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Marina di Casamicciola, assunti per un giorno e poi licenziati

Ida Trofa | Marina di Casamicciola assume per un giorno e licenzia nuovamente i cinque lavoratori che, con successo, avevano ottenuto il reintegro al lavoro e il soddisfacimento economico con il pagamento delle mensilità non percepite causa licenziamento. Nel merito della Sentenza della Corte di Appello di Napoli, sez. lavoro, n. 6453/2017 pubblicata il 05-10-2017 il liquidatore Gelsomino Sirabella ha comunicato ai cinque lavoratori la “reintegrazione e provvedimenti consequenziali necessari”, ovvero il licenziamento. “La società Marina di Casamicciola S.RL. Unipersonale in liquidazione, in persona del sottoscritto liquidatore avv. Gelsomino Sirabella, fatto salvo ed impregiudicato il diritto e la volontà di proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli , sez. lavoro di cui in oggetto, visto che nel previsto termine di legge di giorni 30 non vi e stata una Vs. richiesta di indennità sostitutiva della disposta reintegrazione, con la presente, in via preliminare, dovendo ottemperare al predetto ordine del Giudice, Vi reintegra al lavoro presso la società ufficio operativo di Piazza Marina in Casamicciola Terme, dove vorrete presentarci alle ore 9,00 della mattina seguente la notificazione dell’atto” scrive Sirabella. “Ciò detto questa società deve da subito chiarire che ella non ha alcuna mansione da affidarVi , per mancanza del vostro precedente settore e posto di lavoro, non avendo più avuto rinnovato l’appalto dei servizi “Global Service”, né altre mansioni equivalenti alla qualifica e mansioni da Voi svolte – conclude l’avvocato e liquidatore della società specificando che – i residui settori gestiti, porto ed elisuperfice, sono saturi di personale, munito di specifici titoli e professionalità che peraltro, a causa delle difficoltà economiche e finanziarie della società, svolge la sua attività anche con orario di lavoro ridotto”. Insomma la questione per Sirabella è chiara. “Tutti i dipendenti della società infatti svolgono servizio con contratto part-time ad orario ridotto al 70%, sicchè non Vi è alcuna possibilità di mantenerVi in servizio in nessuna mansione ne’ equivalente né deteriore. Pertanto con effetti allo scadere della giornata “lavorativa” in cui siete reintegrato a firmare sul foglio di presenza presso la sede Operativa della società in Piazza Marina, rimanendo ivi a disposizione, con la presente siamo costretti anche a comunicarVi il Vs. nuovo licenziamento per mancanza di qualsiasi lavoro e mansione a cui adibirVi per i motivi sopra esposti. Il tutto con dispensa dal preavviso che Vi sarà indennizzato in uno alle Vs spettanze”. La Marina di Casamicciola in ogni caso è condannata a pagare 160mila euro ai dipendenti licenziati. Il giudice del lavoro nel procedimento ha accolto le richieste di reintegro degli ex dipendenti patrocinati dall’avvocato Giuseppe Marziale e Patrizia Totaro. A costoro il Tribunale del Lavoro, riconosciute le mensilità perse e di tornare in servizio. Il comune di Casamicciola si è costituito con il legale rappresentante Gaetano Ottato che aveva ottenuto sin qui di non riassumerli. Ora il colpo di scena. Per il giudice del lavoro i giardinieri Pesce Ciro, Croce Ciro e Iaccarino Luigi e il manutentore idraulico Senese Giuseppe in forza presso la partecipata prima del drastico taglio dei servizi dovevano essere risarciti e riavere il loro lavoro. Gelsomino Sirabella dice di no e da il via a procedure che di certo ci ripiomberanno in una nuova battaglia legale. I ricorrenti, patrocinati dall’avvocati Marziale e Totaro si sono già imposti una volta sull’Ente pubblico rappresentato allora dal legale Pasquale Baldassarre e Riccio vedendosi riconosciute 12 mensilità arretrate, circa 40mila€ ciascuno. Somme poi pagate dal comune in favore dei suddetti dopo il depositato agli atti del comune di Casamicciola Terme di una richiesta di pignoramento. Con questo ennesimo colpo di scena sono ovviamente attesi nuovi sviluppi.

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