Società

Michele Riccio e Giuseppe Monti, protagonisti di “Una vita dedicata al Mare

Elena Mazzella | Volti dallo sguardo immenso, che al pari di libri aperti, narrano senza veli la loro vita dedicata al mare. Sono i volti del Capitano Michele Riccio e del Direttore Giuseppe Monti che hanno ricevuto, in occasione della Giornata del Mare, la targa per “Una vita dedicata al mare” presso il tempio che del mare ne custodisce gli elementi, il Museo Etnografico del Mare. Solenne la cerimonia che ha visto i protagonisti ricevere orgogliosi il meritatissimo riconoscimento alla presenza del Comandante Vascello Andrea Meloni, Capitano dell’Ufficio Circondariale Marittimo e del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale. Ed è proprio il Comandante della Capitaneria di Porto a prendere per primo la parola e, prima di consegnare il riconoscimento al Capitano Michele Riccio, esprime gratitudine e soddisfazione per la grande partecipazione alla Giornata del Mare: “Ringrazio il Museo del Mare per l’ospitalità e il supporto in questa Giornata del Mare che ha visto la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le scolaresche dell’isola. Il Museo è una importante risorsa per l’isola perché ne custodisce l’antica tradizione marinaresca ischitana. E’ con piacere che consegno al capitano Michele Riccio, che ho avuto il piacere di conoscere, anche se da poco tempo, instaurando da subito un bellissimo rapporto anche collegato alle mie origini Viterbesi. Il capitano Riccio, insieme al direttore Giuseppe Monti, rappresentano un esempio e uno stimolo per le nuove generazioni dalle quali poter imparare molto, me incluso, e mi congratulo con entrambi per i meritati riconoscimenti”. Michele Riccio è stato Capitano di lungo corso sulle grandi rotte marittime internazionali. Diplomatosi all’Istituto Nautico di Procida, è uno dei pochi a essere entrato a far parte della SPAN, la compagnia marittima divenuta poi Caremar, direttamente come Comandante. Nel 1985 divenne anche Dirigente dell’Ufficio Marittimo, responsabile della movimentazione di tutto il personale navigante della Compagnia. Il Comandante Riccio alla lunga e proficua esperienza marittima ha sempre unito l’impegno politico, fedele agli ideali della destra sociale, quello che un tempo era il MSI (Movimento Sociale Italiano).

In questa particolare giornata, con molta fierezza ed orgoglio non senza un pizzico di commozione, il capitano Riccio riceve la targa, riconoscimento che completa la lunga carriera in mare e per il mare,  messa a disposizione dai laboratori orafi di Lanfreschi che riproduce il logo a due vele spiegate del Museo del Mare, e con semplici ma dirette parole esprime la sua gioia lanciando un appello ai giovani: “Grazie a tutti, un saluto ed un augurio a tutti gli studenti dell’Istituto Nautico, perché da loro deve essere rappresentata la marineria isolana in tutto il mondo. Ringrazio le istituzioni presenti e il Comandante Meloni, auguri a tutti”.

La parola passa poi al sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, che esprime vicinanza concreta verso queste iniziative che valorizzano il territorio:

“Sono abbastanza commosso di essere qui, al Museo del Mare, per consegnare l’importante riconoscimento al Direttore Monti, perché in quanto figlio di pescatore, ho vissuto il mare in maniera particolare, attraverso il lavoro di mio padre, che purtroppo a mare morì. E’ doveroso da parte mia ringraziare tutte le dirigenti scolastiche dell’isola che in questa giornata si sono attivate in maniera eccellente per diffondere la cultura del mare. Un plauso particolare per la sensibilità istituzionale dimostrata al comandante Meloni, motore di questa iniziativa: trasmettere ai più piccoli la cultura del mare è sicuramente fondamentale ed esprimo la mia gratitudine per questo. Queste manifestazioni devono vedere concretamente la vicinanza delle amministrazioni comunali e noi, come comune di Lacco Ameno, siamo stati tra i primi ad attuare l’ordinanza che vieta la plastica e pian piano anche gli altri sindaci si stanno attivando in questo senso. Faremo un’attività massiccia sul territorio per stimolare tutti a bandire la plastica dalla nostra isola in collaborazione con tutte le associazioni di categoria presenti sull’isola. E’ dovere di tutti cercare di lasciare l’isola ai nostri figli migliore di come i nostri genitori l’hanno lasciata a noi ed il messaggio che voglio lanciare a tutte le insegnanti è quello di riuscire a trasmettere un chiaro messaggio ai ragazzi: il mare deve essere considerato al pari di un’autostrada che ci collega alla terraferma e che ci collega in ambiti più ampi soprattutto sotto l’aspetto culturale”. 

Le mani ferme e possenti del Direttore Giuseppe Monti, pronte a ricevere il riconoscimento di una vita, parlano e raccontano di storie di mare e di mondo come qualsiasi libro non potrebbe mai fare.

Nato nel 1938, sposato e padre di tre figli, è figlio e nipote di capitani. Diplomatosi al Nautico di Procida intraprese molto giovane la carriera marittima trovando imbarco su navi da carico a lungo corso. In seguito divenne direttore di macchina navigando per diversi anni su petroliere e solcando in pratica i mari di tutto il mondo. Alla fine degli anni sessanta tornò ad Ischia, chiamato da Agostino Lauro che ben lo conosceva essendo il figlio del suo capitano, Salvatore Monti. Dopo qualche anno a bordo delle navi che collegavano Ischia con la terraferma, Giuseppe Monti ebbe l’incarico di ispettore tecnico delle Linee Lauro, diventandone poi responsabile d’armamento. Nel corso della sua lunga carriera marittima è stato responsabile tecnico e d’armamento, gestendo l’attività operativa di numerose compagnie marittime: Traghetti Pozzuoli, Pozzuoli Ferries (di cui sarà anche amministratore), Medmar Navi, Medmar International, Capitan Morgan, supervisionando tra l’altro la costruzione delle navi Angelina Lauro (oggi Rosa D’Abundo) e Lora D’Abundo. Con sguardo fiero e con tono paterno si rivolge con fermezza ai giovani studenti del nautico, incoraggiandoli a non fermarsi davanti alle dure prove che la carriera marittima inevitabilmente porrà nel loro cammino: “Vorrei dire solo due parole ai giovani studenti dell’Istituto Nautico: quando noi, una settantina di anni fa, frequentavamo l’Istituto Nautico di Procida, ad Ischia il turismo ancora non si era avviato, gli alberghi erano poche pensioni, e le attività commerciali semplici botteghe. Noi giovani di un tempo ci siamo aggrappati alla nautica per cercare di avere una professione e quindi un futuro. Siamo stati educati al lavoro e al sacrificio, partendo dal basso. Un tempo si navigava stando lontani da casa per molto tempo, ma è sul mare che abbiamo trovato il futuro che Ischia a quei tempi non poteva offrirci. Oggi è tutto più facile rispetto ai tempi nostri, ma comunque la vita sul mare è caratterizzata da molto sacrificio. Sacrificio che reca grandi soddisfazioni, per cui dico ai nostri giovani non arrendetevi, ma perseverate”.

Noi ischitani, in quanto isolani, apparteniamo al mare ed è per noi sacro.  E’ vero, le nostre origini sono legate alla terra, ma basta aprire una finestra da qualsiasi punto ci troviamo, ed ecco che ce lo troviamo davanti, pronto a raccontarci del mondo, includendoci nel mondo.

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