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“Manovra del popolo”: perchè mai dovrebbe spaventarci?

Attori & Spettatori di Anna Fermo

Il Governo del Cambiamento, che non spaventa affatto la maggioranza del popolo italiano, chissà perché spaventi invece, e davvero così tanto, i media, nazionali ed internazionali, oltre che le opposizioni politiche ormai, quest’ultime, quasi giunte ad un azzeramento dei propri consensi, appunto, popolari.
Delle due l’una: chi è con il popolo italiano e chi vi è contro?
Fuoco e fiamme: è quello cui stiamo assistendo, sparati a zero contro il Def del Governo Lega-M5S, in un bombardamento cui mai avevamo assistito prima d’ora.
In ogni manovra economica che dir si voglia, compresa quest’ultima, che, allo stato, lo ricordiamo, è ancora nella sua fase di sola presentazione, va da se che come prassi si possano poi ridiscutere tante cose ed aspetti. Per cui, come sia possibile che solo su questa manovra ci sia tutta questa mobilitazione mediatica contraria, cavalcata da opposizioni politiche che ormai non contano più nulla, non può che trovare una sola risposta: è il solito pregiudizio universale rispetto al cambiamento, ad un nuovo che fa paura al vecchio, a sistemi e poteri consolidati che oggi cominciano a sfaldarsi ed a vacillare.
Come scientemente è stato detto, “l’eresia per cui tutti si stracciano le vesti sarebbe la previsione del deficit al 2,4% sul Pil”.
Il concetto di “eresia” mi piace, perché rende il senso dell’accanimento, della persecuzione, alquanto medioevale, che si sta continuando a perpetrare nei confronti della novità di un governo che ha inteso porre innanzi alle proprie scelte l’interesse e la centralità del popolo italiano, dei cittadini, contrariamente a chi, in passato, l’ha subordinate ad altri interessi, probabilmente da massimi sistemi bancari e di alta finanza, ma di certo poco compresi dalle masse.
Tanto per tranquillizzare tutti, non vi è alcuna eresia, specie nella previsione di un deficit al 2,4% sul Pil.
La discesa in Piazza del PD, sabato scorso, al motto: “Per l’Italia che non ha Paura”; è apparsa inquietante, come delirante la dichiarazione di Renzi “Manovra devastante, ora resistenza civile!”. Ditemi che è uno scherzo!
Se ce lo fossimo dimenticati, lo ricordiamo, i precedenti governi Pd, con Padoan all’Economia, nei loro Def avevano previsto il deficit (in rapporto al Pil) all’1,4% nel 2016 e nella realtà si è attestato invece al 2,5; lo avevano previsto all’1,8% nel 2017 e poi si è attestato al 2,3%. Se non bastasse, giacchè un minimo di renzismo l’ho sostenuto anch’io personalmente, sino a qualche tempo fa, non mi è mai capitato di riscontrare sui giornali, a suo tempo, che qualcuno si stracciasse le vesti invocando “il rogo!”.
Matteo Renzi, solo l’anno scorso, nel suo libro “Avanti”, ha lanciato una proposta più dirompente di quella contro cui oggi spara palle di pece infuocate: il deficit al 2,9% per cinque anni!
La sua proposta, dettagliata in una conferenza di presentazione del suo libro (che sta su Youtube), e che tra l’altro in buona parte trovo condivisibile e logica, reca cose molto interessanti: “Il 2,9% di deficit per i prossimi cinque anni è una proposta politica che nei prossimi mesi l’arco istituzionale italiano dovrà comunque discutere. Non lo dico quindi dal punto di vista del PD o mio personale: è un dato di fatto, una proposta significativa che sta in piedi e che permetterebbe agli italiani di avere almeno 30 miliardi di tasse in meno da pagare. E’ l’unico modo per rafforzare la crescita e creare posti di lavoro”. Detto questo, è chiaro che non ci siano altri commenti da fare oltre che temere ulteriori deliri giacchè sappiamo bene che “il potere logora chi non ce l’ha!”.
Il Def del governo Lega-M5S punta a ridurre il debito attraverso la crescita, spinta da una manovra economica espansiva.
Che ci riesca o meno, questo è un quesito la cui risposta potrà dimostrarla solo il tempo, certo è che la manovra di cui stiamo parlando, è un atto politico coraggioso e che chiaramente, la maggioranza del popolo italiano, che li ha voluti al governo, si aspettava e si aspetta che venga realizzata!
Credo che tutti ricordino il periodo oscuro del “lacrime e sangue”, quando i giornali inneggiavano la finanziaria del rigore teutonico di Monti “Salvatore della Patria”. Venne applicato il rigore dei conti imposto dalla Germania per risanare l’Italia e ricordate a cosa ci condusse? Da un rapporto debito/pil al 119%, quando arrivò Monti (senza mai essere stato votato), al 126,5 quando se ne andò. I risultati di tutti quei sacrifici che furono imposti a tutti noi italiani, spremuti di tasse e stremati sono questi: nel 2011, quando Monti prese il governo, il Pil era al +0,4% e poi crollò con lui al -2,4 (con tanti trimestri consecutivi di recessione). La disoccupazione era all’8% e quando se n’è andato era salita all’11,4 (quella giovanile dal 29 al 38%).
Una cosa è certa: la politica “lacrime e sangue” imposta dalla Germania si è già dimostrata abbondantemente fallimentare. I governi PD che si sono susseguiti hanno parlato solo di “eredità, problemi e paure”. L’Italia ha scelto di cambiare, perché quando una rotta non porta in alcun porto sicuro, bisogna cambiarla!
Ecco, Lega e Movimento 5 Stelle ci stanno provando, stanno provando a far cambiare rotta all’Italia e sappiamo bene che peggio di quelli che li hanno preceduti non potranno fare. Per cui, di cosa aver paura? Forse di un PD che invoca “la resistenza” civile? E rispetto a cosa?
Non abbiamo cacciato a pedate i suoi Governi del conservatorismo, della sudditanza alla Germania ed alla tutela dei poteri costituiti, perché dovremmo farlo con quello del popolo?
Il Documento di Economia e Finanza promosso dal Governo giallo-verde conferma che il “Governo del cambiamento” ha prodotto la “Manovra Del Popolo”. E’ di certo, anche la scelta di quest’ultima locuzione, un nuovo slogan semplice ed efficace, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, le Europee 2019, un frame che mostra ancora e non a caso un’attenzione maniacale nella definizione di sé portata avanti dagli abili spin doctor governativi. Eppure, questo Def che risponde ad esigenze strategiche precise dei partiti di maggioranza, come quello di riaffermare la contrapposizione tra l’élite, rappresentata dalla finanza, dall’Europa, dall’opposizione, ed il popolo, rappresentato da Lega e 5 Stelle, è certamente la prima manovra di “rottura” della nostra storia recente, proprio ciò che cercano gli italiani, ai tempi della sfiducia e del rifiuto verso la politica tradizionale.

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