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Nei segreti di Sisina, la sarta della Storia

Verso Sant'Alessandro

Il piccolo e storico borgo di Sant’Alessandro in questi giorni brulica di persone che, indaffarate, fanno la spola tra questo e quel palazzo, tutti intenti a svolgere il loro compito assegnato. La data del 26 agosto si avvicina a grandi passi e, chi più e chi meno, è impegnato nella realizzazione di indispensabili pezzi di un mosaico che diventerà, poi, la Festa di Sant’Alessandro.

In un caldo pomeriggio, abbiamo incontrato una delle persone che può essere ben definita l’anima della Festa stessa come la conosciamo noi. Una signora dai modi gentili, serena e sorridente che ci ha accolti in casa sua felice di condividere con noi i suoi più cari ricordi.

Guidati da Stefania Napoleone ci siamo districati tra i vicoletti del borgo e, dopo aver salito una rampa di scale, siamo stati accolti da lei, la signora Sisina, la storica ed amata sarta di Sant’Alessandro.

Entrare in casa sua è stato come varcare la soglia di un passaggio temporale, siamo stati catapultati in un altro ambiente fatto di spilli, vestiti, stoffe, perline e grucce; ci siamo accomodati nel salottino e a farci compagnia vi erano, oltre che i nipoti di Sisina, anche tre bellissimi abiti appesi e un abito su sistemato su un manichino posto di fianco alla finestra.

la signora Sisina
la signora Sisina

Emozionata e felice la signora Sisina inizia il suo racconto. “Devo dire che è iniziato tutto un po’ per gioco – afferma – eravamo un gruppo di circa sei persone e abbiamo deciso di creare un qualcosa per festeggiare il restauro della chiesa di Sant’Alessandro qui al borgo. Per festeggiare avevamo pensato di ricreare alcuni vestiti tradizionali ischitani utilizzando antichi lenzuoli ed asciugamani, oltre che altri materiali che avevamo in casa. Era il 1981 quando per al prima volta facemmo una piccola sfilata qui al borgo, con gli uomini vestiti da contadini e i bambini da angioletti.”

Sisina ad un tratto si interrompe, si alza e va a prendere, in un grande cassetto, alcune foto e album pieni di immagini delle prime edizioni della festa.

“Ecco, questi erano davvero i primi abiti realizzati – ci mostra con orgoglio – semplici ma allo stesso tempo complessi da realizzare.”

A questo punto, dobbiamo sottolineare una cosa: Sisina è la sarta ufficiale dell’evento e la quasi totalità dei vestiti che vediamo sfilare ogni anno sono stati realizzati da lei. “Ma non ho mai lavorato da sola, ho sempre avuto una squadra con me che mi aiutava, anche se le prime edizioni sono state stancanti, realizzavo anche tre vestiti al giorno. Sarò sempre molto riconoscente a chi mi aiutava e mi aiuta tutt’ora nella realizzazione e nella manutenzione dei vestiti di anno in anno.”

Le prime edizioni della Festa vedevano la partecipazione solo di persone del Borgo e il corteo non usciva mai dalle stradine interne di Sant’Alessandro.

“Ma poi i figuranti crebbero come numero e iniziammo ad inserire nuove figure – continua – oltre ai vestiti isolani, vi erano i giovani che realizzavano lo spettacolo della tarantella, ma con l’aumento della richiesta di partecipazione iniziammo una vera e propria ricerca storica.”

Ogni vestito realizzato, infatti, è stato ricavato da dipinti o stampe che raffigurano personaggi storici legati ad Ischia di varie epoche.

“Inserimmo i greci, che sono tra i miei abiti preferiti, perché sembrano semplici, ma in realtà non lo sono affatto – aggiunge Sisina – poi i romani. Iniziammo poi l’epoca del velluto, con la realizzazione di abiti del 600 e del 700. Sono davvero tanti e tutti bellissimi.”

La festa nata per celebrare il restauro della chiesina di Sant’Alessandro aveva assunto in pochissimo tempo i contorni di una grande festa tradizionale, con spettacoli realizzati dopo la sfilata in cui si offrivano prodotti tipici agli ospiti e buona musica.

“Ricordo alcune edizioni della festa molto grandi, con ospiti illustri come Roberto Murolo e Angela Luce, feste in cui partecipavano davvero tante persone e si stava tutti bene insieme.”

Con il corteo che cresceva sempre più e il grandissimo lavoro che vi è dietro la realizzazione dell’evento clou del 26 agosto, si è preferito focalizzare l’attenzione principalmente sulla sfilata.

“Poi sono arrivati anche i gemellaggi – continua – e ci siamo confrontati con altre realtà e con altri costumi, ma i miei sono sempre più belli” aggiunge ridendo Sisina che è molto orgogliosa del suo lavoro.

“Ogni anno, quando guardo il corteo, vivo sempre una forte emozione, come fosse la prima volta che vedo gli abiti – ci confida – infatti non ne ho uno preferito: sono tutti meravigliosi.”

L’abilità di Sisina nel cucire abiti con varie stoffe e vari modelli è sotto gli occhi di tutti, e ciò la rende davvero speciale. “Ricordo i primi abiti che realizzavo erano davvero molto difficili e non avendo una macchina per cucire adeguata, all’interno vi erano sempre i fili e stoffe che poi dovevano essere tagliati – aggiunge – ma è il decoro degli abiti che prendeva molto tempo e impiegava molte persone. Ad esempio per l’abito matrimoniale di Vittoria Colonna furono cucite su tutto il vestito ben 5000 perline. Un lavoro enorme, possibile solo con una squadra che collabora con passione.”

Alcuni abiti sono conservati da Sisina stessa, altri in un ambiente dedicato. “Sì, alcuni li ho io qui a casa, quelli che alcune persone si sono fatti realizzare, seguendo sempre le nostre indicazioni, li custodiscono direttamente loro. Poi c’è anche un gruppo di Forio che indossa abiti tradizionali foriani, che abbiamo realizzato e donato loro e che ogni anno rinnovano questo gemellaggio isolano.”

Sono tante le storie che Sisina ci racconta, tantissime le fotografie che ci mostra orgogliosa raccontandoci degli abiti e di chi li indossa. Una vita trascorsa tra stoffe, aghi e fili, una vita all’insegna di questa grande passione. “Man mano che andavamo avanti nelle ricerche storiche per la realizzazione di nuovi abiti – ci racconta – mi incuriosivo ed appassionavo sempre più alle mode delle epoche e ai loro tessuti. Per non parlare poi degli accessori, dai cappelli alle scarpe, ho sempre realizzato tutto.”

Ed infatti, chi vuole partecipare alla sfilata si reca dal dott. Franco Napoleone e va alla “prova vestito”. In un grande stanzone pieno di abiti ed accessori il dott. Napoleone consiglia cosa indossare e aiuta nella prova: sono vestiti meravigliosi da indossare piano, con consapevolezza. Prima il sostegno per la gonna, poi una sottoveste e poi il vestito in sé; chiudere i lacci; abbinare le spille e le collane; trovare le scarpe adeguate e il cappello. Chi trova, poi, il vestito ideale, riceve anche una bolla di accompagnamento con tutti gli elementi elencati, che dovranno essere riconsegnati poco dopo la sfilata.

“E’ un lavoro lungo, ma porta con sé tanta gioia” conclude Sisina.

E a guardarla sorridere mentre racconta di come ha realizzato un abito o mentre osserva rapita una foto di una coppia di greci che sfilano, ne comprendiamo davvero il significato: Sisina è davvero una eccellenza isolana, una donna forte con una splendida famiglia ed una passione sconfinata per l’isola e la sua storia.

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