primopiano

No Elettrosmog a Lacco Ameno: Pascale ha dato una prova veramente pessima

Ancora la polemica sull’antenna. Le accuse del portavoce Antonio Trani

Lo sospettavamo e facevamo bene a farlo: il ripetitore di Via Provinciale Fango a Lacco Ameno è illegittimo. Non poteva e non doveva essere installato. Lo afferma lo stesso legale chiamato dal Comune ad esprimersi sulla regolarità dell’operazione. L’avv. Molinaro – sia ben chiaro – ha redatto un parere che riguarda esclusivamente il profilo urbanistico – edilizio, paesaggistico e sismico della vicenda. Egli lascia da parte le problematiche relative all’impatto sulla salute umana delle emissioni elettromagnetiche dell’antenna. Ma ai fini pratici cambia poco: quell’antenna non può e non deve stare dov’è.
La CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) presentata al Comune non meritava accoglimento. Dalla sua lettura emergono macroscopici profili di illegittimità. La più evidente di tutte, la pretesa esenzione dall’ottenimento della autorizzazione paesaggistica in base all’art. 2 del d.P.R. 31/2017: una norma confezionata “ad hoc” per “manifestazioni, spettacoli, eventi o esposizioni e vendita merci (…)”. Ebbene, il “periodo estivo”, indicato nell’istanza come motivo della richiesta installazione, non è un evento, né una manifestazione né nessun’altra cosa, indicata nella norma, che potesse esimere la Tim, dal munirsi preventivamente dell’autorizzazione paesaggistica. La medesima autorizzazione – tanto per capirci – per la quale tanti ischitani vanno a finire sotto processo davanti al Giudice Panela, per opere edilizie, anche molto piccole, che modificano l’ “aspetto dei luoghi”.
Il Comune doveva, quindi, nei venti giorni successivi alla sua presentazione, comunicare all’autore della CILA i motivi che impedivano il montaggio dell’antenna. Motivi, alcuni dei quali – a quanto sembra – erano abbastanza evidenti. Non lo ha fatto e per tale motivo l’antenna è stata montata. Ebbene, che una tale fortunosa “disattenzione” ci sia stata proprio in relazione ad una pratica della madre di un alto funzionario comunale – rendendo in tal modo, di fatto, possibile una cosa che possibile non era – fa in modo che il tutto sia abbastanza increscioso. Come del resto avevamo sin dall’inizio presagito. L’antenna quindi è illegittima ed ogni giorno che essa resta in sito è un giorno di troppo. Il deposito di un parere legale di tale contenuto ha avuto l’effetto di cambiare completamente i piani di reazione e protesta del Comitato spontaneo di cittadini, formatosi per chiedere la rimozione dell’antenna del Fango.
La riunione, tenutasi ieri 9 agosto in una delle abitazioni vicine al ripetitore – cui ho partecipato – ha visto la presenza di un nutrito drappello di lacchesi. Confesso, molti di più di quelli che mi aspettavo. Il Comitato, che potremmo chiamare “No Elettrosmog a Lacco Ameno”, solo ed esclusivamente in considerazione dell’avvenuto riconoscimento della illegittimità dell’impianto radiante, ha sospeso temporaneamente la manifestazione che era in programma e già organizzata per quello stesso giorno, come pure tutte le altre iniziative di protesta e di denunzia già organizzate e pronte per essere poste in essere.
Detto Comitato resta in stato di agitazione permanente in attesa della prossima e – si ritiene – obbligata rimozione della illegale antenna, riservandosi di agire nel caso in cui il Comune non adotti i provvedimenti consequenziali e dovuti. Il Comitato ha deciso di chiedere, inoltre, all’Amministrazione di essere consultato preventivamente quando sarà approvato un regolamento per l’installazione sul territorio comunale dei ripetitori per la telefonia mobile, rivendicando il proprio diritto a partecipare alla formazione di tale provvedimento, che deve essere condiviso con la popolazione e non può essere lasciato, senza alcun controllo, nelle mani di questa Amministrazione, che, purtroppo, nel caso di specie, ha dato innegabilmente una prova veramente pessima di sé.

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