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La «Sceriffa» del mare. La Di Scala interroga De Luca: “Controlli su qualità e servizi degli armatori. Basta far finta di nulla”

Gaetano Di Meglio | Mare calmo e corse sospese? Ritardi assurti? Cambi improvvisi? Aria condizionata a palla anche d’inverno? Pioggia tra i sedili? Maleducazione degli equipaggi? Valigie bagnate? La regione la smetta di fare finta di nulla e faccia i controlli.
Questa volta, a far da “sceriffa del mare” è Maria Grazia Di Scala che interroga il più famoso sceriffo da Salerno, Vincenzo De Luca. La Di Scala in un dettagliato “question time” pone diversi interrogativi alla giunta regionale e mette, bene a fuoco, anche le possibili responsabilità.
Da sempre, e non è un mistero, c’è una connivenza tutta particolare tra gli armatori del golfo di Napoli e la Direzione Generale Regionale dei trasporti della Regione Campania. Non scenderemo nei particolari, ma ci limitiamo a raccontare di come sia stato concesso alla Gestur di non effettuare per oltre 8 mesi i collegamenti in aliscafo da Forio per Pozzuoli o altre tante altre assurdità tutte del nostro mare.
Ma la Di Scala, con tanto di regolamento alla mano, mette De Luca (e per lui la Iasuozzo) spalle al muro: la Regione deve controllare gli armatori! E’ vero che oggi non esiste più il famoso regime di “sottomissione” fallito dopo la improvvida gestione del settore dall’assessore Vetrella, ma esistono degli obblighi che gli armatori devono rispettare.
E, soprattutto, c’è chi in Regione non fa il suo lavoro. Non si attiva e priva gli utenti del ruolo, necessario, dell’arbitro. Una mancanza grave perché non solo dimostra come in Regione non prendano a cuore la questione ma, soprattutto, perché privato i cittadini di un servizio che gli è riconosciuto dalla tanto “odiata” Unione Europea.
Spezzare la connivenza tra Uffici Regionali e Armatori Privati del Golfo dovrebbe essere la vera prioprità! La metastasi che fa male ai cittadini è proprio la!
Il cuore delle richieste della Di Scala è chiaro e breve. Poche domande
Le compagnie di navigazione, autorizzate al servizio di trasporto marittimo, abbiano redatto mensilmente report sui servizi svolti e se siano stati valutati idonei dalla Direzione Generale regionale competente?
Quali strumenti di vigilanza e controllo abbia attivato la Direzione Generale in ordine all’espletamento del servizio autorizzato ai sensi del regolamento regionale?
La direzione Generale competente abbia disposto indagini sul grado di soddisfazione dell’utenza e avviato l’aggiornamento degli standard di qualità previsti dalle carta dei servizi?
Quali misure siano state intraprese dagli Uffici competenti per gli obblighi derivanti dal D.M. del 5 giugno 2017 in ordine alla trasparenza, pubblicità e semplificazione delle procedure di reclamo e segnalazioni relative al trasporto marittimo?

IL TESTO DEL QUESTION TIME
Vigilanza e controllo per la tutela dei passeggeri fruitori del trasporto pubblico marittimo.
La sottoscritta consigliera regionale, Maria Grazia Di Scala, premesso che il Parlamento Europeo e il Consiglio (UE) approvano il Regolamento n. 1177 del 24 novembre 2010 relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il Regolamento (CE) n. 2006/2004, volto a garantire nel settore del trasporto marittimo un elevato livello di sicurezza e protezione dei passeggeri, simile a quella offerta da altri modi di trasporti; tra le considerazioni del Parlamento e del Consiglio Europeo a supporto dell’adozione dell’atto regolatorio si leggono le seguenti premesse:
il passeggero che viaggia via mare e per vie navigabili interne è la parte più debole nel contratto di trasporto, è opportuno garantire a tutti i detti passeggeri un livello minimo di protezione. Nulla dovrebbe impedire ai vettori di offrire al passeggero condizioni contrattuali più favorevoli di quelle fissate nel presente regolamento;
Il mercato interno dei servizi passeggeri via mare e per vie navigabili interne dovrebbe andare a vantaggio dei cittadini in generale. È pertanto opportuno garantire alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta, a causa di disabilità, età o altri motivi, la possibilità di fruire dei servizi passeggeri e delle crociere a condizioni simili a quelle a disposizione degli altri cittadini. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini per quanto riguarda la libera circolazione, la libertà di scelta e la non discriminazione. Gli Stati membri dovrebbero promuovere l’uso dei trasporti pubblici e l’uso di biglietti integrati al fine di ottimizzare l’uso e l’interoperabilità dei diversi operatori e delle modalità di trasporto
Gli Stati membri dovrebbero promuovere l’uso dei trasporti pubblici e l’uso di biglietti integrati al fine di ottimizzare l’uso e l’interoperabilità dei diversi operatori e delle modalità di trasporto”;
Premesso, altresì. che: lo stesso regolamento UE stabilisce che: “Ogni Stato membro designa uno o più organisml nuovi o esistenti. responsabili dell’esecuzione del presente regolamento per quanto riguarda i servizi passeggeri e le crociere da porti situati nel proprio territorio e i servizi passeggeri provenienti da un paese terzo verso tali porti. Ogni organismo adotta i provvedimenti necessari per garantire il rispetto del presente regolamento.
Entro il 1° giugno 2015 e ogni due anni successivi a tale data, gli organismi preposti all’esecuzione designati ai sensi dell’articolo 25 pubblicano una relazione sull’attività dei due anni civili precedenti, che contiene in particolare una descrizione delle azioni attuate per applicare le disposizioni del presente regolamento, dati sulle sanzioni applicate e statistiche relative ai reclami e alle sanzioni stesse”; In caso di violazione delle disposizioni di cui al Regolamento (UE) n. 1177/2010 si applica la disciplina sanzionatoria di cui al decreto legislative 29 luglio 2015. n. 129. le cui finalità attengono alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117. secondo comma. lettera m), della Costituzione, al fine di garantire uniformi livelli di tutela su tutto il territorio nazionale dei diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato via mare e per vie navigabili interne; Con D.M. del 5 giugno 2017 di individuazione delle strutture regionali deputate a ricevere i reclami a seguito di presunte infrazioni accertate in relazione ai servizi di trasporto via mare e per le vie navigabili interne di competenza regionale e locale. per la Regione Campania, all’articolo è individuata la Direzione Generale per la Mobilità – Unità Operativa dirigenziale trasporto marittimo e demanio marittimo portuali.
Considerato che: la Legge della Regione Campania 28 marzo 2002. n. 3 – recante la “Riforma del Trasporto Pubblico Locale e Sistemi di Mobilità della Regione Campania” – stabilisce che alla Regione competono le funzioni ed i compiti di programmazione e vigilanza in conformità della Legge n. 59/97, del D.Lgs n. 422 / 97. del D.Lgs. n. 112/98 e del D.Lgs. n. 400/99, nonché. con particolare riguardo al cabotaggio marittimo, le funzioni amministrative in materia di reti, impianti e servizi marittimi; la Regione, ai sensi degli articoli 5, 16 , 17 e 39 della legge regionale n. 3 del 2002, nell’ambito delle proprie competenze in materia di trasporto pubblico locale, definisce il quadro regolatorio per i servizi marittimi di linea minimi, aggiuntivi e autorizzati: con delibera di Giunta Regionale n. 442 del 2 agosto 2016 sono state approvate le Linee di regolazione dell’organizzazione del trasporto pubblico locale marittimo, sancendo l’efficacia del nuovo regime predisposto dalla Regione Campania in materia di cabotaggio marittimo, a seguito delle positive interlocuzioni con la Commissione Europea; che con la stessa delibera è stata approvata la proposta di Regolamento di esecuzione della legge regionale 28 marzo 2002 n.3, in materia di servizi di trasporto marittimo di linea autorizzati;
Rilevato che: il Regolamento di cui sopra emanato dal Presidente della Giunta Regionale il 13.10.2016 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 67 del 13.10.2016, all’articolo 7 e in attuazione del Regolamento UE, stabilisce che: “i vettori e, se del caso gli operatori dei terminali, sono obbligati a garantire: la non discriminazione fra i passeggeri riguardo alle condizioni di trasporto offerte dai vettori; la non discriminazione e l’assistenza nei confronti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta; i diritti dei passeggeri in caso di cancellazione o di ritardo; le informazioni minime da fornire ai passeggeri; il trattamento dei reclami; la formazione o l’istruzione del personale;” in materia di vigilanza e controllo, all’articolo 8, stabilisce che: “1. L’impresa di navigazione cui viene rilasciata l’autorizzazione redige un report mensile sui servizi e lo trasmette alla Direzione generale per la mobilità. La Direzione generale per la mobilità ha il potere di vigilanza e controllo in ordine all’espletamento del servizio autorizzato ai sensi del presente regolamento ed alla permanenza, in capo all’impresa autorizzata, dei requisiti previsti dalla normativa nazionale in materia di esercizio di servizi di trasporto di linea. A tal fine, con provvedimento della Direzione generale per la mobilità, è individuato il personale di ruolo della Giunta regionale preposto alle attività ispettive. Per le finalità di cui al presente comma gli incaricati della vigilanza hanno libero accesso alle unità navali e presso i terminali e la sede dell’impresa di navigazione. La Regione può disporre indagini sul grado di soddisfazione dell’utenza per l’aggiornamento degli standard di qualità previsti dalla carta dei servizi”
Ritenuto che: ai sensi del D.M. del 5 giugno 2017 “Ogni regione pubblica sul proprio sito internet tutti gli indirizzi cui trasmettere i reclami, ogni indicazione utile alla presentazione degli stessi, avvalendosi di una modulistica conforme a quella dell’Autorità di regolazione dei trasporti, nonché eventuali cambi di competenza dell’ufficio, di denominazione o di indirizzo indicati nel presente decreto, previa comunicazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la vigilanza sulle autorità portuali. infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne: Per i servizi di competenza regionale e locale, ogni regione è tenuta a dare ampia diffusione alle procedure relative all’iter di segnalazione di presunte infrazioni al regolamento europeo da parte dei vettori e degli operatori dei terminali”
Atteso che: sono noti alle cronache fatti relativi a condizioni di disagi per i passeggeri campani fruitori del trasporto pubblico marittimo regionale sia in ordine alla sicurezza che alle condizioni igieniche: la persistenza di criticità in materia di tutela e sicurezza dei passeggeri delle imprese autorizzate al trasporto pubblico marittimo espone, oltre i passeggeri, ad alti rischi anche i lavoratori delle compagnie di trasporto marittimo: Tutto ciò premesso, considerato, rilevato, ritenuto e atteso interroga la Giunta regionale al fine di sapere: se le compagnie di navigazione, autorizzate al servizio di trasporto marittimo, abbiano redatto mensilmente report sui servizi svolti e se siano stati valutati idonei dalla Direzione Generale regionale competente; se e quali strumenti di vigilanza e controllo abbia attivato la Direzione Generale in ordine all’espletamento del servizio autorizzato ai sensi del regolamento regionale; se la direzione Generale competente abbia disposto indagini sul grado di soddisfazione dell’utenza e avviato l’aggiornamento degli standard di qualità previsti dalle carta dei servizi; b) se e quali misure siano state intraprese dagli Uffici competenti per gli obblighi derivanti dal D.M. del 5 giugno 2017 in ordine alla trasparenza, pubblicità e semplificazione delle procedure di reclamo e segnalazioni relative al trasporto marittimo.
www.ildispari.it

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  • finalmente la di scala si sveglia da un lunghissimo letargo-tantissime sono state le richieste a lei rivolte come espressione politica e rappresentante di Ischia alla regione e oggi finalmente non vogliamo sapere il perchè( se un perchè esiste ) si fa portavoce delle lamentele di tutti indistintamente (milioni negli anni precedenti)hanno sempre con veemenza dimostrato.Spero che la Di Scala prenda in considerazione anche la truffa dei biglietti-non e’ possibile che un isolano o qualsiasi passeggero che incautamente fa biglietto andata e ritorno e per un motivo qualsiasi (? ) non riesce all ora della corsa,- riportato sul biglietto- , ad imbarcare ,deve rifare un nuovo biglietto e quello gia precedentemente pagato bruciato . si puo al massimo capire che nel prezzo di biglietto ci sia la prenotazione per l orario ma non il pagamento della tratta per cui pagare solo la prenotazione al massimo o aspettare quando c e la possibilita su altre corse -le compagnie parlano che perdono clienti -cioe moneta- per cui il biglietto deve essere bruciato-ma se fosse vero allora perche fanno imbarcare macchine o camion che hanno biglietti con orari diversi della corsa stessa.Questo è quello che chiedono i passeggeri all On Avv.Di Scala – faccia chiarezza –

  • La truffa dei biglietti e ben meno grave del terrorismo che applicano alcuni armatori,in accordo con le alte sfere della capitaneria e dei politici, i quali mettono a servizio del cittadino e della cosidetta continuita’territoriale,dei scandali di traghetti che neanche nelle zone piu’remote dell’Africa potrebbero prendere servizio.
    Esempio lampante I traghetti Gestour,il traghetto per il trasporto di merci pericolose del nostro caro Marrazzo il quale ancora non si e’capito da quale strana societa’appartenga…….. e cosi’via.
    E’una vita che andiamo avanti con questa famigerata tarantella,anche e sopratutto durante la scorsa legislatura di sinistra della nostra amata Regione.
    Vediamo dove vogliamo arrivare,se questa sara’l’ennesima presa per il C…o o se si iniziera’a fare le cose seriamente.

  • Gent.imo Sig Peppe -non esistono le cose grave e meno grave in questo e in altri campi dove le cose non funzionano-ma si aggiungono alle altre tantissime cose, da recriminare, che ne i politici-ne la capitaneria ne altro organi statale e governativi vogliono metterci il naso (forse? per la troppa puzza che potrebbe uscire fuori.Troppi intrecci ed interessi si confondono tra di loro

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