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Ma quale rapina, è stata una messinscena!

Paolo Mosè | Ma quale rapina? E’ stata una messinscena fatta anche male! A scoprirlo, i carabinieri della Compagnia di Ischia, coordinati dal capitano Angelo Pio Mitrione. In meno di quarantotto ore è stato scoperto che la presunta vittima ha architettato un’aggressione sul tratto di strada che collega i comuni di Casamicciola e Lacco Ameno, per intenderci la Borbonica. Zona non molto trafficata e durante il calar della sera è più facile porre in essere qualche azione violenta. Certi di non essere visti e notati nella penombra. A questo avrà pensato la vittima che oggi è diventato indagato per simulazione di reato. Un uomo della provincia napoletana e da diversi anni trasferitosi con tanto di residenza sull’isola.

Perché mettere in scena una finta rapina? Per giustificare la sparizione di 200 euro. Soldi che avrebbe dovuto consegnare al suo datore di lavoro, ma a quanto pare utilizzati per altri fini. Per spese personali, si presume. Oppure per qualche giocatina, puntata cercando la fortuna per aumentare di molto il capitale posseduto. Invece, a quanto pare, l’ha perso tutto e in quel momento preciso ha dovuto trovare una giustificazione credibile del perché non avesse più i soldi. Spariti nel nulla. Ma in quale tasca? Ha pensato bene di riferire di essersi trovato di fronte un rapinatore disposto a tutto e peraltro armato. Bloccando il suo mezzo di locomozione e con parole ferme gli avrebbe chiesto di consegnare il denaro. Ipotizzando nel suo racconto ai carabinieri che sospettava che vi fosse un complice acquattato a qualche metro di distanza per fare da copertura all’amico rapinatore.

Un racconto inverosimile che ha insospettito gli investigatori, che hanno iniziato a passare al setaccio il racconto della vittima, a cercare qualche testimone, ma soprattutto hanno puntato dritto alle numerose telecamere presenti su quel tratto di strada. Non per trovare l’immagine ove si sarebbe dovuto immortalare la rapina e il suo svolgimento, ma se questa vittima fosse realmente passata per la via Borbonica. Tutte le telecamere hanno “dichiarato” senza ombra di smentita che lui non è mai passato nell’orario da lui indicato. I sospetti sono cresciuti a dismisura, tanto da rendere necessaria la sua convocazione nelle prime ore della mattinata di ieri in caserma, per essere nuovamente sentito e ricominciare da capo a descrivere i momenti della rapina. Cadendo più volte in contraddizione. I carabinieri gli hanno posto una serie di fotogrammi delle telecamere in cui è chiaramente riscontrabile che non è mai passato con il suo mezzo di locomozione nel tratto ove gli sarebbero stati sottratti i 200 euro. E dopo numerose insistenze degli investigatori, alla fine è crollato e ha detto con voce rotta di essersi inventato tutto. Di aver messo in scena una rapina che non si è mai consumata e di averlo fatto soltanto per giustificare di non essere più in possesso dei 200 euro. Per lui si prevede un processo penale con scarse possibilità di essere dichiarato innocente.

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