primopiano

L’arcivescovo Marini ricoverato all’Utic del Rizzoli

Pope John Paul II (L) is assisted by bishop Piero Marini when celebrating a mass at Saint Louis-Marie Grignon de Montfort's basilica at Saint-Laurent-sur-Sevre, western France September 19. Pope John Paul II is on the first day of his four-day official visit to France.

IDA TROFA | Monsignor Piero Marini, cerimoniere di Papà Giovanni Paolo II, colpito nella notte tra domenica e lunedì  da un ictus,  è ora ricoverato in prognosi riservata presso l’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno. Marini è giunto presso il nosocomio lacchese intorno alle 7,00 di ieri mattina. L’esimio esponente del Vaticano è da tempo ospite della Parrocchia del Buon Pastore ad Ischia. E’ qui che sul pavimento della  camera dove alloggiava  Don Antonio Angiolini  lo ha rinvenuto  inerme e semincosciente.
Immediatamente soccorso è stato affidato alle prime cure  di un medico vicina alla Curia Ischitana. Per il dottore non ci sono stati dubbi: Piero Marini era stato colpito da un attacco apoplettico. Imprescindibile il ricovero in Ospedale.  Subito disposto il trasferimento presso il Presidio Ospedaliero Anna Rizzoli. Qui l’alto prelato veniva sottoposto a tutte le visite mediche e le cure di rito. Mentre si attende l’esito della seconda TAC è già stato allertato il Vaticano. Al suo fianco l’amico fraterno di sempre Luigi Mazza che non ha voluto lasciarlo neppure per un attimo.
Al termine delle indagini cliniche l’Arcivescovo resta sotto stretta osservazione presso il reparto di Chirurgia di Lacco Ameno. La instabilità del suo stato e i continui sbalzi di pressione preoccupano i sanitari. Si ipotizza un suo trasferimento al Gemelli di Roma al massimo per mercoledì prossimo. Il rischio è reale e resta nonostante resti costantemente sotto controllo medico. Rischio che aumenta in modo significativo in virtù delle oscillazioni nei valori di pressione misurati nelle visite periodiche. Le forti BPV [le variazioni nella pressione arteriosa] a lungo termine possono dimostrarsi un forte predittore per le condizioni del paziente anche e  trattato e sottolinea ulteriormente l’importanza non solo di raggiungere, ma mantenere anche il controllo stabile della BP nel lungo termine.La sua condizione resta delicata.
L’arcivescovo da sempre grande estimatore ed appassionato dell’Isola ha fatto di Ischia la sua meta d’elezione propiziando grandi appuntamenti e visite irripetibili. Oggi è salvo anche grazie alla nostra UTIC, oltre che la tempestività e le attenzione dei sacerdoti del Buon Pastore,  quella che i politici e i funzionari ASL vogliono cancellare.

TRE PAPI E UN CERIMONIERE INGOMBRANTE
Piero Marini,   storico maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie sotto Giovanni Paolo II, dopo un ventennio trascorso a fianco del Papa Polacco, nel 2007 resta anche al fianco di Papa Benedetto XVI.
Solo quattro giorni fa Papa Francesco lo ha nominato tra i membri della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti guidata dal cardinale Robert Sarah.
Tra Francesco e l’ex maestro delle cerimonie c’è sintonia: Piero Marini frequenta spesso Santa Marta, ha partecipato più volte alle messe mattutine del Papa e di Bergoglio è uno dei più fidati “consiglieri”. Non a caso, c’è chi vede la sua mano nella rimozione di tutti i consultori dell’ufficio delle celebrazioni liturgiche avvenuta a fine settembre 2013.
Piero Marini, infatti, è l’ideatore delle grandi kermesse “liturgiche” che nella stagione wojtyliana trovarono la consacrazione: concerti, messe negli stadi, cantanti che esibiscono il proprio repertorio davanti al Papa. A finire in un angolo, il canto gregoriano, il silenzio nella celebrazione, il latino. Senza contare l’abbandono di poltrone e tronetti, candelieri preconciliari, pianete e trombe a segnalare l’inizio del pontificale solenne. Un incubo, insomma, come raccontano i Vaticanisti, per chi aveva gioito e si era tranquillizzato davanti all’opera di recupero portata avanti da Ratzinger e dai suoi più stretti collaboratori.
E’ indubbio che Piero Marini, vescovo dal 1998, sia lontano anni luce dalla sensibilità liturgica benedettiana. Non a caso, nel 2007 (due anni dopo l’elezione), Benedetto XVI lo sostituì con un altro Marini, Guido, proveniente dall’arcidiocesi di Genova (quella plasmata dal conservatore cardinale Siri). Piero Marini è allievo e stretto collaboratore di monsignor Annibale Bugnini, con il quale lavorò alla riforma del cerimoniale liturgico così come stabilito dal Concilio. Bugnini fu dal 1964 il segretario della speciale commissione incaricata appunto di studiare quella che è stata non a caso definita “la riforma delle riforme”. La storia pontificia è sotto gli occhi di tutti.
Che il vento sia cambiato anche per monsignor Marini, lo dimostrano i numerosi interventi che l’hanno visto protagonista negli ultimi mesi e subito dopo la nomina Bergoglio. Ad aprile, appena un mese dopo l’elezione di Papa Francesco, l’ex maestro delle cerimonie diceva che “la Chiesa vive la speranza dopo anni di paura” appena quattro giorni fa il nuovo incarico conferitogli dal Papa Argentino.

BREVE BIOGRAFIA
Piero Marini (Valverde, 13 gennaio 1942) è un arcivescovo cattolico italiano, dal 1º novembre 2007 presidente del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali e già maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie dal 1987 al 2007.

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