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Nitrodi evade la tassa sui rifiuti, scatta l’indagine dei carabinieri!

Gaetano Di Meglio | La “bomba” era scoppiata a marzo scorso, come puntualmente denunciato da “Il Dispari”. Lo stabilimento termale di Nitrodi non paga la tassa sui rifiuti e questa evasione va avanti almeno da tre anni. A far scoppiare il caso era stata una interrogazione dell’opposizione, alla quale il responsabile dei Tributi Luigi Mattera aveva “candidamente” risposto che agli atti dell’Ente non risultava nulla… E ora è scattata l’indagine da parte dei carabinieri della Compagnia di Ischia, che poi ne trasmetteranno le risultanze alla procura della Repubblica.
L’Arma ha richiesto al Comune di Barano tutta una serie di atti per vederci chiaro su questa incredibile vicenda che certamente ha causato un danno erariale, in quanto un’attività produttiva che opera sul territorio non versa un centesimo nelle casse dell’Ente relativamente allo smaltimento dei rifiuti. Una tassa che i cittadini e le attività economiche devono regolarmente pagare. Agli uffici comunali l’Arma chiede dunque tutti i dati relativi al ruolo Tarsu, ad iniziare dalla denuncia di iscrizione dei locali per aree tassabili dalla data in cui lo stabilimento è gestito da privati. Ma anche il regolamento comunale della Tarsu e le eventuali iniziative per il recupero delle somme evase avviate dal Comune. E l’indagine vuole andare ancora più a fondo, “scavando” nella procedura di affidamento dello stabilimento.
Una “grana” non di poco conto per amministratori e funzionari comunali del passato e del presente che finora erano rimasti passivi. Non sapevano o facevano finta di non sapere… Ma come è possibile che un’attività produttiva non paghi una tassa per tanti anni senza che gli uffici preposti si attivino? Invece a far venire a galla lo scandalo erano stati i consiglieri di minoranza del gruppo “Progetto Comune” Clotilde Di Meglio, Maria Grazia Di Scala, Aniello Di Meglio e Mario Di Meglio. Nell’interrogazione chiedevano «di conoscere a quanto ammonta la tassazione per i rifiuti solidi urbani dello stabilimento di Nitrodi, con analitica indicazione della superficie tassata e dell’importo richiesto per ogni metro quadrato». E ancora «di conoscere se le relative somme siano state regolarmente versate all’ente, e in che misura, anno per anno».
Ebbene, a questa interrogazione arrivava l’incredibile risposta di Mattera, che papale papale scriveva che «da una consultazione delle partite iscritte a ruolo e dei fascicoli presenti in archivio non risulta agli atti alcuna denuncia di iscrizione dei locali per aree tassabili ai fini della tassa smaltimento rifiuti relativamente allo stabilimento di Nitrodi».
Una evasione che parte dal 2015, eppure Mattera assicurava (a marzo scorso) che si sarebbe attivato al più presto per il recupero di quanto dovuto: «Si precisa, altresì, che l’Ufficio Tributi, di cui lo scrivente è Responsabile, è in termini per contestare l’omessa denuncia, che sarebbe dovuta essere presentata entro il 20 gennaio 2015, sino al 31 dicembre 2020, ma che si attiverà al più presto per recuperare le somme dovute e non versate compatibilmente con il carico di lavoro essendo le S.V. a conoscenza che il Settore IV – Tributario (Tributi e SUAP) è composto solo dallo scrivente e dalla sig.ra Francesca Di Meglio, in qualità di Responsabile del Procedimento sulle pratiche relative al commercio».
Ma se non ci fosse stata quella interrogazione della minoranza lo stabilimento di Nitrodi avrebbe continuato tranquillamente ad evadere la tassa sui rifiuti, “coperto” opportunamente dall’inerzia di amministratori e funzionari? Bene, adesso ci penseranno i carabinieri ad accertare come sono andate effettivamente le cose: come è stata possibile questa evasione, se da marzo ad ora è stata attivata una procedura di recupero, come è avvenuto l’affidamento a privati. E per i responsabili si profilano guai grossi.

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