Madonna di Zaro, le prove a sostegno: profezie e miracoli

misteri1Nello scorso articolo ho puntato l’attenzione sul durissimo lavoro che attende la Commissione ecclesiale d’inchiesta nominata dal Vescovo di Ischia, Pietro Lagnese, per investigare e dare un responso sulla natura di ciò che accade nel Bosco di Zaro, a Forio, da vent’anni a questa parte.
Mi sono chiesto cosa dirà la Commissione, e soprattutto quando. Ho analizzato quelle che paiono essere le varie possibilità su cui verterà il verdetto ma, specialmente, ho indicato quali, a mio parere, dovrebbero essere i quesiti a cui, spero approfonditamente, gli esperti risponderanno.
Quella che proprio non serve è una sentenza interlocutoria, cerchiobottista: non servirebbe ai cattolici che credono nel fenomeno, non servirebbe ai fedeli scettici, ma non servirebbe in generale a tutta la società civile; nemmeno agli agnostici, nemmeno agli atei.
Chiarezza totale, dunque, trasparenza: come del resto è l’indicazione generale di Papa Francesco per la Chiesa di oggi.
Adesso vorrei iniziare un giro d’orizzonte fra tutte le ipotesi che si sono fatte riguardo ai fenomeni che avvengono (se avvengono) a Zaro.
Cominciamo con l’ipotesi favorevole ed esaminiamone le prove a sostegno.
Il primo atteggiamento che viene subito spontaneo al credente è quello di “credere”, appunto, che nel bosco di Punta Caruso si manifesti la Madre Santa.
Le evidenze a favore sono molteplici ed è giusto e corretto elencarle subito, in questo articolo, perché appaiono preponderanti rispetto alle altre.
Innanzitutto la durata: venti anni di apparizioni, di continua relazione con le veggenti e di messaggi non sono cosa da poco. Pare che questo sia un tipo di fenomeno che può essere sostenuto, con questa assiduità, solo ed effettivamente da una presenza celeste, e non diabolica.
Poi ci sono i messaggi: sono oramai centinaia, ed uno dei compiti della Commissione d’inchiesta è appunto quello di analizzarne il contenuto per vedere se esso è conforme alla dottrina ed ai valori del Vangelo. Io non sono un teologo, né un “mariologo”, però posso dire che, al di là di eventuali errori di dottrina che non sono in grado di individuare, effettivamente i toni trasudano amore per l’umanità, benché non privo di angoscia per le sue sorti. La Madonna invita continuamente a convertirsi, a lasciare la strada del peccato ed a pregare sempre, dovunque, da soli, insieme: a rivolgersi con fiducia al Signore, ad amarci l’un l’altro. Solo così sarà possibile evitare tragedie e la dannazione. Non sembrano messaggi che possano provenire dal Demonio, perché altrimenti ci troveremmo di fronte al paradosso di un Principe del male che invita a pregare Iddio ed a comportarsi bene! Ci può guidare, insomma, il principio evangelico (e di buon senso) secondo cui dai frutti si riconosce la pianta (Matteo, capitolo 7, versi 15-20).
A volte emergono previsioni, o profezie che dir si voglia, ed oltretutto tristi e catastrofiche. Alcune sono indubbiamente eclatanti, come quella dell’attentato alle Torri Gemelle di New York, abbattute l’11 settembre 2001 da terroristi islamici che avevano dirottato alcuni aerei di linea. Una tragedia terribile, con migliaia di morti. Ebbene, è difficile non restare turbati dal messaggio riportato nel 1995 (sei anni prima dei fatti!) dal settimanale “Epoca”. La rivista riferiva di un’apparizione asseritamente avuta dalle veggenti Simona ed Antonella: “Ho visto dei grattacieli che venivano giù; poi ho visto la Statua della Libertà in frantumi ed ho capito che doveva essere New York”.
O come questa visione di Angela del 2012: “Ho visto il Vaticano, il grande piazzale… Poi mi sono trovata all’interno della chiesa… Il Santo Padre Benedetto XVI presiedeva la celebrazione, era circondato da vescovi e cardinali, non c’erano altre persone. Il Papa ad un certo punto ha lavato le sue mani in una bacinella d’oro. All’improvviso gli si è sfilato l’anello dal dito ed è caduto nell’acqua, quindi ha rimesso le mani nella bacinella e quando le ha rialzate erano piene di sangue, ma l’anello non lo ha ritrovato. Poi ha alzato le braccia al cielo come per mostrarle a tutti; lui non sembrava stupito di tutto questo…”. Come non pensare che sia la predizione delle controverse “dimissioni” di Benedetto XVI, dichiarate al mondo l’11 febbraio 2013? L’anello che scompare dal suo dito è l’anello piscatorio, simbolo di guida: l’immagine significa “non sarò più il vostro pastore, non sarò più come Cristo che pesca e porta a sé le persone”.
È difficile, anche per un laico, anche per un pessimo praticante come me, non restare davvero colpiti da una cosa del genere.
Da più parti la circostanza delle profezie catastrofiche o su cose comunque drammatiche (come può essere la rinuncia di un Papa) viene indicata come indizio di non genuinità di effettiva provenienza mariana. Anche cattolici devoti e praticanti mi hanno manifestato questa osservazione. Però questa impostazione, rispettabilissima, non pare suffragata dall’esperienza: le apparizioni di Fatima sono riconosciute dalla Chiesa, eppure la Madonna che appariva ai pastorelli portoghesi pronosticò circostanze terribili: lo scoppio della seconda guerra mondiale, la natura genocida di quel conflitto e la sofferenza della Chiesa nella Russia sovietica. Fatti storici, come è noto.
D’altro canto è vero anche il contrario: ci sono apparizioni mariane, riconosciute, che non hanno consegnato al veggente profezie e non si sono dilungate in messaggi complessi. Un esempio classico è quello della famosissima Lourdes.
Quali sono stati, finora, i frutti di queste apparizioni di Zaro?
Ebbene, alcuni di essi sono evidenti; altri sono tuttora coperti da riserbo.
Quelli evidenti riguardano la presenza, ai due appuntamenti mensili, di migliaia di persone. Migliaia, non centinaia o decine. Molti isolani ma moltissimi i “forestieri”. Ed anche questo è un segno: la fama della Madonna di Zaro si è diffusa a Napoli ed in tutta Italia, con fedeli che arrivano persino dall’estero. Il fenomeno ha ormai oltrepassato i confini dell’isola d’Ischia. Due giornalisti francesi stanno preparando un reportage assai approfondito dove procedono anche all’analisi dei messaggi e che dovrebbe essere pubblicato in marzo.
Le conversioni sono uno dei segni di genuinità di un’apparizione mariana. Ebbene, queste si sono verificate copiose. Ci sono persone che hanno mutato completamente stile di vita, abbandonando un comportamento dissoluto o indifferente e passando ad una fede vissuta in maniera fortissima, se non totale. Si riuniscono periodicamente, privatamente, cenacoli di preghiera nati proprio in seguito ai fatti di Zaro.
Poi ci sono le grazie, cioè i doni ricevuti da Dio per intercessione della Madonna.
Ed infine ci sono i miracoli: sì, avete capito bene. La Madonna di Zaro ha fatto già dei miracoli, cioè opere che possono essere spiegate solo con l’intervento divino. Prime fra tutte, le guarigioni miracolose. Malattie mortali, incurabili; situazioni che avrebbero portato i soggetti a morte certa sono andate in recessione e sono scomparse. Guarigioni che la scienza non sa spiegare.
Conversioni, grazie e guarigioni: tutte queste testimonianze vengono raccolte da padre Ciro Vespoli e dall’Associazione Madonna di Zaro onlus e saranno consegnate alla Commissione d’inchiesta, che le analizzerà ed interrogherà le persone coinvolte.
Se finora non si è saputo niente è perché c’è un naturale riserbo su queste vicende ma anche perché, sia detto serenamente, c’è di fatto un oggettivo problema di comunicazione riguardo al “fenomeno Zaro”. Nella società contemporanea non si può prescindere dal ruolo dei mass media e dell’informazione, ed in questo la Chiesa si è dimostrata maestra sin dai tempi di Giovanni XXIII, raggiungendo l’apice con Giovanni Paolo II. È un problema esistente ma che, si spera, sarà superato quando la Commissione darà il suo responso. Qualunque esso sia, supererà tutti i muri dell’incomprensione e si imporrà a tutti.

(1 – CONTINUA)
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