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L’Assoforense verso nuove elezioni? Il direttivo è pronto a dimettersi in blocco

Si susseguono riunioni a ripetizione tra i vari gruppi. Cellammare è pronto anche a dimettersi, ma prima di farlo intende capire chi sarà il successore

Paolo Mosè |C’è una vera e propria fibrillazione all’interno dell’avvocatura ischitana. Si susseguono riunioni a riunioni per stabilire il da farsi. C’è un pressino affinché vengano azzerati gli incarichi, soprattutto quello del presidente Francesco Cellammare. Mentre il direttivo sarebbe pronto a dimettersi contestualmente. E’ ciò che è emerso da un incontro avvenuto qualche giorno fa per chiarire una situazione che si è ingarbugliata ancor di più dopo l’assemblea ove 47 avvocati presenti respinsero le dimissioni soprattutto del presidente. E questo non ha fatto altro che creare ulteriore fibrillazione all’interno della classe forense. Tant’è vero che c’è stata una ulteriore riunione ove hanno partecipato alcuni degli esponenti degli studi più affermati, che ritengono che sia giunto il momento di trovare un punto di soluzione. Quali soluzioni? Sono diverse, tra cui creare una nuova associazione di cui facciano parte tutti coloro che non si riconoscono in quella attuale, la storica che ha visto presidente illustri avvocati. Oppure trovare una scelta che sia la più condivisibile possibile con un presidente che sia al di sopra delle parti, autorevole e che possa affrontare nei prossimi mesi e anni quella si preannuncia la battaglia più importante: la stabilizzazione della sezione distaccata.
Tutto è in movimento, non vi sono certezze. Anche se lo stesso avv. Cellammare colloquiando nelle ultime ore si è detto pronto a convocare una nuova assemblea per ribadire che allo stato vi sono conclamate difficoltà. Legate soprattutto al funzionamento della macchina amministrativa, delle cancellerie, dopo che una unità è stata trasferita in un altro ufficio giudiziario. Rendendo ancor più difficoltoso il lavoro degli operatori della cancelleria penale che debbono sobbarcarsi ben quattro udienze settimanali e gli adempimenti che devono essere celermente notificati alle parti, testimoni, consulenti, eccetera. E senza ritardo. Tutto questo provoca un lavoro in più e che ha bisogno di personale per essere eseguito senza errori.
Cellammare, dicevamo, è pronto a convocare gli iscritti per le nuove elezioni. A qualcuno ha riferito che la data giusta è quella del 15 luglio, a qualche altro a settembre. E c’è chi sussurra che la dilatazione della chiamata alle urne possa essere un modo per prendere tempo e capire gli ulteriori sviluppi.

GLI SCENARI
Dall’altra c’è quello zoccolo duro degli avvocati cosiddetti con maggiore anzianità professionale a chiedere una svolta e costoro si sono riuniti in uno studio per affrontare proprio queste tematiche ed uscire unitariamente con una decisione forte e che possa coagulare il maggior numero di consensi. Come dicevamo c’è la probabilità della nascita di questa nuova associazione, auspicata da molti dei presenti alla riunione, e c’è chi invece cerca di rimanere nell’ambito dell’attuale Associazione Forense, evitando spaccature traumatiche che renderebbero l’avvocatura meno forte rispetto ad una scelta unanime. E tra questi senza dubbio l’avv. Giampaolo Buono, che è stato uno di quelli che ha chiesto a Cellammare un passo indietro proprio per mantenere unita la classe forense. E lo stesso attuale presidente si è dichiarato disponibile al “sacrificio”, ma chiedendo al tempo stesso chi fosse il successore. Un nome che dovrebbe andare a genio a tutti e sul quale nessuno nulla potrebbe obiettare una qualsiasi appartenenza. E qui diventa difficile capire chi possa essere l’avvocato con la toga super partes. Come potrebbe essere l’avv. Pietro Di Meglio, che è stato il primio presidente dell’Associazione Forense e che non è più mischiato da qualche tempo nelle vicende all’interno del palazzo ed è considerato un uomo equilibrato ed equidistante. Affiancandolo con un segretario che avrebbe il compito di svolgere quelle attività quotidiane necessarie per il funzionamento dell’associazione.
Ma c’è chi propende per una “rivoluzione” in toto con un nome completamente nuovo. Escludendo a priori un maschietto. Facendo spazio questa volta ad una donna che abbia esperienza nell’affrontare e nel governo dell’avvocatura ischitana. Molti hanno fatto il nome dell’avv. Filomena Giglio quale presidente ritenuta battagliera. Ma lei stessa in più di un’occasione ha declinato l’invito dovendo presenziare ai numerosi impegni nelle aule di giustizia sia nel penale che nel civile. Ma qualcuno non molla la presa e cerca di capire se vi sono margini per la riuscita di questa soluzione che potrebbe essere di incontro un po’ per tutti.
Ma c’è anche chi ha velleità di sedersi sul “trono”, ma non si espone più di tanto attendendo gli eventi. Per non bruciarsi anticipatamente per il fuoco di fila che potrebbe scatenarsi nel caso in cui il nome circolasse con una certa insistenza. Oggi si parla più di riorganizzazione e di rinascita dell’associazione, ma molti si chiedono su quali basi e chi dovrebbe essere l’elemento per la risurrezione. Dato che è necessario avere con una certa frequenza costanti contatti con la presidenza del tribunale di Napoli, nonché con la presidenza della Corte di Appello, che sono gli interlocutori naturali per risolvere ogni problematica. C’è bisogno di una rappresentanza forte anche per riannodare i rapporti con la politica, che è l’unica che possa confermare o meno l’esistenza dell’ufficio giudiziario ad Ischia, in quanto necessita una approvazione legislativa delle due Camere. Ed un primo passo Cellammare è riuscito a compierlo facendo transitare una norma in un pacchetto di provvedimenti attualmente al vaglio delle commissioni competenti. Ove si sancisce la stabilizzazione.
Le prossime ore saranno decisive per capire quale scenario si appalesa all’orizzonte, per un’avvocatura spaccata o unita.

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