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Monterone, sfuma l’ipotesi vecchio municipio

I piccoletti dell’asilo di Monterone devono attendere per il loro rientro a scuola. La paventata soluzione dell’utilizzo dei locali del vecchio municipio è sfumata. Oltre alla concomitanza con l’inizio dei lavori per il ripristino del cespite di Piazza Municipio, anche una serie di caratteristiche fisiche dell’immobile non si sono prestate ad ospitare i piccoli delle sezioni dell’infanzia.

Le scale di accesso, l’unico bagno, la mancanza di grate alle finestre ha fatto desistere dirigenza scolastica e amministrazione nel perseguire il disegno annunciato ieri, a margine della cerimonia di accoglienza.

Stando ai rumors che arrivano dall’ex Green Flash sarebbe già pronta la manifestazione d’interesse per fittare nuovi locali maggiormente idonei allo scopo. Sono state,infatti, due, sempre stando ai rumors e ai “detto e non detto”, gli immobili presi in considerazione dai tecnici del comune guidato dal sindaco Francesco Del Deo e, pare, ed il beneficio del dubbio c’è tutto, che uno dei due possa, già in tempi strettissimi, ospitare i giovani alunni per l’intero anno scolastico. Lo ricordiamo, nel Decreto Emergenze, quello che gestisce il dopo terremoto e di cui Forio è diretto beneficiario, nonostante i danni “marginali” ricevuti dal sisma del 21 agosto, sono previsti per i comuni del cratere ben 250mila euro annui per il fitto, appunto, di locali ad uso scolastico.

C’è, però, da compiere un leggero passo indietro. Come si arriva a questo stato di pura e drammatica emergenza per tantissime famiglie foriane? Si arriva dopo un fin troppo lungo periodo di mancata manutenzione agli immobili. Sì, perché l’ormai ex asilo di Monterone versa in uno stato precario, venuto a galla dopo che un operaio incaricato dal comune ha effettuato un primo inizio di lavori di manutenzione in una aula, proprio per eliminare dei segni di usura del tempo e mettere il tutto in sicurezza prima dell’apertura dell’anno scolastico. Di lì l’amara sorpresa con la necessità di intervenire in modo strutturale sull’immobile stesso.

Un immobile, va detto, di proprietà della chiesa. E che, come proprietario dovrebbe provvedere a realizzare gli interventi di manutenzione oltre ad incassare il fitto! Eggià, sembra che la parrocchia locale, abbia preteso non solo il fitto ma anche l’intervento “edile” alla stuttura. Intelligenti pauca…

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