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La Coca-Cola, i tesori della Campania e… Ischia

4ward di Davide Conte | Già da un po’ di settimane, prima cioè delle vacanze natalizie, avevo avuto modo di rilevare, pur senza particolare approfondimento, la serie celebrativa Coca-Cola dedicata ai “Tesori della Campania.” Il comunicato stampa emesso dalla celeberrima corporation della scorsa fine di ottobre parlò chiaro: “Il legame con la Campania parte da lontano: è a Napoli che nel 1955 nasce Fanta, una delle bevande iconiche di Coca-Cola, prodotta, oggi come allora, con succo di arance italiane ed è dal 1977 che lo stabilimento di Marcianise, il più grande del Sud Italia con le sue quattro linee e gli oltre 224.000.000 litri di bevande imbottigliate annualmente, è al centro delle attività produttive. Il sito casertano rappresenta una risorsa importante per lo sviluppo economico e occupazionale dell’intera regione: sono oltre 970 i posti di lavoro, diretti e indiretti, generati nella regione grazie all’attività dello stabilimento e 2.567 le persone il cui reddito di lavoro dipende, parzialmente o totalmente, da Coca-Cola. Importante anche l’impatto economico generato con la distribuzione di risorse per 27 milioni di euro, corrispondenti allo 0,03% del PIL regionale. Uno stabilimento strategico su cui Coca-Cola HBC Italia ha investito, dal 2010 ad oggi, oltre 32 milioni di euro in ammodernamenti e nuove tecnologie che hanno contribuito a farne un esempio di eccellenza industriale anche in termini di sostenibilità ambientale.” “Con queste edizioni speciali desideriamo ringraziare l’intera regione, che arricchisce ogni giorno il nostro cuore italiano” ha dichiarato Giangiacomo Pierini, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione di Coca-Cola HBC Italia.

Il nostro legame con la Campania non è solo industriale: essere presenti sul territorio per noi significa farlo in modo responsabile creando valore da condividere con le comunità locali attraverso continui investimenti e progetti concreti di carattere sociale”.
E’ stato il mio amico Isidoro “il Nobile” a rigirare il coltello nella mia piaga sempre aperta, non certo figlia di un complesso di sudditanza verso Capri, per quanto mi riguarda. Sostengo da tempo immemore, infatti, che le due perle del nostro Golfo siano assolutamente complementari e non rivali, a causa della loro assoluta, naturale diversità. La manifesta inferiorità che soffro e che non è discutibile, invece, esiste nei confronti dei Capresi, intesi come cittadini, imprenditori e perché no, amministratori pubblici. Ho già avuto modo di scrivere, in passato, che quando ero Assessore al Turismo ad Ischia, l’allora Sindaco di Capri (il mio amico Ciro Lembo, che spero in primavera possa tornare primo cittadino dell’Isola Azzurra) dichiarò pubblicamente, bontà sua, che mai come in quel periodo Ischia aveva acquisito una visibilità enorme sui mass media nazionali, tenendo testa alla grande all’ordinario strapotere della “sua” Capri. Non è l’autocelebrazione di cui ho bisogno per condire questo editoriale, amici miei, ma se oggi la Coca-Cola ha scelto Positano, Piazza Plebiscito, il Maschio Angioino e i Faraglioni, ignorando Ischia, la colpa è anche di questi ultimi dodici anni di assoluta carenza relazionale delle amministrazioni comunali ischitane (con il Comune capoluogo in testa, ovviamente), che con estrema incompetenza e presunzione hanno abbandonato ad un’interminabile e dannosissima fase limbica il destino dell’immagine dell’intera Isola.

Non è un caso che io parli di presunzione! Potrei riproporre, ad esempio, la storia dell’ufficio stampa che proposi, da consigliere d’opposizione, a Giosi Ferrandino e compagni e che, pur condiviso come progetto da adottare, fu poi bocciato in consiglio comunale perché proveniva da un’idea del “nemico”. Ma preferisco limitarmi alla storia recente, quando cioè il nostro Giornale, la scorsa settimana, suggerì ai Sindaci ischitani di “accodarsi” alla richiesta ufficiale del loro collega caprese, affinché il prossimo Festival di Sanremo concedesse a Peppino Di Capri, alle soglie dei suoi otttant’anni, il più che meritato premio alla carriera. Ovviamente il risultato è stato il più classico “orecchie da mercante” (anche in questo caso vale la storia del “nemico”); e puntualmente, l’altro ieri sera, Bruno Vespa ha dedicato un’intera puntata, nel corso del suo “Porta a Porta”, all’amico Peppino e alla proposta del Sindaco di Capri, accolta in pieno dalla Giunta Comunale rivierasca e attualmente al vaglio del direttore artistico dell’evento Claudio Baglioni, il quale si guarderà bene (ne sono convinto) dal remare controcorrente, rendendosi inutilmente impopolare nel negare i meriti di un protagonista della canzone italiana, che proprio ad Ischia ha visto sbocciare una carriera lunga ben sessant’anni. E’ questa una delle tante occasioni perse da Ischia di condividere con Capri una prestigiosa quanto gratuita vetrina nazionale.

Anche per un politico, i criteri della corretta comunicazione ed una capacità relazionale superiore alla media rappresentano, insieme ad una buona dose di cultura sia generale sia amministrativa e alla profonda conoscenza del territorio e della sua storia, i contenuti essenziali di un bagaglio indispensabile ad evitare brutte figure per sé e danni inevitabili all’intera collettività. Verrebbe da ricordare, non fosse altro che per vicinanza temporale, l’episodio tanto giustamente criticato del video pubblicato dal Ministro Bonafede in occasione dell’arrivo in Italia del latitante Cesare Battisti. Ma immagine e pubbliche relazioni, contrariamente a quando nel 2002 Peppino Brandi, da Sindaco, ne fece oggetto di specifiche deleghe assessorili, non sembrano essere argomenti rientranti nella sfera d’interesse (né tampoco alla semplice portata) di chi, oggi, guida le sorti della nostra Isola, al punto da giustificare la solita “amnesia” della multinazionale di turno, che tra quattro soggetti territoriali da riprodurre per premiare “i Tesori della Campania”, ne assegna due a Napoli, uno a Positano e un altro a Capri, ma dimentica la prima località turistica dell’intera Regione per presenze e p.i.l..

E allora, senza tornare a parlare nostalgicamente di iniziative come la “Lotteria di Sant’Anna”, il “Panino Ischia”, l’aereo Alitalia “Isola d’Ischia” e altre iniziative di uguale portata risalenti a qualche lustro fa, perché non provare a “vendicarci” a modo nostro? Dimentichiamo per un attimo di essere i soliti “pecoroni” che, a differenza dei nostri cugini capresi, difendono strenuamente solo la proprietà privata dimenticando di fare lo stesso (se non di più) con la propria terra natia: proviamo a penalizzare la rinomata “bibita rossa” con tutte le nostre forze consumistiche, magari preferendo la tanto odiata quanto peggiore (qualitativamente) Pepsi; e facciamo sì che qualcuno si accorga che, ad ogni azione, corrisponde sempre una reazione. Anche da parte della sempre più cloroformizzata Ischia.

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3 Comments

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  • Non vogliamo rassegnarci che Ischia, obiettivamente, al di fuori dell’Italia, e’ il nulla rispetto al nome Capri.

    • Gli Ischitani quotidianamente umiliano Ischia,non hanno amore per la propria isola e questi sono i risultati. Ischia oggi è sinonimo d’abusivismo. Ischia vista da un aereo è un tetto ! Grazie alla mediocrità della classe politica, scelta dal popolo, in cambio di favori, è in caduta libera. Vi affannate a fare piazze, parcheggi ma non rispettate il vostro mare, le vostre pinete, non c’è arredo urbano, il vostro biglietto da visita è un porto bellissimo, disastrato,ridotto a una cloaca. Ci tenete tanto a definire Ischia città , ma la bellezza d’ Ischia è quella d’essere un isola a misura d’uomo in armonia con la natura e non una borgia infernale di ferraglia su gomma come la state riducendo. I vostri figli pagheranno per la vostra ignoranza,arroganza e presunzione. Per concludere Capri è per pochi , Ischia è per la massa e la colpa è tutta vostra .