dei lavori. Si tratta di nove iniezioni di cemento che in due-tre giorni vanno realizzate attorno alle colonne, poi si provvederà a togliere l’acqua che, lo ripeto, noi abbiamo fatto affluire, infatti attualmente siamo al livello del mare., poi si provvederà a completare il pavimento. Un’operazione non diversa da quella realizzata per tirare su l’auditorium che però scende su due piani e non su tre come il parcheggio”.
E per vedere ultimato il tutto?
“Entro la prossima estate potremmo farcela. Vorrei ricordare che questo non è il parcheggio del Jolly dove non c’è acqua, qui la situazione è molto più complessa. Si tenga conto che, sistemate queste ultime situazioni impreviste, tolta l’acqua che ognuno avrà visto fino a ieri, il proseguimento non dovrebbe essere difficile perché il parcheggio è un prefabbricato che va solo calato nello spazio definito. Tutto qui”.
Salvo altri imprevisti, ovviamente.

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3 Comments

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  • cara ischia… brutta fine stai facendo… invece di diminuire le auto,di cui sei satura in modo indecente, costruiscono parcheggi…e ne fossero pure capaci!!!

  • Basta studiare cosa si e fatto a ground zero per tenere fuori il fiume Hudson. Li si e fatto un vascone di un metro di largezza tutto intorno e poi si e costruito dentro. Qua non ho ben capito cosa si e fatto per tenere fuori il mare mediteraneo ma se ci riescano I miei piu sinceri complimenti.

  • Gentile tecnico, non ci voleva il mago di Arcella per prevedere solo problemi nello scavare a 10 metri dal mare . Ad Ischia zona geologicamente difficile , si scava a rischio anche a centinaia di metri dal mare ma a due passi da una spiaggia ? Errare si può, ma insistere …. Credo che ad un certo punto invece di insistere in un opera assolutamente complicata , si poteva fare due passi indietro e farne un semplice parcheggio ad un solo piano . Quando sarà finito , se sara’ mai finito io non scommetterei nemmeno un centesimo sulla tenuta delle infiltrazioni . Ma io non sono un tecnico mi si dirà , e sarei felicissimo di sbagliare .