Società

La magia del Natale, zampognari in Zona Rossa

Si racconta e si canta com’era una volta. La zona rossa di Casamicciola, Piazza Majo, La Rita si apprestano al prossimo mesto Natale aggrappandosi alle antiche tradizioni, tanta fede, la speranza e le struggenti note degli Zampognari. Il primo concertino Martedi  5 dicembre tra i resistenti e la tendopoli grazie all’iniziativa e alla tenacia di qualcuno che ha preferito per ora rimanere anonimo.
Poche struggenti note tra le macerie della parte alta del Paese, con i resistenti e gli sfollati che non si rassegnano ad abbandonare la contrada, per l’Immacolata, pensando ad un Natale, in tenda, nei nuovi alloggi e le varie sistemazioni.
Senza ombra di dubbio, uno degli aspetti più caratteristici del nostro folklore ha saputo ridonare qualche attimo di raccoglimento, di intimità spirituale e tanta commozione.
Lacrime e aneliti di speranza al suono della zampogna (suonata da Massimo e Emanuele) davanti a ciò che resta, davanti alla statua della Madonna.
Sì, proprio lo zampognaro, quello che, cioce, cappellaccio e mantello, va girando col suo fedele strumento ad augurare buon Natale in cambio di una modesta offerta, ovunque, di rado in un area terremotata.
Da secoli ormai, con l’approssimarsi del Natale, gli zampognari lasciano i loro paeselli e si recano a portare il messaggio musicale della natività in tutta Italia, e spesso anche all’estero. Mai ne siamo certi si erano recati nella zona rossa di un paese devastato e in attesa di poter tornare a vivere serenamente e non da intrusi
Lo zampognaro passa tutte le feste di fine anno lontano da casa, mentre gli altri sono in famiglia con i propri cari. Quest’anno anche noi Casamicciolesi potremmo guardare solo da fuori le macerie, quel che resta delle nostre case. Sarà un Natale amaro, al freddo, mentre gli altri si scambiano gli auguri tra parenti in mezzo a panettoni e spumanti, magari vicino al camino. Eppure potremo raccontarlo rispetto a chi ha perso la vita nel terremoto e per il terremoto. Lo zampognaro si sacrifica e la sua presenza oggi qui tra queste rupi devastate ha un significato speciale. E’ lui che ci fa rivivere l’autentico Natale della tradizione, che altrimenti non avrebbe il medesimo sapore, ed è la zampogna che da sola ci fa provare certe sensazioni che altrimenti non percepiremmo più. E’ l’anelito di un popolo, la sua forza la vera luce di questo Natale che può riaccendersi solo grazie alla tenacia di chi non vuole abbandonare questo piccolo mondo, un fazzoletto di terra che ci ha dato e tolto tutto, ma che non lasceremo. A piccoli passi, grazie a tante piccole cose.
Sono tornati, zampogna e zampognaro, con loro torna la speranza di trascorrere giorni sereni, l’immagine stessa del Natale, così come l’albero o il presepe, e se tale tradizione continua molto si deve ai musici , ma anche a chi a dispetto dei tempi che mutano, continuano a ricalcare antichi itinerari, che furono del loro padri e dei loro nonni, per andare ad annunciare la natività anche sulle macerie di un paese che fu.

Add Comment

Click here to post a comment