Società

“Lettere tra le Nuvole” un viaggio nell’ universo del nuovo libro di Rosa Lupica

Anna Lamonaca | Recentemente presso il Museo Civico del Torrione si è tenuta la presentazione del nuovo libro di Rosa Lupica “Lettere tra le nuvole” ad opera dell’Associazione Radici. In occasione di questa manifestazione abbiamo contattato la preside-scrittrice Angela Procaccini che ci ha introdotto nel mondo poetico e variopinto di questa sensibile artista: “Ho conosciuto Rosa Lupica una decina di anni fa al “Premio Ischia Isola Verde” un concorso di poesia nel quale ho il ruolo di Presidente di giuria. Rosa era una delle vincitrici, mi colpì subito, una bella donna, un po’ particolare, slanciata, alta, dagli occhi penetranti e scintillanti il che mi fece capire che fosse una persona profonda e ricca di sentimento e fantasia. Questo lo intuii al primo sguardo. Diventammo immediatamente amiche perché essendo Rosa di origini siciliane pur vivendo a Roma, aveva in sé le caratteristiche tipiche della terra siciliana, fertile, dolce profonda e leggera, in un certo senso io sono un po’ come lei perché anch’io scrivo, ho profondità di sentimenti quindi ci siamo trovate sulla stessa lunghezza d’onda. Quando mi è giunta la proposta da parte di Peppe Magaldi e dell’Associazione Radici di presentare il suo libro ho accettato subito. Ho letto tutte le sue poesie e lettere, in realtà è un libro un po’ particolare perché è incentrato tutto sul pensiero dell’amore e della memoria. Sono dei colloqui-soliloqui rivolti a persone della sua sfera affettiva: al figlio al quale confida questa necessità di scrivere un diario, un diario che serve a comprendere gli altri ed a comprendere se stessa, al marito che è molto diverso come caratteristiche psicologiche e che è un uomo più concreto, ma molto legato a lei ed alla figlia- continua Angela Procaccini- Rosa scrive, parlando con queste persone, addirittura con il padre e con la madre che non ci sono più. La scrittrice non aveva con la madre un rapporto proprio perfetto, tutte le lettere sono legate al tema del suo rapporto madre-padre che è il fulcro di tutto il contenuto; del padre ha un’ammirazione, un forte legame, uomo di poche parole come succedeva anni addietro perché tra padre e figli non è che ci fosse questo gran confidarsi. Si tratta di soprattutto di una comunicazione indiretta fatta di sguardi, senza parole, con la madre invece si capisce che c’è stato qualcosa di più forte, un po’ perché la donna era a mio avviso, io non la conosco, quindi è da quanto ho potuto capire leggendo, una donna molto intelligente e sensibile. Sia la madre che la figlia purtroppo erano entrambe sensibili ed intelligenti, il legame era solido, non vi era indifferenza, ma contrasti. Rosa avvertiva che molte volte la madre era un po’ chiusa con lei tant’è vero che ancora bambina si chiedeva il perché di questa solitudine, di questa frattura da parte della madre ed invece poi crescendo e divenendo matura si è resa conto che questo rapporto quasi un po’ distaccato della madre era dovuto ad una grande preoccupazione nei suoi confronti perché era una figlia un po’ “speciale” una ragazza non comune con particolari attenzioni al sentimento, alla sensibilità che vedeva cose che gli altri non notavano, osservazioni della natura e dei fatti sempre con lo sguardo proteso tra le nuvole. Il libro s’intitola “Lettere tra le nuvole” ed è proprio così perché lei ancora oggi ogni tanto s’allontana verso il cielo, verso le nuvole a meno che non ci sia una persona che possa comprenderla e vivere in questo suo mondo di nuvole. Secondo me nella madre, ma anche secondo lei che poi se n’è resa conto, c’era soprattutto questa grande preoccupazione per questa figlia molto ricca d’animo, prepotente nella sua personalità e quindi era questo che ha un po’ bloccato un sentimento coeso. Rosa ha sofferto anche di anoressia come tutte le persone sensibili ed intelligenti perché sono proprio queste persone spesso ad essere colpite da questa malattia, lei con tutta questa sua individualità, questo mondo così particolare di sensazioni, di sentimenti evidentemente con questa frattura che ha avuto anche con la madre si è ammalata di questa malattia. Ha dovuto affrontare questa battaglia che però ha superato, è stata molto brava anche senza medicinali, senza psicologi, con la forza della sua volontà, con le sue passioni, con le tele, i quadri, i colori e con la scrittura quel brutto periodo della sua vita. Rosa è una persona particolare, non comune, perché concludendo potrei dire che in un certo senso, volando verso le nuvole (infatti c’è sempre questo tema dei tetti, della bambina che è sui tetti, sintetizzata molto bene dall’immagine di copertina molto significativa) tende verso qualcosa ed io vedo per lei come conclusione proprio questi versi di Baudelaire: “Felice è colui che con ala vigorosa si lancia verso i campi luminosi e sereni e lei ha proprio questo perché attraverso l’arte, attraverso la scrittura, la pittura, la poesia e qualche amicizia un po’ più profonda si lancia sui cieli luminosi e sereni della fantasia, dell’amore, della libertà e dell’arte, in genere questa è proprio la descrizione di Rosa Lupica.-ha concluso poi la Preside Procaccini. Dopo essere entrati accompagnati per mano nel mondo di questa scrittrice l’abbiamo intervistata per voi:
Rosa Lupica è una donna colorata, dallo sguardo intenso e un po’malinconico, di origine siciliana, possiede un cognome molto particolare ed anche questo nome che si adatta molto bene a lei, il nome di un fiore molto delicato, ma forte, ha anche un altro cognome Zingales che nasconde un’origine spagnola che non contrasta per nulla con i caratteri esotici da gitana del suo viso e con il suo modo di vestire con queste gonne lunghe, gli scialli, il colore viola che l’affascina in particolar modo, tutti particolari che ci fanno capire che non è una donna “normale” ma “speciale” il suo libro è scaricabile da Amazon e il ricavato andrà alle bambine abusate.

Rosa, parliamo di “Lettere tra le nuvole”…
“Questo libro è legato al mio I libro intitolato “La fotografia mancata” che ho presentato a Forio molto prima della mostra di pittura, tutto nasce da lì, da quella foto che mia madre non mi fece scattare, da li nasce il mio malessere sottile, la mia anoressia, sono dei ricordi molto dolorosi perché nei primi 10 anni della vita di un bambino, la mamma è determinante nel bene o nel male, il rapporto madre-figlia è unico, perché più conflittuale, mia madre per esempio senza volerlo pensava che io fossi un miracolo caduto dal cielo, quando mi diceva “non sei normale” per lei era una cosa come per dire “tu sei più del normale” era per farmi un complimento, ma una bambina di 5 anni non poteva capire così soffriva e decideva di andarsene via, trasferendosi tra le nuvole, l’atterraggio è stato abbastanza doloroso e da qui il titolo “Lettere tra le nuvole” e spesso ancora oggi me ne vado un po’ lassù per poi tornare con i piedi per terra perché sono una donna concreta”.

Queste nuvole che cosa rappresentano per lei?
“Il desiderio di andarmene in cielo perché io ero credente, trovare una quiete per stare bene, mi dicevano sempre che sembravo un angelo e allora mi sono detta: Vado ad abitare con gli angeli, ma da grande sapevo benissimo che non esisteva niente. Non mangiavo non perché ero anoressica, ma perchè volevo l’attenzione di tutta la famiglia concentrata su di me, ero sempre sottopeso, non mi sentivo come le altre, sono stata ad un bivio tra lo scegliere se andarmene veramente oppure rimanere su questa terra e vivere la vita, ho deciso di viverla.”

Ed ha deciso di viverla anche con tanti colori, la sua arte, la poesia, lei mi sembra una persona molto colorata…
“I colori della vita”, sono molto poliedrica scrivo, dipingo, ricamo”.

Lei ama trasformare quello che non va?
“Trasformo tutto, faccio tutto da sola, dai quadri, alla scrittura addirittura realizzo i miei vestiti da quando ero così magra che mi vergognavo, mi cucivo da sola i vestiti e lasciavo scoperto solo il viso poi da quando è nata mia figlia ho cominciato a fare vestitini per lei e per i nipotini. Avevo un tocco tutto mio che mi rendeva un po’ bizzarra, cercavo in tutti i modi di trasformare quello che era intorno a me che non mi andava, ma alla fine ho capito che per quanto lo si trasformi bisogna o accettarlo o non accettarlo”.

Questo libro è una raccolta di lettere…
“Scrivo delle lettere a chi amo e a persone che reputo degne di stima, nel libro ci sono anche lettere che ho ricevuto dopo la lettura del mio libro. Tra le lettere bellissime c’è quella di Franco Zeffirelli che per rispetto per l’uomo non ho pubblicato, ma mi ha scritto delle parole bellissime, alla fine ha concluso:”fortunato chi ha incontrato Rosa Lupica nella vita perché lei sa donare amore ed è una cosa molto rara- mi sono commossa”.

Tra le varie lettere c’è anche una scritta a sua madre, che ha vinto un premio di narrativa al Quirinale vero?
“Ho partecipato con un’Associazione Culturale di Roma e mi hanno premiata presso la Pinacoteca del Campidoglio, in questa lettera vi erano scritte tutte le mie pene che ho confidato a mia madre, ma l’ho scritta solo quando ormai era morta, non l’ha mai potuta leggere. Dopo la sua scomparsa mi sono sentita libera, perché con lei ero sempre molto accondiscendente. Mio padre invece era molto tenero perché aveva capito subito che avevo questa dote artistica. Fabio Croce, il mio editore, quando lesse il mio libro accettò di pubblicarlo perché era talmente semplice che non sembrava neanche vero, io avevo chiesto che il libro rimanesse così come quello di una bambina che racconta, una bambina insicura.”

Come è stata la sua infanzia?
“La mia infanzia è stata molto dolorosa, ma la mia autoironia mi ha salvata soprattutto dopo che ho partorito mia figlia, sono rinata dopo la nascita di Silvia”.

Pensa di aver superato questo conflitto con sua madre?
“No, non l’ho mai superato, la mia forza sono stati i miei figli e poi il coraggio, questo amore appassionato di mio marito, io non so se l’ho sposato perché l’amavo, però mi faceva stare bene, mi faceva sentire una regina, il fatto che era un pochino geloso, mi piaceva. Nella mia famiglia d’origine mi sono sempre sentita sola pur avendo 7 fratelli, io non c’entro niente con le mie sorelle siamo molto diverse, per i miei genitori dovevamo essere sempre i primi della classe, sempre i più bravi, i più belli e quando ho deciso di scrivere il libro mi hanno attaccata in modo violento, me lo hanno proibito ed a quel punto sono andata avanti, è autobiografico, sconvolge le persone, non so la mia famiglia si è disturbata forse perché avevo appena accennato ai problemi.”

Ha avuto una vita molto difficile…
“Mia madre è morta dicendomi mi raccomando le tue sorelle, ero in mezzo tra sette figli, ma non sono mai stata coccolata, dopo 18 mesi è nata una sorellina ed io non ho avuto il mio turno della più piccola: non me lo ricordo perché ho visto sempre mia madre con questa bambina in braccio e tutte le sere l’addormentava ed io mi mettevo vicino a lei sperando che mi prendesse in braccio, ma non lo faceva. Mio padre prendeva in braccio entrambe. Questi sono i ricordi più belli della mia infanzia. Ho avuto molti lutti, mia madre è sopravvissuta alla morte di due figli, poi le ho dovuto comunicare che mio padre era morto e mio fratello e che mia sorella stava per morire, era malata terminale e ha lottato per un anno e mezzo, non potrò mai scordare fin che campo il suo viso e a me queste cose mi fanno male. Mio padre è morto di crepacuore prima perché diceva che senza di lei non poteva vivere”.

Si ritiene una persona fortunata o sfortunata?
“Forse ho anche avuto troppo dalla vita e se non avessi vissuto queste situazioni non sarei stata quello che sono, me lo dice anche Angela Procaccini: “Rosa tu sei unica, come te non c’è nessuno perché sei spontanea, non saresti stata tu diversamente”.

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