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La questione casamicciolese: tutti Messi e Maradona a Pret ‘e Voj

Domande alla quali dobbiamo rispondere soprattutto perché il popolo di Casamicciola deve dare una risposta a tutta l’isola di Ischia. Il popolo di Casamicciola ha un obbligo morale verso l’isola intera che va onorato. Quanto tempo dura l’emergenza scuola? Gli studenti del Comprensivo Ibsen che prospettiva hanno di tornare presso le proprie scuole?  

 

Ci sono argomenti che non possono essere taciuti e quello della scuola di Casamicciola è uno di questi. E’ un argomento serio che, come tanti altri, non viene preso in considerazione o meglio, ci limitiamo a guardarlo dall’esterno.

Quali solo i danni ricevuti dalle scuole di Casamicciola? Il comune ha affidato l’incarico ad un tecnico nello specifico (magari alimentando il clima di clientela e di prebenda) per la conta dei danni o si presenterà una stima sommaria dei danni?

Me lo chiedo perché credo che la scuola sia il primo elemento di una società e, se non partiamo da questo, è impossibile pensare ad una ricostruzione o ad un rilancio del “sistema casamicciola”.

Sento parlare da un lato di lavori veloci, dall’altro, invece, di un piano da 6milioni di euro per le scuole casamicciolesi? Ma la verità? Cosa è successo?

Domande alla quali dobbiamo rispondere soprattutto perché il popolo di Casamicciola deve dare una risposta a tutta l’isola di Ischia. Il popolo di Casamicciola ha un obbligo morale verso l’isola intera che va onorato. Quanto tempo dura l’emergenza scuola? Gli studenti del Comprensivo Ibsen che prospettiva hanno di tornare presso le proprie scuole?

E con essi, il mondo produttivo locale quanto ancora deve attendere per iniziare a mettersi in moto.

Piazza Bagni, piano piano, sta morendo. E mi chiedo se il Manzoni non riapre presto e se la sede del Mennella non c’è più e più giù, l’Ibsen vero e proprio, cosa può sostituire il flusso di persone che spendevano e vivevano nei paraggi? Mamme, massaie, casalinghe: un paese che si deve dirigere altrove per esigenze primarie: la scuola.

E se Casamicciola deve rispondere a questo quesito, sempre Casamicciola deve dare una risposta, immediata e seria, alle popolazioni scolastiche che hanno accolto gli studenti dell’Ibsen. Per quanto tempo dovremmo sostenere i doppi turni? Per quanto tempo dobbiamo fare sacrifici congiunti?

Il problema nasce proprio quando proviamo a rispondere a queste domande: “Non si sa”.

Conoscendo le lungaggini burocratiche del nostro paese e le difficoltà economiche di un comune che è sull’orlo del dissesto crediamo che per i prossimi anni non ci sia nessuna soluzione a breve termine. E allora? E allora c’è urgenza che il comune di Casamicciola individui un’area per l’installazione dei moduli abitativi e consenta alla Preside Allocca di organizzare la SUA scuola nel SUO comune, Casamicciola. E c’è un solo posto: il campo sportivo!

Di questo passo, è facile scommettere che il codice meccanografico dell’Ibsen sarà un codice di quelli che troveremo nell’elenco delle scuole che perdono la dirigenza. La domanda è semplice. Il prossimo anno, se non cambiano le cose, chi iscriverà i propri figli all’Ibsen? Chi vieterà ai cittadini di Casamicciola di scegliere un istituto con un POF decente, con orari scolastici, con laboratori e con attività? Nessuno!

Forse già oggi sarebbe opportuno e legittimo consentire agli studenti di scegliere un altro plesso!

Perché io, ipotetica mamma di Casamicciola, non devo pensare di optare di iscrivere mio figlio a Barano? Andare di pomeriggio a Ischia o di mattina a Barano non è la stessa cosa? 2 chilometri in più non cambiano la vita a nessuno. Casamicciola sta giocando con il suo futuro. E rischia grosso.

Procediamo per gradi.

Il buon addetto stampa di Castagna, sabato, come discepolo diligente ha pubblicato una corrispondenza tra il comune di Casamicciola e il MIUR in vista dell’incontro che si svolgerà martedì prossimo.

Una corrispondenza che evidenzia, quello che queste colonne avevano già evidenziato mesi fa.

Non è possibile usare i 6 milioni del MIUR per far arricchire gli amici del sindaco, del vicesindaco e degli altri scagnozzi della politica casamicciolese. Non potete fare l’affare con i soldi del Ministero per l’Istruzione. Purtroppo solo loro vi hanno fregato, per il resto siete stati bravissimi a fare il “vostro gioco”.

Usare i 6 milioni di euro del Ministero significa affidare ad altri il gioco dei danari e degli affidamenti. Significa che l’appalto lo deve gestire il Ministero su ordine del Commissario e quindi a Casamicciola non è accettabile. Come faremmo a fare chiarezza con i famelici amministratori locali? Loro devono gestire (male) ogni occasione per trovare un arricchimento personale.

Se siamo al 13 novembre e se dobbiamo sprecare 500mila euro dei fondi per l’emergenza per il trasporto degli allievi è perché i fondi ministeriali non possono essere dirottati verso i privati. Una scelta per evitare che grazie all’emergenza ci sia un uso improprio dei fondi. E, per questo, Casamicciola ha trovato il modo per aggirare l’ostacolo: mandiamo i bambini altrove. Fittiamoci l’asilo di Celestino. Sperperiamo 26 mila euro.

La dottoressa Simona Montesarchio, direttrice del Miur, scrive a Castagna: “In riscontro alla nota di cui all’oggetto, nella quale vengono descritte le aree sulle quali poter procedere alla realizzazione delle strutture modulari provvisorie ad uso scolastico, si chiede di conoscere se le stesse aree siano di proprietà pubblica e se siano disponibili e immediatamente utilizzabili per l’installazione dei suddetti moduli provvisori”.

Una domanda semplice non trovate? Altrove si. A Casamicciola no.

I luoghi indicati da Castagna sono uno in zona a rischio frana, uno in una proprietà privata dei padri passionisti e un’altra, Via Eddomade, che non si comprende quale sia lo spazio.

Secondo altre indiscrezioni, inoltre, sembra che Castagna abbia anche chiesto l’acquisto – con i fondi del MIUR – di un terreno al Bosco della Maddalena. La necessità di fare un affare privato e trasformare il terremoto in un’occasione di arricchimento personale di qualche sodale dell’amministrazione sembra essere prioritario rispetto all’esigenza di salvare la scuola di Casamicciola.

La verità e la colpa di Castagna e anche dell’intero sistema istituzionale è non commissariare le scelte del sindaco. E’ assurdo, infatti, tenere il campo sportivo di Monte Tabor, che ha già tutti i requisiti necessari, inutilizzato per ospitare le scuole. La necessità è far giocare a calcio i Messi e Maradona di Casamicciola. Un’assurdità totale che rende, compici di una follia, anche tutti quelli che non comprendono quale sia l’urgenza di far installare i moduli abitativi.

La politica di Casamicciola non è all’altezza di poter gestire l’emergenza.

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  • È la soluzione sarebbe mandare centinaia di bambini in moduli abitativi in un campo di calcio situato in un posto così difficilmente raggiungibile e con una strada in quelle condizioni? Complimenti!

    • è una soluzione emergenziale. La stradina invece di essere praticata alle 15, quando i Messi e Maradona si vanno ad allenare, sarebbe pratica alle 8.00 del mattino. E, considerato che spendiamo mezzomilione di euro per portali a Ischia, potremmo anche pensare di fare uno scuola bus che non “intasa” la stradina.

      • Peccato che le squadre di calcio in campo sono composte da 22 persone più qualche accompagnatore, mentre a scuola ci vanno centinaia di bambini TUTTI accompagnati dai genitori. Ma si sà, tenete a cap tost e quando vi convincete di una cosa la portate avanti senza ragionare convinti che sia giusto perseverare su un idea e non pensando mai che sia possibile rivedere le proprie idee…
        “Un passo indietro, dopo aver fatto una strada sbagliata, è un passo nella giusta direzione”
        (Kurt Vonnegut)

        • Sono Previste navette e scuola BUS per questo.Noi non perseveriamo a differenza di chi non vuol comprendere che abbiamo subito un terremoto. Le indichiamo che purtroppo davanti alla necessità di dare una scuola ai ragazzi o di perdere la scuola di Casamicciola dovrebbe scegliersi il male minore. Ed altra alternativa che possa dare subito soluzioni non c’è. Se poi vuole addossare a noi quel che il suo modo di agire, faccia pure, questo non cambia le cose. “Un passo indietro“ deve valere per tutti.