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L’ha fatto fuori. Del Deo cita in giudizio Franco Regine per 5 milioni di euro

Del Deo cita in giudizio Franco Regine: 5 milioni di danni Ora la Torre Sacena è un problema serio: udienza l’8 maggio

 

Gaetano Di Meglio | Francesco Del Deo passa alla via di fatto e azione la “ruspa” civile contro Franco Regine notificando l’atto di citazione redatto dall’avvocato Giuseppe Di Meglio e chiedendo conto all’ex sindaco di Forio, al liquidatore al presidente Fiorillo e ai revisori dei conti i danni procurati alla Torre Saracene per 5.092.533 di euro.
Una mazzata che segna la campagna elettorale senza via di ritorno. Una mossa, quella di Francesco Del Deo che mette fine ad ogni tipo di accordo con l’ex sindaco che oggi, si trova davanti ad un vero e proprio atto si sfida. Oggi il paese è diviso: da una parte Del Deo e da un’altra parte Regine. Ma il secondo con una spada di damocle sulla testa che fa paura.
L’avvisaglia era già stata fatto tempo fa e il procedimento, per una errata notifica degli atti, era rimasto in una sorta di limbo. L’impulso definitivo, oltre alle motivazioni prettamente elettorali, è stato dato dalle pressioni dei nuovi revisori dei conti del Comune che, come vi avevamo già detto mesi fa, hanno chiesto conto al sindaco in carica e alla sua amministrazione dello stato di avanzamento delle azioni di responsabilità avanzate verso i responsabili del debito milionario accumulato negli anni passati.
Ma l’atto che l’avvocato Di Meglio ha notificato via PEC ai nove citati è un vero e proprio atto di accusa, soprattutto politico e dove viene messa in evidenza (cosa non nuova, per carità) la gestione clientelare della partecipata e le scelte che, nel tempo, hanno prodotto la condizione difficile da gestire del comparto NU e non solo.
La scimitarra di Francesco Del Deo si è agitata con violenza, oggi in maniera reale, in particolare contro il Pilato Francesco ex liquidatore della società, contro l’Avv. Fiorillo Francesco ex presidente del Cda e in maniera meno pensate verso i revisori Domenico Miragliuolo, Cristoph D’Ambra, Michele Migliaccio, Giovanni Tonon e Ciro Raia. Ultimo, ma non ultimo, contro l’ex sindaco di Forio Franco Regine e la “Torre Saracena Pubblici Servizi Unipersonale S.P.A. “
L’atto di citazione chiede la condanna in solido tra loro i dott.ri Fiorillo Francesco, Pilato Francesco, Miragliuolo Domenico, D’Ambra Cristoph, Migliaccio Michele, Tonon Giovanni, Raia Ciro e Regine Francesco a risarcire il danno patrimoniale subito dalla Società Torre Saracena P.S. S.p.A. Unipersonale in liquidazione pari ad euro 5.092.533. E, che si condanni in ogni caso il Regine Francesco quale Sindaco pro tempore di allora del Comune di Forio dal 2003 al maggio 2013 e Socio unico della Torre Saracena P.S. S.p.A. Unipersonale in Liquidazione per omessa vigilanza sugli organi amministrativi e di controllo della società, e per non aver agito a tutela degli interessi della Società, ai sensi dell’art. 2476, settimo comma c.c.

CRITICITA’ NELLA GESTIONE
Sin dall’inizio – scrive Di Meglio – sono emerse criticità nella gestione della società, che hanno portato ad una notevole esposizione debitoria della medesima e ad uno spreco e sperpero di denaro pubblico, come meglio sarà illustrato in seguito. In data 24.4.2010, si riuniva l’assemblea straordinaria della società presso il notaio dott. Francesco Regine di Torre Annunziata, a seguito della delibera n. 9 del 19.4.2010 del Consiglio Comunale di Forio, veniva disposto lo scioglimento della società e la sua liquidazione, ai sensi dell’art. 2484, primo comma n. 4 c.c., con nomina del dott. Pilato Francesco, in qualità di Liquidatore.

COMUNE “GIUSTIFICATO”
Nel caso di specie, il Comune di Forio non ha esercitato alcuna forma di controllo analogo sulla società Torre Saracena P.S. S.p.A. Unipersonale, in quanto gli organi amministrativi hanno mantenuto un potere di gestione autonomo rispetto al potere di controllo, da parte dell’Ente concedente. Non vi è stata la cosiddetta “mortificazione dell’autonomia manageriale” in quanto prima gli Organi di gestione, e dopo il Liquidatore, hanno effettuato una autonoma governance della società; il tutto è dimostrato dalla semplice lettura degli atti depositati, in quanto le decisioni degli amministratori non ricevevano controllo dell’Ente.
Al Comune di Forio, quindi, non veniva riconosciuto alcun potere di controllo analogo, ovvero di indirizzo e/o di gestione, sugli atti dell’Organo amministrativo societario.
Tale mancanza di controllo analogo e di un effettivo potere di veto da parte del Comune di Forio è confermato dalla circostanza che la Torre Saracena P.S. Unipersonale S.p.A. con atto di citazione del 2.3.2010 conveniva in giudizio il Comune di Forio per sentirlo condannare, si riporta testualmente “previo accertamento del diritto, condannare il Comune di Forio in persona del Sindaco p.t. al pagamento delle differenze di canone dovuto alla Società Torre Saracena Pubblici Servizi S.p.A. a far data dall’1.1.2009 e sino al 31.1.2010, in applicazione della Delibera Consiliare n. 19 del 19.6.2009 modificativa dell’art. 3 del contratto Rep. 910 del 22.1.2008 nella misura complessiva di 936.463,47 euro, oltre interessi dalla data di maturazione di ciascun rateo di canone, ai sensi dell’art. 22 del contratto e rivalutazione monetaria.”

TUTTI SCAPPANO DALLA “TORRE”
La Società, è stata amministrata da un Consiglio di Amministrazione eletto dall’Assemblea, composto da tre membri che eleggeva al suo interno il Presidente, l’ultimo Presidente è stato l’avv. Fiorillo Francesco, componente del C.d.A. dal 7.9.2007 fino al 24.4.2010, data in cui veniva messa in liquidazione.
Inoltre, la Torre Saracena P.S. S.p.A. Unipersonale, è dotata di un Collegio Sindacale, eletto dall’Assemblea, composto da tre Sindaci effettivi e due supplenti, i componenti dal 7.9.2007 sono stati il dott. Miragliuolo Domenico, nella qualità di Presidente, i dott.ri D’Ambra Cristoph e Migliaccio Michele, Sindaci effettivi e i dott.ri Tonon Giovanni e Raia Ciro nella qualità di Sindaci supplenti. Tale Organo di controllo è stato nominato con l’atto di Costituzione della Torre Saracena P.S. Unipersonale S.p.A., per Notar Arturo del 7.9.2007, successivamente in data 19.4.2014, i dott.ri Miragliuolo Domenico, D’Ambra Cristoph e Migliaccio Michele con le note protocollo 91, 92, e 93/2014 rassegnavano le loro dimissioni; questi ultimi, inoltre, in data 11.9.2014 con note prot. 184/14 e nn. prot. 185 e 186 del 12.9.2014, dichiaravano che le loro dimissioni avevano effetto immediato. Successivamente, con le note prot. 96 e 97 del 23.4.2014, i dott.ri Tonon Giovanni e Raia Ciro, comunicavano di non poter accettare la nomina a Sindaco supplente. Da ciò ci evince la responsabilità dei dott.ri Tonon Giovanni e Raia Ciro, in quanto non hanno adottato nessun provvedimento a tutela della società, anzi dimettendosi poco dopo le dimissioni del primo Collegio Sindacale hanno contribuito ad arrecare un ulteriore pregiudizio alla società.

LA RESPONSABILITA’ DI CIRO RAIA
In ogni caso il Raia Ciro è senza altro responsabile, in quanto lo stesso oltre ad essere Sindaco della società Torre Saracena P.S. S.p.A. Unipersonale, era anche responsabile delle partecipate del Comune di Forio, e bisogna rilevare che né da Sindaco, né da Responsabile delle partecipate del Comune di Forio, ha adottato nessun provvedimento di tutela a favore della società ovvero dell’Ente socio unico.
In abundantiam bisogna aggiungere che nel procedimento giudiziario attivato dalla Torre Saracena P.S. S.p.A. Unipersonale nei confronti del Comune di Forio n. R.G. 95116/2010, ancora in corso come da deposito di certificato di pendenza incardinato presso il Tribunale di Napoli Sezione Distaccata di Ischia; Il Giudice dell’epoca dott. Minucci con Ordinanza del 30.3.2012 nominava il dott. Marone Vittorio quale consulente di Ufficio e in data 3.5.2012, il Raia Ciro, in palese ed evidente conflitto di interesse veniva nominato CTP per il Comune di Forio mentre la Torre Saracena nominava quale proprio CTP il dott. Mennella Lorenzo. Da quanto detto emerge in maniera chiara la responsabilità del Raia Ciro e la sua legittimazione passiva. Soltanto in data 23.10.2014, il socio unico, con la delibera 48/2014 ha nominato i nuovi componenti del Collegio Sindacale nelle persone dei dott.ri Penza Renato, quale Presidente del Collegio, Calise Giovanni e Pagano Antonio quali componenti.

MAI UN BILANCIO IN ATTIVO
Dobbiamo ricordare che in questi pochi anni di attività la società non ha mai chiuso un bilancio in attivo. Il bilancio di esercizio per i mesi di novembre e dicembre del 2007, come approvato dall’Assemblea in data 7.4.2008 ha chiuso con una perdita di 27.064,00 euro. Il bilancio dell’anno 2008 si è concluso con perdite pari ad euro 360.715,00. Il bilancio per l’esercizio del 2009, predisposto dal C.d.A. presieduto dal Fiorillo Francesco in data 29.3.2009, ed approvato dall’Assemblea soltanto in data 15.9.2011, quando la società era oramai in liquidazione, ha generato delle perdite pari ad euro 237.837,00, dalla relazione del C.d.A. depositata in data 29.3.2009, l’organo amministrativo presieduto dal Fiorillo Francesco si complimentava della riduzione delle perdite di 122.837,00 rispetto all’anno precedente, nonostante il costo per il personale fosse passato da 2.503.073,00 a 2.777.882,00 pari ad un incremento di oltre 11% dovuti ad una serie di aumenti contrattuali dei lavoratori, e da una serie di conferimenti di incarichi professionali ad amici, parenti, e colleghi dei componenti dell’Organo di gestione e di controllo; com’è possibile che una società che bruciava tutte le risorse, poteva prevedere e garantire aumenti salariali, oltre i livelli previsti dagli accordi collettivi di lavoro;

AFFIDAMENTI SENZA EVIDENZA
Gli amministratori, invece di ridurre il costo del personale continuavano a far aumentare la voce, che era cresciuta di oltre 220.000,00 euro in un solo anno. Anche gli affidamenti di appalti avevano senza procedere di evidenza passiva, onde garantire la massima possibilità di economicità.
Ricordiamoci che il socio unico, nella persona del Sindaco pro tempore di allora dott. Regine Francesco si riporta testualmente dai verbali di assemblea del 15.9.2011 “il socio unico fa rilevare che nell’esprimere voto favorevole dichiara espressamente che con l’approvazione del presente bilancio non si intende esonerare da responsabilità la condotta degli amministratori di Torre Saracena, con particolare riferimento a quelli della precedente gestione, in relazione alla quale in corso approfondimento volto all’accertamento degli eventuali profili di addebito.”, con ciò operando una mera presa d’atto della cattiva gestione.

LA RESPONASBILITA’ DI REGINE
Sussiste, quindi, responsabilità del Regine Francesco, ex Sindaco del Comune di Forio, in quanto non ha attivato nessuna delle procedure a tutela della Società, né del Comune di Forio, né dei creditori, né dei lavoratori. L’ultimo bilancio approvato è quello relativo all’esercizio chiuso al 31.12.2012 approvato soltanto in data 12.2.2014 e con una perdita di esercizio pari ad euro 366.481,00 esso è meramente ricognitivo dello stato delle finanze della Società che però aveva cessato l’attività, inoltre all’Assemblea interveniva e approvava il bilancio il dott. Vincenzo Rando Ragioniere del Comune di Forio.

LA LIQUDAZIONE
Dal 24.4.2010, ovvero dalla messa in liquidazione della società, sotto la gestione del Liquidatore Pilato Francesco, essa ha bruciato risorse per euro 1.700.715
Dalla lettura delle attività e dalle passività dello stato patrimoniale dei bilanci della Torre Saracena P.S. S.P.A. Unipersonale, infatti nell’attivo dello stato patrimoniale emerge l’eccessivo importo ascrivibile alla voce “crediti” che è arrivata a toccare la cifra di oltre 3.000.000,00 euro nel 2009
Dinanzi a tale massa debitoria gli organi di gestione, prima il dott. Fiorillo e poi il Liquidatore dott. Pilato, e gli organi di controllo della società si sono limitati a descriverne la composizione nella nota integrativa, senza dettare alcuna soluzione gestionale.
Tale atteggiamento di inerzia da parte degli organi amministrativi e di controllo ha favorito il notevole incremento dei debiti verso i fornitori, debiti tributari, debiti verso istituti previdenziali. Nello specifico la società a partire dal 2008 ha iniziato ad accumulare debiti per mancato pagamento delle eventuali scadenze delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali, facendo si che questi debiti partendo da un importo di 2.666.658,00 euro nel 2008 arrivassero ad oltre 5.092.533,00 nel 2014.
L’inerzia dell’ organo amministrativo presieduto prima dal Fiorillo e dopo dal Pilato, e la mancata vigilanza da parte del Collegio Sindacale ha comportato l’emergere di un danno patrimoniale che può essere equiparato almeno alle passività riscontrate nell’esercizio chiuso al 31.12.2014 pari ad euro 5.092.533,00.

ARRIVA IL NUOVO COLLEGIO
Il nuovo Collegio Sindacale (dott.ri Penza Renato, Calise Giovanni, Pagano Antonio) nominato in data 23.10.2014, nella loro relazione del 8.10.2015, n. prot. 30427 dell’ 3.11.2015 denunciano, si riporta testualmente ““il Collegio, considerando la rilevanza dei fatti che hanno determinato le limitazioni alla verifiche, nonché tutte le incertezze e criticità descritte in precedenza, ritiene di non essere in grado di esprimere un giudizio sui sopra menzionati progetti di bilancio relativi agli anni 2013 e 2014”. Inoltre il Collegio, sempre nella predetta relazione, faceva rilevare, che già in data 13.11.2014, aveva chiesto al Liquidatore dott. Pilato Francesco, notizie circa l’attuale fase della società, inoltre chiedeva di fornire la bozza del bilancio per l’esercizio 2013, e che tenuto conto della liquidazione della società, veniva chiesta una stima delle poste attive secondo criteri di liquidazione e non secondo criteri di funzionamento, veniva richiesta la documentazione probante le poste creditorie e debitorie, in particolare il dettaglio dei singoli debiti e crediti accompagnati da esauriente documentazione probatoria. Successivamente, in data 2.12.2014, il Collegio Sindacale, richiamando il contenuto dei precedenti incontri verbalizzati in data 13 e 21.11.2014, prendeva atto che quanto richiesto dal Collegio non era stato predisposto dal Liquidatore, così come non veniva consegnato alcun progetto di bilancio al 31.12.2013. Il Liquidatore con nota protocollata 31961/2014, riconosceva che il progetto di bilancio per il 2013 effettivamente non era stato ancora predisposto. Il Liquidatore in data 10.12.2014 annullava la convocazione dell’Assemblea per i giorni 11 e 12.12.2014, il Collegio lo sollecitava ad adempiere ai propri doveri. In data 13.4.2015, il Collegio, richiamando tutti gli inviti formulati al Liquidatore in precedenza, segnalava l’urgenza della documentazione e dei progetti di bilancio 2013 e 2014, e lo sollecitava ad dempiere con urgenza, anche per la definizione dell’esatta posizione debitoria. Nella riunione del 19.6.2015, il Collegio, richiamando tutti gli inviti formulati al Liquidatore in precedenza, segnalava di nuovo l’urgenza della documentazione richiesta e dei progetti di bilancio 2013 e 2014, e sollecitava il Liquidatore a predisporre una situazione patrimoniale aggiornata alla data del 30.6.2015, inoltre il Collegio invitava ad effettuare i pagamenti nel rispetto della par condicio creditorum. Nella successiva riunione del 15.7.2015, il Collegio prendeva atto di una fasi di stasi della società e invitava tutte le parti per le proprie competenze, inoltre sottolineava al Liquidatore, Pilato Francesco, l’obbligatorietà di salvaguardare la par condicio creditorum, rilevato che alcuni creditori della società risultavano pagati a seguito di azioni giudiziarie, mentre coloro che non avevano proceduto ad attivare azioni giudiziarie si ritrovavano, a quel momento, a non vedere onorati i propri crediti, il Liquidatore comunicava che non risultava possibile proporre i progetti di bilancio al 2013, 2014 e la situazione patrimoniale al 30.6.2015. Con successiva riunione del 31.8.2015, il Liquidatore comunicava di non essere ancora in grado di trasmettere i progetti di bilancio relativi al 2013, 2014 nonché la situazione finanziaria fino al 30.6.2015;

L’INCARICO NON RICHIESTO AD ANDREOZZI
il Liquidatore comunicava che dall’inizio dell’anno corrente, con la liquidità messa a disposizione del socio unico, aveva provveduto a pagare le spese precedentemente maturate a carico di ex dipendenti e professionisti, per i quali erano stati raggiunti accordi transattivi; comunicava, altresì che aveva incaricato un consulente del lavoro, il dott. Andreozzi Fabrizio, per una ricostruzione delle singole posizioni dei dipendenti presso l’Inps, per un compenso di 10.000,00 euro; in merito a tale incarico l’Organo di controllo faceva rilevare “a tal proposito, anche l’incarico all’uopo conferito al dott. Andreozzi per una ricostruzione delle singole posizioni dei dipendenti presso l’INPS, non risulta aderente a quanto richiesto da questo Collegio il quale ha sollecitato al Liquidatore solo la congruità dei dati esposti in bilancio; inoltre si osserva, e ribadisce che l’oggetto del suddetto incarico risulterebbe configurarsi come una duplicazione di attività conferita in precedenza ad altro consulente, peraltro già liquidato, che provvedeva alla tenuta della contabilità e delle paghe.”
Il Collegio Sindacale con il parere n. prot. 102/2015 così concludeva “il Collegio deve riscontrare l’inadeguatezza del sistema amministrativo contabile, nonché l’inaffidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, essendo stata macchinosa se non impossibile l’acquisizione di informazioni tant’è che non è stato possibile procedere alle verifiche nel corso dell’incarico sindacale ”, inoltre il Collegio rilevava, “che non risultano atti e/o documenti amministrativi che, in maniera significativa dimostrino l’evidenza della esatta esecuzione di quanto disposto dal Consiglio Comunale nelle diverse deliberazioni”, ancora “non risulta agli atti della società dell’avvenuto esercizio delle funzioni di controllo analogo, così come previsto dallo Statuto ma anzi dai comportamenti trasfusi in azioni giudiziarie da parte della Società nei confronti del Comune di Forio, socio unico”, inoltre “la gestione del conferimento di incarichi di collaborazione professionale appare non conforme alla normativa vigente in ambito pubblico essendo questa applicabile alle società partecipate e quindi ancora più in caso di società in house. In particolare l’indeterminatezza del compenso, la mancata formalizzazione dell’incarico attraverso apposita convenzione disciplinante ambiti di applicazione ha contribuito ad alimentare la massa debitoria della società senza portare al contempo concreti benefici alla gestione.”

L’INERZIA DEL LIQUIDATORE
Il nuovo Collegio Sindacale, faceva rilevare subito l’inerzia del Liquidatore Pilato Francesco, nel dare esecuzione alle delibere del Consiglio Comunale, e, quindi nel ripianare la posizione debitoria della società liquidando i beni in maniera idonea, e salvaguardare gli interessi dei creditori, soprattutto dipendenti, Enti previdenziali e i fornitori.
A partire da tale posizione giurisprudenziale, è dunque ravvisabile, in presenza degli ulteriori presupposti richiesti dalle diverse norme specifiche, una responsabilità degli amministratori per danni alla società (art. 2392 c.c.) e verso i creditori sociali (art. 2394 c.c.). Così come è ravvisabile una responsabilità degli stessi verso ogni socio o terzo che si ritenga singolarmente danneggiato dalla violazione commessa dall’organo
amministrativo (art. 2395 c.c.). Infine potrebbe ricorrere una fattispecie di responsabilità civile per illecito
amministrativo dei Sindaci, ai sensi dell’art. 2407, c.c., una volta verificato che essi non hanno provveduto a convocare l’Assemblea nei termini previsti dallo statuto o dalla legge, omettendo così di porre rimedio al comportamento omissivo degli amministratori. Ricordiamoci che i soci ai sensi dell’art. 2367 c.c.
Mentre per quanto riguardo i progetti di bilancio per gli esercizi 2013 e 2014, come visto sopra nel punto 5), nella relazione del nuovo Collegio Sindacale protocollata in data 2.11.2015, il Liquidatore, nonostante i vari solleciti, effettuati dal nuovo Collegio Sindacale, egli non predisponeva i relativi progetti di bilancio, con la scusa che la documentazione era tenuta dal Comune di Forio, quindi il Pilato Francesco nella qualità di Liquidatore ha costantemente violato l’art. 2423 c.c.
Il Liquidatore Pilato Francesco, nonostante i vari solleciti del nuovo Collegio Sindacale, non redigeva il progetto di bilancio per gli anni 2013 e 2014.

LE COLPE
Il Fiorillo Francesco prima, nella qualità di Presidente e il Pilato Francesco dopo nella qualità di Liquidatore, devono essere ritenuti responsabili per violazione dell’art. 2392 c.c. poiché “gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze.”
Da tutto quanto detto, emerge in maniera chiara come i dott.ri Miragliuolo Domenico, Migliaccio Michele, D’Ambra Cristoph, Tonon Giovanni e Raia Ciro, non abbiano adempiuto al loro dovere, hanno dato parere favorevole a bilanci completamente fuorvianti, senza la previsione di oneri di rischi, non hanno correttamente informato il Socio Unico dei rischi derivanti dall’approvazione di tali bilanci; inoltre non hanno correttamente utilizzato i loro poteri di ispezione e controllo e non hanno attivato le procedure di tutela della Società, quindi, del Socio Unico e dei creditori.

GESTIONE NON CORRETTA
I dipendenti non venivano assunti tramite bandi pubblici, prove selettive ma tramite chiamata diretta, in contrasto con qualsiasi norma che regola le pubbliche amministrazioni. Inoltre, la società si avvaleva di innumerevoli professionisti, commercialisti e avvocati, per consulenze futili ed ultronee, addirittura con convenzione dell’1.1.2015 veniva assunto come consulente finanziario della stessa società il dott. Miragliuolo Domenico, dopo che era stato sindaco della stessa per oltre sette anni, nonostante la società avesse già due consulenti fiscali. Infine, anche i fornitori venivano scelti per chiamata diretta senza l’adozione di bandi pubblici e i prezzi dei relativi contratti di fornitura risultano elevati e maggiormente onerosi rispetto ai prezzi medi pagati dalle altre società di raccolta dei rifiuti sull’Isola d’Ischia.
Ma soltanto in data 2.11.2015, con la relazione depositata dal nuovo Collegio Sindacale, si è avuto una conoscenza chiara e precisa, della cattiva gestione del dott. Fiorillo Francesco, prima e del dott. Pilato Francesco dopo, che hanno effettuato una violazione costante e ripetuta di tutte le norme in materia di diligenza e di sana e prudente gestione. Per quanto afferisce al dott. Regine Francesco, Sindaco del Comune di Forio dal 2003 al 2013, non risulta che egli, nell’esercizio delle sue funzioni di controllo di cui al D.lg. 267/2000, abbia attivato i suoi i suoi poteri onde conseguire la applicazione dei giusti criteri di trasparenza e di economicità della gestione, così concorrendo nella eziologia del danno, che grazie ad una appropriata vigilanza avrebbe potuto essere evitato o sensibilmente ridotto, per cui l’A.G.O. potrà determinarlo equitativamente.

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